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by • 17 dicembre 2012 • UncategorizedComments (0)1575

Cochee – Chiara – Ho scoperto di avere anche io un talento

Ecco un’altra vostra storia. Chiara R. ci racconta quanto le sono stati utili gli incontri aperti per Donne che amano troppo, per uscire da una storia con un uomo che la stava vampirizzando. E quanto il coaching le sia servito per scoprire di avere un talento.

La prima volta che ho varcato la soglia di AccademiA ero una donna col cuore a pezzi. Mi ero fatta coinvolgere in una relazione disastrosa: lui era un “vampiro emotivo”, il genere di uomo che ti prosciuga, che ti porta via l’anima, il sonno, il respiro e non ti dà mai quello di cui hai bisogno. Uno di quelli che ti fanno credere di essere la loro principessa, l’unica che può capirli e salvarli, che vogliono stare con te, ma che, poi dopo tutto, non possono, perché sono “emotivamente indisponibili”. Ma la verità è che non vogliono. Dopo mesi di tira e molla, mi ha detto “no, grazie” con un messaggino. Da lì, il vuoto. Poi per fortuna una cara collega mi ha parlato di AccademiA, un posto fantastico, dove ti senti davvero a casa, caldo e accogliente. E dove non ti senti mai giudicata, per cui puoi aprirti fino in fondo e lasciarti andare.

Ho deciso di “innamorami di me” e ho cominciato a partecipare agli incontri di gruppo Innamorati di te e Donne che amano troppo. Utilissimi. Confrontarmi con altre donne, tutte più o meno nella stessa situazione, riconoscermi nelle loro parole, mi ha aiutato a ridimensionare il mio dolore e a sentirmi meno sola. Era come se mi vedessi allo specchio: vedevo me in loro e comprendevo dove sbagliavo, quali errori commettevo. Se sei coinvolta non sei lucida, non realizzi fino in fondo cosa fai. Ma quando ti vedi riflessa nelle altre donne, capisci quali sono i meccanismi dannosi che si instaurano con il partner, quali sono le insidie a cui devi fare attenzione, i giochini che l’altro fa per tenerti legata a sé e manipolarti. E finalmente vedi con chiarezza il problema, perché sei emotivamente distaccata. Capisci che hai incontrato qualcuno che ti attrae perché riflette qualcosa di te, e purtroppo, in questi casi dolorosi, è sempre un qualcosa che blocca la tua crescita e ti impedisce di essere felice e di vivere in piena gioia e consapevolezza la tua vita.

Ovviamente, il percorso è stato lungo e impegnativo (cambiare le abitudini di pensiero non è una cosa immediata) e  il passaggio successivo è stato quello di fare coaching individuale, per ritrovare me stessa e ripartire da me.

Ed è stata una scoperta! Francesca (Zampone) mi ha dato gli strumenti per guardarmi dentro e indagare le mie potenzialità. Ho cominciato a lavorare sulla mia consapevolezza, sulla mia autostima, sulle mie abilità creative. Ho imparato tante cose su di me, che non immaginavo, e ho cominciato ad aver fiducia nelle mie capacità. Cosa ho scoperto? Che avevo anche io un talento: un’attitudine innata, qualcosa che faccio senza accorgermene e senza fare fatica. E non sto dicendo che so suonare il piano! Ma che sono in grado di “sentire” le emozioni degli altri, di instaurare con loro un rapporto empatico. Non mi ero mai accorta di averlo e non avevo mai pensato che potesse essere uno strumento di crescita, anche professionale. È stata Francesca a farmelo notare. Un giorno mi disse: “Tu attrai le persone, sono loro a venire da te, perché riesci a entrare subito in empatia.” Io, che per lavoro sono sempre pronta a scovare e far emergere i talenti degli altri, ho sempre sottovalutato il mio: sempre troppo impegnata a prendermi cura degli altri, per potermi prendere cura di me.

Questa scoperta mi ha rivoluzionato la vita. Ho cercato di capire come svilupparlo e trasformarlo in uno strumento lavorativo, come valorizzarlo in modo consapevole. E il primo passo è stato iscrivermi a una scuola di counseling. È un corso che durerà tre anni, ma, anche se ancora non sono una counselor, ne vedo già i primi risultati. Sto imparando ad ascoltare le persone nel modo giusto, a supportarle nel loro percorso di crescita. E questo mi sta aiutando a far il mio lavoro in azienda con maggiore cognizione e sana empatia, portando beneficio ai miei colleghi, e di conseguenza all’azienda stessa. È un vantaggio per tutti, no?

E volete sapere come è andata a finire col “vampiro”? Ora lo storia è del tutto finita, e, grazie ai percorsi con Francesca , ho imparato a conoscere e ad amare me stessa a tal punto che sono libera di vederlo (appartiene a un gruppo che frequento) e accettarlo per quello che è. Ho trasformato quel malsano sentimento che chiamavo amore, ma che era solo un disperato bisogno di amore, bisogno di colmare un vuoto, in comprensione e affetto. Lui continua il suo percorso di sofferenza ma io ho imparato a star bene perché l’Amore vero, quello con la A maiuscola, ora è prima di tutto dentro di me e parte da me. Ho colmato il mio vuoto con me stessa e ora sono pronta a dare, ma in modo sano!

 

 

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