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by • 11 gennaio 2017 • Life & CultureComments (0)444

Bookcoaching: Castelli di carte

Castelli di carte

Voglio andare oltre quella linea e decidere da solo i miei confini …

L’inverno passerà, e quando la neve scoprirà ogni cosa, sarò ancora qui,

dietro questa finestra ad ammirare il panorama

o ne farò parte?

Caro Babbo Natale,
quest’anno niente più giocattoli, sto diventando grande… Sto cercando di dirti che sono altre le cose di cui ho bisogno. Vorrei un lavoro nuovo… quello che vorrei è che la mia grande passione diventi un lavoro. Quella passione, nata per gioco, mi ha fatto capire che per trasformarla in un lavoro ci vuole talento e coraggio… Il Natale è fatto di sogni e questo è il mio… non interromperlo… Voglio cambiare il mio lavoro per poi trovare la forza di trasformare il resto della mia vita… Per questo ti chiedo di cambiare tutto e di metterlo sotto l’albero… so di non essere sincero con nessuno e so che sto sbagliando tutto. Vorrei chiederti di fare in modo che tutti si accorgano di me, di chi sono davvero, senza bisogno di dare spiegazioni. Vorrei solo che mi lasciassero vivere in pace, anche sbagliando. Babbo fai questa magia… dai fuoco al mio naso di legno… Regalami le istruzioni per mettere insieme i pezzi di una vita che inizia a sgretolarsi. Non lasciarmi credere che l’unica soluzione possibile sia scappare. Tutti mi hanno conosciuto per quello che non sono. Credo di essere una persona migliore ma ho bisogno di un piccolo aiuto. Non so a chi chiedere aiuto, lo chiedo a te. Sei Babbo, vero? Buon Natale”.

Qui, occasionalmente seduta sul letto che ha condiviso i pensieri notturni della mia adolescenza e giovinezza, oggi, nei primi giorni del 2017, mi chiedo quante persone abbiano ancora dovuto scrivere una lettera simile lo scorso Natale. Quanti giovani o adulti, uomini o donne, provino ancora disagio nell’essere pienamente se stessi e, intrappolati nella prigione delle convenzioni sociali, non riescano a trovare il coraggio di dire a se stessi e al mondo: “Io sono!”

Durante le vacanze invernali ho letto il romanzo autobiografico di Fabio Marelli, Castelli di carte, edito da Do it human, giovane casa editrice milanese diretta da Diego Leone e Alberto Manieri con una mission esplicita: “Vogliamo che ogni libro sia fonte d’ispirazione per il lettore, per questo scegliamo autori che credono nel cambiamento, nell’umanizzazione del lavoro e dei rapporti interpersonali”.

La storia di Fabio mi ha dato l’occasione di rivivere preziosi momenti del mio passato quando miei cari amici, in periodi diversi della nostra crescita, mi hanno concesso il privilegio di custodire un loro grande segreto che li tormentava. Persone di età, formazione e vissuti differenti, che hanno voluto alleggerirsi di un peso, perché affaticati dalla paura di deludere le persone importanti (“sono sempre col freno a mano tirato, me lo impongo, non sembro mai a mio agio”, mi dicevano, come se avessero dovuto chiedere scusa di chissà quale colpa, mettendo se stessi sempre in coda alla lista delle persone da rispettare), perché, per quanto cerchiamo di evitarlo, i condizionamenti esterni sono sempre più forti di qualsiasi istinto naturale. In fondo, siamo il risultato di insegnamenti ricevuti, di pomeriggi d’infanzia trascorsi con nonni, genitori, compagni d’avventura. Riusciamo ad esprimerci nel linguaggio che abbiamo imparato ad ascoltare, denigrando ciò che non conosciamo: il diverso.

Eppure a me pare che siamo tutti pezzi unici di questo artigianato dell’esistenza, nessuno uguale all’altro e, ciononostante, accomunati dal disagio di sentirci una cosa a parte e dall’unico desiderio principale di essere liberi di non dover dare spiegazioni. E qui non si parla solo di sessualità, ma di personalità in generale: la natura umana, in alcuni casi, non andrebbe spiegata. Non bisogna per forza trovare una spiegazione a tutto. Viviamo in una società ancora troppo poco coraggiosa, dove è più facile seguire l’esempio della massa che avere una propria opinione. Pensi che se “lo fanno tutti” allora è la cosa giusta da fare… Ma chi l’ha detto? La strada meno battuta, a volte, non è una scelta. In alcuni casi è l’unica via possibile… Bisogna essere sinceri con se stessi e avere il coraggio di vivere. Più facile a dirsi che a farsi, perché è faticoso liberarsi dall’ossessione del giudizio e, a volte, si pensa sia più comodo costruirsi una doppia vita che accontenti le aspettative altrui piuttosto che assecondare le proprie.

Peccato che sia una mera illusione. Avete mai provato a fare un castello con le carte? Quelli che sembrano un’opera d’arte: sembra impossibile, eppure riescono a stare in equilibrio. È un equilibrio precario ma stanno su; poi basta un alito di vento, uno scossone dato accidentalmente, una distrazione, un imprevisto e viene giù tutto… E quando il castello crolla? Che si fa? Le cose sono due: raccogli, metti via tutto, ti alzi e te ne vai, oppure sbuffi, ti incazzi e ricominci da capo. Ancora una volta a recitare una parte seguendo un copione che con te non c’entra nulla: bisogna imparare a conoscere il personaggio. All’inizio è dura, ma alla fine, se ci sai fare, riesce bene… Sempre che si sia disposti a recitare da soli; e mi domando se tutto questo abbia un senso o se, al contrario, non convenga di più scoprire il piacere di coltivare rapporti umani, senza… paura di essere scoperto da qualcuno.

Io non so cosa abbia realmente significato per i miei amici che io fossi lì ad ascoltare il loro grido di libertà, ma riconosco in ogni loro confidenza la fonte di una mia più forte consapevolezza di me e del mio posto nel mondo. Strana la vita eh? Fatta di rapporti che non scegli e di sentimenti forti che, spesso, non provi per chi ha il tuo stesso sangue… Non sempre si ha la forza di incontrare persone vere, persone che ti insegnano a crescere. Nella vita i veri “fratelli” non sono molti, purtroppo.

Tuttavia è grazie a loro che ho scoperto che vale la pena essere autentici, sempre… avere coraggio nella vita premia sempre. La sincerità spesso non è comoda, ma se hai accanto persone che a te ci tengono, difficilmente correrai il rischio di essere abbandonato… Chi ti vuole bene, chi ti ama davvero, te lo farà capire in qualsiasi modo. L’amore ha diverse forme: ti cerca, ti vuole, lo senti, ti segue, è presente… Diventa parte di te, della tua famiglia, pur non facendone parte.

I rapporti autentici ti fanno crescere sempre, sanno metterti in dubbio, tendono una mano laddove non riesci ad arrivare ma, soprattutto, restano lì con te, ovunque tu sia, anche nei momenti bui.

Chi l’ha detto che nella vita bisogna fare tutto senza l’aiuto di nessuno?

Niente da aggiungere alle parole di Fabio. Spero solo che Babbo Natale abbia esaudito i desideri di tutti.

(Fabio Marelli, Castelli di carte, Do it human, Milano 2016)

Flavia Ingrosso

Flavia per Blog ADF

Da quando ho memoria le mie più fedeli compagne di viaggio sono sempre state le note musicali e le lettere dell’alfabeto, per esprimere emozioni e per leggere e raccontare storie; nel lavoro mi divido felicemente tra la musica e i libri, ma frequento anche il Master in Coaching di Accademia della Felicità perché anche io come Goethe ritengo che è “libero ognuno d’occuparsi di ciò che lo attrae, che gli fa piacere, che gli pare utile, ma il vero studio dell’umanità è l’uomo”.

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