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by • 25 gennaio 2017 • Life & CultureComments (0)808

Capitan Inverno: i consigli di lettura di Anna

Capitan Inverno consigli di lettura

foto di Maria Grazia Bellinazzi

“Baby, it’s cold outside” cantava Louis Amstrong. E come dargli torto.

A chi dice che il freddo è un concetto relativo e variabile, beh, parliamone. In queste settimane si è sentito concretamente: neve, vento, ghiaccio, giorni di sole ma pungentissimi. Uscire la mattina presto e tornare la sera, sempre al buio, in bicicletta, bardata come per una spedizione polare. E’ inverno, lo so. E quando posso essere in casa, avvolgermi nella coperta, farmi un bagno caldo, bermi un tè, mi rendo conto di quanto sono fortunata e godo del rifugio, onoro il ritmo della natura e mi abbandono al riposo. “L’inverno come immagine cambia insieme alla nostra percezione di essere al riparo dai suoi rigori – scrive lo scrittore Adam Gopnik – il vetro della finestra [...] è la lente attraverso cui l’inverno moderno viene contemplato”. Anche dalle pagine di un libro l’inverno può essere osservato, vissuto, assaporato. Specie se parla di montagna, di legno, di cose che vanno a cominciare, di tenerezza e coccole: così, come le proposte di questo mese.

LE OTTO MONTAGNE – Paolo Cognetti (Einaudi)

“Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa.”

Per questo libro vorrei scrivere “leggetelo” e basta. Mi è così piaciuto che temo di perdermi in lodi sperticate.

Quando sono apparse le prime recensioni, non ero convinta di volerlo affrontare perché parlava di montagna e, non avendo mai avuto trascorsi montanari, avevo paura non solo di non essere in grado di apprezzarlo ma anche di rischiare di annoiarmi. Invece non stanca mai. Lo stile è talmente semplice, asciutto e, allo stesso tempo, curato, che sembra una musica che si fonde con l’immagine evocata dalle parole. Il protagonista è Pietro, figlio unico di una coppia emigrata a Milano dalle campagne del Veneto. Padre chimico e madre assistente sociale, cresciuti entrambi con un comune amore per la montagna. La famiglia prende in affitto per l’estate una casa a Grana, un piccolo paese sotto il Monte Rosa. E qui Pietro conoscerà Bruno, suo coetaneo che lì vive e che porta a pascolare le vacche. I due diventeranno inseparabili estate dopo estate, amici e quasi fratelli, uniti per sempre nonostante le lunghe lontananze, al di là di tempo, spazio, scelte di vita.

Le otto montagne è un libro che coinvolge e commuove, poetico, che parla di rapporti: uomo/natura, genitori/figli, amicizia maschile. Un romanzo di formazione, di crescita, di scelte, di ricerca del nostro posto nel mondo.

Dalla montagna si parte e si ritorna, anche se esistono montagne a cui non è possibile tornare. Queste rimangono, però, sempre al centro della nostra vita, anche mentre si assapora la libertà e la gioia di esplorarne di nuove.

IL RUMORE DELLE COSE CHE INIZIANO – Evita Greco (Rizzoli)

“Le cose, quando iniziano, fanno un rumore bellissimo”

D’inverno arriva l’anno nuovo e con lui obiettivi, buoni propositi, cose nuove che vanno a cominciare. Ho pensato perciò che, per gennaio, un romanzo con un titolo così potesse essere perfetto.

La protagonista è Ada, una ragazza dislessica che ricorda Amélie Poulain nel suo amore per le piccole cose, che immagina conversazioni che forse non avverranno mai, che presta attenzione ai rumori per distinguere ciò che finisce da quel che sta cominciando. Ada è stata abbandonata da bambina dalla madre e cresciuta dalla nonna, Teresa, che l’ha allevata amorevolmente, sempre cercando di scoprire, rispettare e proteggere la vera natura della nipote. Ora Teresa è in ospedale, dove trascorre gli ultimi giorni colpita da un male incurabile, e lì Ada passa le sue giornate. Lì inizierà l’amicizia con Giulia, una giovane infermiera di buona famiglia che sembra poter controllare tutto nella perfezione della sua vita, salvo l’aver fallito l’esame di ammissione a Medicina. Lì conoscerà Matteo, rappresentante di prodotti medici, che diventerà il commesso viaggiatore del suo cuore. Dall’attesa per una morte che alla fine arriva, dalla paura della perdita delle proprie certezze, dal sentimento amoroso alla fiducia tradita, il romanzo affronta una serie di esperienze che appartengono a tutti noi e ci accompagna, con un ritmo prima lento, poi veloce, verso un finale che sorprende, dove i protagonisti imparano a guardare le cose che cambiano e a non averne paura. Perché quando una cosa cambia, quella è la prima volta in cui la si scopre.

NORWEGIAN WOOD – Lars Mytting (Utet)

“Ogni volta che strofiniamo un fiammifero, stringiamo fra le dita una delle scoperte più importanti dell’uomo: il modo di tenere vivo il fuoco.”

Un fuoco a legna è ben più di una semplice fonte di calore, possiede un’anima. E l’uomo da sempre è attratto dal fuoco: pensiamo al falò, dalla notte dei tempi luogo di incontro, sostituito poi dai focolari. L’odore del legno, guardare le fiamme, le braci: tutto questo ha un che di magico. Anche questo libro ha un suo fascino, altrimenti non si spiegherebbe il successo di vendite internazionale. Di fatto è un manuale pratico che riporta, come spiega il sottotitolo, il metodo applicato nei paesi scandinavi per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna. Ma, lo stesso autore sottolinea, l’intenzione è stata anche quella di regalare un “racconto antropologico rivolto a chi non abbatte, non accatasta e non accende fuochi”.

Corredato di foto dove le cataste sono opere d’arte e l’unione di roncole, seghe e accette diviene la sintesi visiva di mesi di lavoro, questo volume riscalda il cuore anche a sfogliarlo. Mai avrei pensato di poter leggere un libro che mi parla di tecniche di combustione e selvicoltura, eppure ho imparato qualcosa di nuovo e ho trovato rilassante la descrizione della tecnica, della necessità di attenzione, dell’importanza del tempo necessario per l’essicazione. Tutte cose fondamentali per avere un buon risultato finale. Ciò che muove il popolo della legna è semplicemente la constatazione che l’inverno torna ogni anno: provvedere per tempo e non lasciarsi cogliere impreparati dà alla fine un impagabile senso di soddisfazione e sicurezza.

“Isn’t it good, Norwegian wood?”

 SOPPY: A LOVE STORY – Philippa Rice (Andrews McMeel Publishing)

“Vanilla is only a weak version of chocolate”

Inverno è anche il periodo in cui si riscoprono i piccoli piaceri casalinghi, freddo fuori, tepore dentro: viva il divano, le coperte, le calze morbide, la tazza con una bevanda calda. Inverno è Soppy, morbido come tutte queste cose e confortevole e tenero. Soppy è una graphic novel che racconta l’amore nelle piccole cose di ogni giorno. L’autrice, Philippa Rice, è un’artista londinese che utilizza mezzi diversi per esprimere la propria arte, dal fumetto, all’uncinetto, l’animazione, il collage. In Soppy racconta scene di vita reale con il proprio fidanzato Luke: dal fare la spesa, al dormire sul divano, dal leggere insieme a letto, all’indossare per sbaglio calzini spaiati presi dal cassetto. Non sono i grandi gesti che contano, ma accettare e far convivere le proprie differenze: il successo di Soppy – nato come web comic in Tumblr, con migliaia e migliaia di fan – sta proprio nel catturare il romanticismo nei momenti comuni di vita insieme.

 

Anna De Pascalis

Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e la braga di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

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