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by • 7 luglio 2014 • MasterComments (0)1672

Da AdF con amore. Cronache bionde di un master eccezionale. – Sabato 28 Giugno

 

 

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Oggi grande affollamento in Accademia: non una ma ben due classi che si incrociano – in stanze separate: nella stanza blu ci siamo noi, della classe di master attuale, per parlare con Chiara della seconda parte del percorso di Semplice Abbondanza (la prima parte, se ve la siete persa, la potete leggere qui).

Caffè, biscotti, e una prima chiacchierata in cui ciascuna di noi fa un attimo il punto della situazione. Che cosa abbiamo combinato nell’ultimo mese, come abbiamo trovato la prima parte del percorso, insomma, quello che in termini tecnici si chiama recap, ma che in modalità Accademia assume subito la valenza di una confronto informale e rassicurante con le persone giuste.

Francesca fa capolino in tutto il suo splendore di grande capa/maestra preferita/faro nella buia notte delle nostre incertezze per chiarire alcuni punti, molto pratici, relativi alla certificazione da coach e alle questioni più burocratiche:  è vero, non è appassionante come quando parliamo di scelte ed emozioni, ma è assolutamente necessario, e, fatto nel modo giusto, non induce alla narcosi ma stimola domande che neanche sapevamo di avere.

La seconda parte del percorso di semplice Abbondanza comincia con un argomentino facile facile: le scelte. Diventiamo tutte un po’ verdi in faccia, e non è solo colpa della luce incerta che entra dalla finestra. La cosa più importante da dire sulla scelte è che bisogna stare attente: spesso se ne fanno di inconsapevoli, sulla base di stimoli esterni che non ci appartengono veramente. Quindi, mai sedersi sugli allori, riflettere sulle scelte fatte finora, capire quali proprio non ci vanno giù, ed elaborare piccoli gesti che inducano un cambiamento. Ve la sto facendo facile, eh? Dite così solo perché non avete visto la mia faccia mentre facevo gli esercizi.

Punto otto: il gioco. Qui si apre una divagazione sulle Barbie – sì, eravamo tutte donne – che nemmeno se ci avesse sponsorizzate la Mattel. Dopo esserci reciprocamente promesse di ritrovarci un giorno tutte insieme portando ognuna le sue per vedere che cosa esce fuori – e secondo me siamo abbastanza matte da farlo veramente – rientriamo nei ranghi, riflettendo sulla dimensione di gioco che si può portare nella nostra dimensione di adulte. Se non vi immaginate proprio a pettinare Mini Pony la sera tornate dall’ufficio, ricordatevi che, per esempio, il viaggio è una dimensione di gioco presente nella nostra vita di tutti i giorni. I viaggi che ci sono piaciuti di più, le persone con cui eravamo, i tratti comuni che li distinguono sono le chiavi per riaccendere la dimensione più infantile e spontanea dentro di noi, senza per forza andare a Gardaland, anche se, voglio dire, perché no?

Adesso tocca ad un altro tasto dolentissimo  -avete mai notato come le cose che più fanno male sono poi quelle che, se affrontate, funzionano di più? Stiamo parlando di quello di cui tutte, prima o poi, abbiamo bisogno: lasciar andare. Fare un mucchietto delle nostre aspettative, togliendocele di dosso come abiti pesanti all’arrivo della primavera, e lasciare che la vita ci capiti. Onorando i ricordi e gli avvenimenti che ci hanno portate fino a questo punto, ma senza lasciare che il loro peso specifico ci tiri verso il basso. basso. Facciamo un bel respiro, e andiamo avanti: abbiamo un viaggio da continuare.

Poi, le connessioni sacre. Le persone intorno a noi ed il modo in cui vivono il nostro cambiamento. Anche qui, stesso discorso: liberarsi dei pesi morti. Non puoi progredire se hai una cozza di cinquanta chili attaccata ad una gamba che ti grida “Non farlo!”. Imparare a liberarci delle persone che non vanno bene per noi è importantissimo, anche se le amiamo o le abbiamo amate. E non dobbiamo sentirci Grimilde mentre lo facciamo: stiamo tutelando noi stesse e il nostro diritto ad essere autentiche.

E a proposito di autenticità, chi si incontra al punto undici se non il successo autentico? Il punto fondamentale per riconoscere il nostro successo è la gratitudine per ciò che abbiamo ottenuto, e non il pensiero limitante su ciò che ci manca. Soprattutto, è bene tener presente che il rapporto che abbiamo con il denaro è condizionato da un sacco di fattori, sia familiari che sociali, e la cosa più sana ed appagante per noi è lavorare su di esso fino a trovare quello che veramente ci corrisponde.

E così, siamo arrivate all’ultimo punto, becoming real, diventa reale. Ciao, ci conosciamo, questa sono veramente io. Ok, sai che ti dico? Mi piaci.  Hai fatto una bella fatica per venire a trovarmi, mi ero nascosta bene sotto un mare di insicurezza e dolore e fraintendimenti, ma eccomi qua, ed è questo che conta.

Sapere chi siamo mette in moto un circolo virtuoso all’interno del quale, anziché correre come cricete su una ruota che non va da nessuna parte, facciamo delle scelte che ci corrispondono e costruiamo la vita che ci sta bene. Stanche e provate,ma comunque sempre felici di esserci state, ci salutiamo con grandi abbracci: la prossima sarà l’ultima lezione in aula, e ci promettiamo di esserci tutte per salutarci bene.

Torno a Torino stanca ma galvanizzata dal pensiero di una serata di festeggiamenti tra amiche. A dispetto di quello che si potrebbe sembrare, una giornata di master ha un piacevolissimo effetto-red bull, senza il retrogusto di fragola di plastica.

Bonus track: cinque cose che ho imparato oggi in Accademia.

  1. I grandi cambiamenti arrivano con un lavoro costante di piccoli passi, ovvero: no bacchetta magica, spiacenti ma ci stiamo ancora attrezzando.
  2. Imparare a chiedere, all’Universo e a chi ci circonda, è bello e importante (nota per me stessa: porconare ululando non vale come “chiedere all’universo”, rivedere le modalità).
  3. A volte, l’atteggiamento giusto è quello dell’infanzia, in cui fai le cose per il gusto di farle, senza paura di sbagliare.
  4. Accettare il passato porta sollievo. Provare per credere.
  5. Chiediamoci più spesso: di chi cosa ho bisogno oggi? (“Di una valigetta di denaro contante” non è la risposta che avevo in mente, sappiatelo).

Baci , amore, Barbie  e Semplice Abbondanza a tutt*!

 

A proposito di master la classe che parte in Ottobre ha solo un posto a disposizione, ma in seguito alle numerose richieste abbiamo deciso di fare partire proprio il 1 di Ottobre anche una classe infrasettimanale il mercoledì sera dalle 18 30 alle 21 30. QUI TROVATE TUTTE LE INFORMAZIONI

 

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