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by • 28 gennaio 2015 • Sogni & ProgettiComments (0)1388

Buoni Propositi non mantenuti

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È iniziato un nuovo anno e abbiamo tutti ricominciato, ancora un po’ sopiti dalle festività, il tran tran quotidiano.

E dove sono finiti i nostri buoni propositi per il 2015?

Spesso succede – a me è successo per tanti anni – che l’entusiasmo di prendersi cura di sé si perda nella prima urgenza lavorativa, nella prima discussione in famiglia, nella seconda serata noiosa con le solite amiche infelici, nel tacco che si rompe accidentalmente in piazza San Babila, nel mangiare l’ennesimo cioccolatino che avevamo promesso di non toccare fino a Pasqua, nel riaccendere la sigaretta dopo due terrificanti giorni di astinenza.

Quello che mi ripetevo sempre ogni anno era: “sì è vero, avevo i miei buoni propositi per il nuovo anno e mi sono anche comprata una super agenda per ricordarmeli, ma la realtà è ben altra cosa!”.

Non dipendeva da me rispondere alle email del mio capo alle 23.00

Non dipendeva da me fumare un pacchetto di sigarette al giorno

Non dipendeva da me esagerare con l’alcool

Non dipendeva da me non trovare il tempo di fare la pipì quando ero in ufficio

Non dipendeva da me perdermi in programmi televisivi di dubbio spessore

Non dipendeva da me non avere forza e tempo per coltivare i miei interessi

Non dipendeva da me sentire la mia compagna ma non ascoltarla

Non dipendeva da me essere una brava ragazza

Il premio per vivere nella dura realtà era il mio malessere.

Quello che mi fa sorridere oggi è che accettavo questo concetto con serietà. Mi faceva sentire nel mondo degli adulti, razionale o, come si dice spesso, REALISTA.

Curioso.

Ma cosa succede? Perché lasciamo che il tran tran quotidiano prevalga sul nostro desiderio di benessere psico-fisico? Perché noi veniamo sempre dopo? Perché all’inizio siamo assaliti da un senso di colpa per il mancato rispetto di quanto ci eravamo promessi e man mano che il tempo passa tutto finisce nel dimenticatoio? Perché accettiamo di “tirarci via la pelle dal collo” quando si tratta di richieste assurde fatte da altri e quando si tratta di noi abbiamo la splendida capacità di far finta di non esistere? Perchè riusciamo a portare avanti ciò che è importante per il mondo e non per noi? Perchè ci capita di mollare tutti i buoni propositi al primo peto del capo? Perché riusciamo ad abituarci al malessere? Perché promettiamo alla nostra famiglia che saremo più presenti e poi siamo i primi ad andare alla ricerca della nostra ombra? Se fossimo immortali ci accontenteremmo di un lavoro che non ci piace, di una storia d’amore che non ci appartiene, di una vita vissuta per gli altri? Perché avere una sola possibilità di vita (quantomeno terrena) non ci stimola abbastanza a provare ad essere felici?

Mi viene spontaneo rispondere con un’altra domanda: sentiamo di vivere la nostra vita?

È vero, abbiamo i nostri buoni propositi per il 2015, ma se non abbiamo il coraggio di ascoltare chi siamo, come possiamo aspettarci di mantenerli?

Credo che i nostri buoni propositi ci parlino, ci facciamo intravedere i nostri sogni e sentire che siamo sulla strada giusta.

Credo che l’obiettivo siamo noi.

Credo che possiamo provarci.

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