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by • 7 dicembre 2016 • Life & CultureComments (0)798

Come difendersi dalle bufale (non le mozzarelle, che invece son buone)

Bufale online

Nell’ultimo mese abbiamo visto e sentito cose che né gli umani, né gli animali, né le piante e neanche alcuni batteri avevano mai visto e sentito.

Complice il clima da stadio e la voglia che c’è stata da tutte le parti di avvantaggiarsi, abbiamo dovuto sorbirci alcune delle bufale più imbarazzanti della storia. Siamo passati da Babbo Natale senza permesso di attraversare lo spazio aereo nazionale alla nuova sede della Spectre a Gardaland.

Tutto questo personalmente l’ho trovato piuttosto demoralizzante, ma bisogna sempre trarre degli insegnamenti anche in questi casi, per cui ho fatto alcune riflessioni mettendo ai lavori forzati il mio neurone solitario.

La prima cosa che secondo me salta all’occhio è la diversità che tecnologia e social hanno apportato; se prima era la persona che doveva, e quindi voleva, cercarsi delle informazioni su argomenti che potessero interessarla, oggi è l’informazione ad andare da lei senza che si debba e soprattutto che si voglia. Questo porta a dei primi risultati:

  • Una patina di pigrizia che ostacola l’atto di informarsi meglio
  • Una percezione di avere una conoscenza esauriente
  • Un autocompiacimento abbastanza potente da portare le persone a divulgare il verbo
  • E il tutto senza un minimo di controllo

Dopodiché abbiamo anche dei meccanismi tecnologici che fanno sì che crediamo sempre più che la nostra informazione sia giusta. Gli algoritmi dei social ci mettono in evidenza con maggior frequenza gli argomenti di cui noi ci siamo fatti portatori attivi con un “mi piace” o una condivisione. Quindi se ci è scappato un like ad una bufala, sicuramente verremo rincorsi da notizie similari che creeranno ancora più convinzione.

La vita da Social Media ci porta a essere connessi bene o male a gente vicina al nostro modello di pensiero, e a staccarci da chi la pensa differentemente. Questo perché prima di tutto cerchiamo di evitare come la peste un confronto, non sia mai che abbiamo torto e la nostra autostima cola a picco; secondariamente ci piace avere l’approvazione delle social persone, ci fa sentire “nel giusto”. E per cui, come diceva mia Nonna Angelina, “continuiamo a contarcela su” sempre più convinti delle bufale che ci vengono propinate.

Una ricerca apparsa in USA sul magazine Computers in Human Behaviour mette in evidenza ulteriori aspetti.

Prima di tutto se noi in buona fede pensiamo di essere onesti siamo propensi a pensare che anche gli altri lo siano, per cui se leggiamo una bufala che ci dice che il pettirosso può portare la febbre viola dello Zambia e ci crediamo, siamo propensi a prendere seriamente un nostro contatto che ci dice che il trifoglio dovrebbe essere messo nella tabella degli stupefacenti.

Più affascinante invece è il constatare che la nostra onestà è influenzata dalle aspettative di onestà altrui, in altre parole se altri mentono on line siamo più propensi a mentire noi stessi.

Terza cosa, e secondo me fondamentale, una persona quando mente on line lo fa per apparire meglio di quello che pensa di essere. Quindi, ci sono siti che inventano bufale o per favorire qualcuno o semplicemente per creare traffico, in modo che gli renda di più la pubblicità che appare sulla pagina. Questi pseudo siti d’informazione non fanno verifiche sulla veridicità delle informazioni e lasciano questo compito all’utente. Che si vede apparire questa notizia perché è all’interno dell’algoritmo del social media, che la prende e che per farsi vedere aggiornato, onesto e che ci tiene a questo mondo, la divulga. Ed il loop continua…

Gran parte della nostra comprensione di relazioni umane si basa sullo studio delle interazioni faccia a faccia nel mondo fisico. Ma come sempre più aspetti della nostra vita si muovono online, è importante capire come il mezzo stesso può avere un impatto sulle nostre relazioni, soprattutto se si considera che abbiamo una generazione di persone che crescono in un mondo in cui la maggior parte della socializzazione avviene su internet.

E se la menzogna e l’inganno è il comportamento predefinito, potrebbe essere avere un effetto profondo sulla fiducia nelle relazioni.

Giorni fa è uscita in Facebook questa immagine :

 Bufale su internet

E’ stata pubblicata da Federico Cerioni.

E’ un flusso per capire se stiamo alimentando le bufale sul web o meno, per vedere se stiamo combattendo al sicuro dietro il nostro schermo una battaglia basata sul niente, facendo anche la figura degli ignoranti.

Vi prego di farlo vostro e di divulgare il verbo: non ne va solo del nostro mondo ora, ma soprattutto di quello dei vostri figli.

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