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by • 2 febbraio 2015 • Sogni & ProgettiComments (0)2520

Cinque cose – importanti – da imparare da Hunger Games

 

Hunger Games

Conosci Katniss Everdeen?

È la protagonista della trilogia di Hunger Games, bestseller per young adults – e non solo – e adesso anche trilogia cinematografica.

Anche se non ti piace l’urban fantasy e i tuoi gusti cinematografici e letterari sono orientati verso nomi diversi, Katniss è il tipo di ragazza che dovresti conoscere, perché ha molto da insegnare rispetto all’autostima al femminile.

Orfana di padre, Katniss vive con la madre e la sorellina nel dodicesimo distretto di un paese immaginario, Panem, in un futuro post-apocalittico.

Gli Hunger Games, decisi dal governo centrale, sono dei giochi trasmessi a reti unificate che vedono protagonisti due ragazzi, un maschio e una femmina, sorteggiati fra i giovani di ogni distretto. Per ogni edizione ci potrà essere un solo vincitore, che dovrà uccidere tutti gli altri.

Katniss si offre volontaria per partecipare agli Hunger Games al posto della sorellina, che è stata sorteggiata.

Niente male come inizio, vero?

E adesso preparati a scoprire le cinque cose che Katniss può insegnarti, anche se la sua vita è così poco somigliante alla tua!

1. Coltiva la tua rete di affetti.

Per Katniss la sua famiglia, l’abbiamo visto, è la sola cosa che conta. E tu, a chi vuoi bene? Quali sono le persone che contano davvero per te? Che tu abbia o meno con loro legami di sangue, le persone di cui ti circondi dicono molto di te. Se ti rendi conto che, per i motivi più diversi, ti trovi a frequentare persone che ti fanno sentire poco a tuo agio con te stessa, con il tuo aspetto fisico, con le tue scelte, forse è ora di fare una scrematura. Al contrario, se hai un po’ perso di vista le persone “storiche”, quelle che ti accettano e ti comprendono anche quando non sono d’accordo con te, e che ti ricordano chi sei in quei momenti in cui fai fatica a riconoscerti, alza il telefono e chiamale! Forse non ci hai mai pensato, ma avere un contatto quotidiano – o quasi – con qualcuno che non ti fa stare bene, anche se c’è dell’affetto (sì, può succedere!) è un attacco costante e letale alla tua autostima. Liberatene!

2. Scegli la tua arma.

Quella di Katniss, cacciatrice, è l’arco: e gli resta fedele anche quando si trova a provare armi più moderne o potenti, sapendo che è quella la cosa migliore per lei. E tu sai con che cosa difenderti? Non preoccuparti, non ti serve il porto d’armi: le frecce che hai al tuo arco possono essere altrettanto efficaci pur appartenendo ad una sfera completamente diversa. Sto parlando delle qualità che sai di avere: inizia ad usarle per proteggerti, o per reagire quando ti senti attaccata. Ironia, gentilezza, onestà intellettuale, ottimismo, pazienza: queste sono solo una minima parte della gamma immensa di doti che puoi avere e che puoi usare per rispondere quando ti senti attaccata. Ribattere ad un attacco personale – o a quello che percepisci come tale – in una maniera che non ti appartiene lascia l’amaro in bocca, come se avessi davvero lasciato che la negatività altrui ti contagiasse: ci hai mai fatto caso? Se non vuoi che succeda, scegli quale tra le tue caratteristiche personali preferisci e immaginala come un mantello da supereroina da indossare in caso di bisogno.

3.Fatti bella come sei.

A Katniss serve essere telegenica perché così potrà assicurarsi gli aiuti “da casa” che faranno la differenza fra la sua sopravvivenza e la morte. Al suo fianco ha un alleato prezioso, Cinna, un geniale stilista che studia abiti spettacolari apposta per lei.

La lezione importante, qui, è che, in mancanza di un Cinna (ahimè) sta a te trovare le cose che ti fanno sentire meglio quando le hai addosso. Prova a sganciarti per un attimo da quello che è il tipo fisico considerato giusto in questo momento storico, o da quello che va di moda. Pensa a quello che ti piace e ti fa stare bene. Ai tessuti che prediligi, ai colori. Non sto parlando di rivoluzionare il tuo guardaroba – ma magari eliminare quei capi d’abbigliamento che non ti fanno sentire del tutto a tuo agio, che ti ricordano una serata no (ci sono anche quelli), che hai comprato sull’onda della compulsione da saldi ma non ti sono mai veramente piaciuti. A volte basta rimettere in ordine un cassetto e comprare un ombretto del colore giusto per sentirsi meglio: prova!

4.Non dimenticare l’empatia.

Anche mentre sta lottando per la sua vita, Katniss trova il modo di essere gentile e fedele ai suoi valori: per esempio, con Rue, un’altra giovanissima concorrente, che le ricorda sua sorella.

Ti sarai spesso trovata ad avere a che fare con persone che non ti piacciono, nella vita privata e nel lavoro: quanta energia hai messo in gioco per contrastarle, ritrovandoti alla fine esausta e frustrata? Ci sono volte in cui essere in pace è più importante che avere ragione; e ci sono anche volte in cui provare a scardinare un pregiudizio che abbiamo – magari per motivi che ci sembrano ottimi – su un’altra persona è meglio che non portare avanti una guerra di princìpi. Prova a lasciare andare: non vuol dire diventare amiche, ma lasciar cadere quello che sai – o che credi di sapere – dell’altra persona e provare ad ascoltare davvero. Potresti rimanere sorpresa…

5.Usa il tuo pensiero creativo.

Adesso non voglio spoilerarti la fine del primo libro, ma posso assicurarti che ciò che fa di Katniss una guerriera eccezionale non è soltanto la sua mira impeccabile e la sua resistenza al dolore: la vera differenza la fa il modo in cui, anche sotto pressione, riesce ad usare il suo pensiero collaterale per trovare una soluzione ad un problema – molto – incombente.

Quando ti sembra di soccombere ad una situazione, la reazione più immediata e comune è proprio quella di precipitare nell’autocommiserazione e denigrare le proprie capacità: in due parole, non sentirti “abbastanza”. E se provassi invece a guardare la situazione da un altro punto di vista? Prova a ripensare a tutte le cose più difficili che hai fatto in vita tua, alle volte in cui hai sperimentato qualcosa di nuovo anche se eri circondata dai dubbi degli altri, e lanciati in un brainstorming partendo dalle idee più improbabili. Innanzitutto, ti alleggerirai, e magari ti ritroverai anche a divertirti. E non è detto che, fra una soluzione fantastica e l’altra, tu non riesca a fare scattare la famosa lampadina e a trovare – davvero! – lo spunto che ti serviva per uscire da quell’impasse.

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