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by • 27 maggio 2013 • UncategorizedComments (0)6386

Con il coaching sto ricomponendo il puzzle della mia vita

Ecco la storia di Martina, professionista curiosa e appassionata, che sta cercando la sua strada con caparbietà. E che ora grazie al coaching sta rimettendo ordine nelle esperienze fatte finora, e sta progettando il suo futuro con una visione nuova.

Sono da sempre una persona curiosa e alla ricerca di nuovi stimoli.  Mi definisco “irrequieta”. Ma l’irrequietezza è il punto di partenza per nuovi stimoli, avventure professionali e personali. La mia musa ispiratrice è stata un’artista sarda di fama internazionale, purtroppo scomparsa da poco: Maria Lai, che ha fatto della ricerca e del viaggio il suo stile di vita.

Per questo nella vita non mi sono mai fermata: mi sono laureata in Scienze Politiche a Cagliari, ma già a 20 anni lavoravo in banca. Nel frattempo ho continuato a studiare, per migliorarmi e cercare la mia vera realizzazione. Qualche anno fa, ho cercato all’estero le mie risposte, perché volevo dare alla mai carriera un respiro internazionale. Quindi ho frequentato un master in Management prima ad Amburgo per un anno, e poi a Budapest per qualche mese. Quando è finito tutto sono tornata in Sardegna con il mio carico di esperienze e di aspirazioni non soddisfatte. E con la voglia di cercare ancora.

Per fortuna, l’azienda per cui lavoro, mi ha dato la possibilità di trasferirmi a Milano, dove ho iniziato una nuova vita. È stato entusiasmante, per una persona come me, arrivare in una città così piena di opportunità, corsi, eventi…

Ho vinto subito la borsa di studio per un Master in Finanza al Sole 24 ore. È stato lì che ho fatto il mio primo incontro con il coaching: gli studenti del Master avevano, infatti, a disposizione un coach con cui confrontarsi.

Di tutto il corso, è stata la parte che mi ha appassionato di più. E mi ha fatto capire che poteva essere uno strumento utile per focalizzare i miei desideri. Forse, finalmente, il mio vagare di tutti questi anni,  poteva  trovare una meta.

Oltre all’aiuto che poteva dare alla mia ricerca interiore, ho trovato interessante il ruolo del coach, come figura professionale. Aveva tutte le caratteristiche che mi piacevano: la capacità di ascoltare, di relazionarsi con le persone, dar loro un supporto e aiutarli a fare chiarezza.

Queste riflessioni mi hanno portato a fare delle valutazioni anche sul mio lavoro: mi sono resa conto che le esperienze professionali che mi erano piaciute di più erano quelle dove la relazione con le persone era centrale. Sia quando ho iniziato a lavorare in banca, allo sportello, sia durante il Master in finanza: ho fatto  la  tutor d’aula  e mi sono divertita tantissimo in quel ruolo.

Ho cominciato, allora, ad approfondire l’argomento, e informarmi sulle scuole per diventare coach. Fra queste c’era l’Accademia della Felicità, di cui mi aveva parlato qualche tempo prima, una ragazza durante un corso di formazioni per volontari. Mi era rimasto impresso il nome, così promettente!

Ho guardato il sito, il tipo di attività fatta, e poi ho incontrato Francesca. Mi è piaciuto molto e ed era  perfetto per le mie esigenze, soprattutto perché permetteva di fare molte ore di esperienza pratica, con il supporto del tutor. Così mi sono iscritta.

Ora sto facendo il Master per diventare coach. È un percorso molto impegnativo, che deve partire da un cammino interiore, per scoprire chi sono veramente, quali sono le mie passioni, i miei sogni, i miei desideri, il mio talento. E per farlo devo mettere in discussione tante certezze, o presunte tali. È un investimento su me stessa di grande valore. E poi, mi sta aiutando a vedere la vita con una maggiore consapevolezza, dal punto di vista umano e professionale. Sto facendo chiarezza in me su tante cose, e definendo meglio i miei obiettivi personali e professionali.

Mi rendo conto che anche in azienda sono più focalizzata: vedo meglio le prospettive di crescita, e nuove possibilità. Adesso, sto cominciando a intravedere nuove strade.

Rispetto al percorso che ho fatto finora, mi sto guardando indietro e sto finalmente assemblando il puzzle della mia vita, di tutte le esperienze fatte, le ambizioni, i tentativi. Adesso riesco a vederlo meglio nel complesso, con una visione nuova, orientata a un obiettivo più vicino alle mie caratteristiche. Fare chiarezza sul proprio obiettivo e stabilire un piano per raggiungerlo: il ruolo del coach!

 

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