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by • 27 marzo 2013 • Sogni & Progetti, UncategorizedComments (0)2281

Come far decollare una start up (detto da chi lo ha fatto)

Accademia della Felicità ha compiuto due anni di vita: ha superato la fase critica che determina la sopravvivenza di una start up. E per festeggiare, ecco cosa Francesca Zampone e Marco Bonora hanno imparato in questi mesi caldissimi.

Vi abbiamo accompagnato in un lungo percorso: siamo partiti dal capire se il lavoro da dipendente faceva per voi, vi abbiamo guidato sui passi da fare per lasciare il lavoro, vi abbiamo consigliato come trovare i fondi per finanziare la vostra start up. Ora, tocchiamo un argomento importantissimo: ovvero, come far decollare una start up, dopo la sua costituzione.
I primi anni saranno i più delicati e complicati, preparatevi. Cosa succede in quei primi mesi è quello che ne determina il successo, oppure, il fallimento. Gli errori che si possono fare sono tanti, e gli imprevisti possono far saltare i nervi anche alla persona più calma ed equilibrata. Preparare e programmare tutto è impossibile, ma qualche consiglio può essere utile. Ecco una guida un po’ speciale, che nasce dalla nostra esperienza. Accademia della Felicità ha appena compiuto due anni di vita, e per condividiamo con voi cosa abbiamo imparato in questo intensissimo periodo.

Non perdete mai l’entusiasmo

Dovete crederci, fino in fondo. Non saranno tutte rose e fiori, incontrerete problemi, contrattempi, disagi. Ma non dovrete indietreggiare mai, andate avanti in modo ostinato. Ripete a voi stessi, come un mantra: è il mio progetto, è il mio progetto, è il mio progetto. Se viene meno la motivazione che vi guida, soccomberete ai problemi, alla stanchezza, agli imprevisti.

All day long

Eh si, le giornate saranno lunghe e voi lavorerete tanto. Mettetelo in conto: sarete in prima linea, e all’inizio, molto probabilmente, vi troverete a fare il lavoro di più persone, perché non potrete permettervi di pagare dei collaboratori.

Imparate a litigare

Scegliete soci e collaboratori con cui vi trovate bene, con cui c’è affiatamento, ma anche con cui potete litigare senza creare fratture insanabili. Soprattutto con i soci, si instaurerà una relazione molto stretta: gli interessi in comune saranno tanti e consistente, e diventerete quasi una famiglia. Passerete più tempo con il vostro socio, che con il vostro partner (preparatelo). E come in tutte le famiglie spesso si litiga, ma poi bisogna ricucire.

E quanto ai collaboratori: sceglieteli giovani. Anche se inesperti, sono più freschi, imparano rapidamente e vi daranno sicuramente stimoli interessanti. E poi, costano meno, dettaglio importante per una start up.

Imparate a gestire lo stress

L’abbiamo già detto: incontrerete tanti imprevisti, che mineranno la vostra serenità e la vostra convinzione. Potrete aver problemi di soldi, tempi stretti, pagamenti in ritardo… Messi insieme, diventano una bomba a orologeria, con il rischio di intaccare la qualità del lavoro, il clima, i rapporti (vedi punto precedente). È fondamentale non farsi dominare dai problemi e dallo stress.

Preparatevi al segno negativo

Non siate ossessionati dal cash flow, ovvero dal flusso di cassa. All’inizio, forse per tutto il primo anno, sarete in perdita, fatevene una ragione. Rassegnatevi: le entrate saranno inferiori alle uscite. Se volete essere imprenditori, dovete essere i primi investitori. Se però la situazione non migliora, e il problema persiste, affrontatelo, correte ai ripari e rivedete la vostra strategia.

Siate rapidi e flessibili

Se le cose non vanno come avete previsto, dovete essere lucidi per capire qual è il problema e intervenire in modo rapido. Non rimanete ancorati al progetto che avete fatto e al business plan: aggiustate la strategia di volta in volta. Può essere utile, fare dei check periodici per verificare che sia tutto sotto controllo, o se è necessario intervenire per aggiustare il tiro.

Non smettete di ridere

Quando avete deciso di aprire una vostra attività, gli ingredienti fondamentali con cui volevate riempirla erano leggerezza, divertimento, buona musica? Non dimenticatelo, anche quando sarete oberati di lavoro e indietro con le consegne. Non perdete la voglia di divertirvi e giocare, cercate nuovi stimoli. Non trasformate la vostra creatura nel lavoro impiegatizio da cui siete fuggiti.

Continuate ad aggiornarvi

Una volta che l’attività sarà a pieno regime, sarete talmente oberati di lavoro che non avrete più tempo per guardarvi in giro, per prendere delle pause. Sbagliato! Questo è uno degli errori più gravi che potete commettere. Dovete continuare ad aggiornarvi, fare lo sforzo di rinnovarvi, sapere cosa fanno i vostri competitors, scoprire qual è l’ultimo social network di moda. Anche perché, dopo qualche tempo, il vostro progetto avrà perso la carica di novità, e se non riuscite a mantenere alto il livello di sorpresa i vostri clienti si stancheranno presto di voi.

E ogni tanto, spegnete il cervello

Costringetevi a farlo. Dovete trovare la vostra valvola di sfogo, il modo per distrarvi, per tirare fuori lo stress. Se siete 365 giorni all’anno concentrati sul vostro progetto, rischiate di implodere. Prendete una pausa, andate in giro. Sarà utile per ricaricarvi e per prendere nuovi stimoli.

E se le cose non vanno come vorreste…

  • No panic: respirate e fatevi venire un’idea per risolvere i problemi. Inventatevi qualcosa che susciti interesse e porti nuovi clienti.
  • Curate la vostra digital identity: blog, facebook, linkedin.
  • Se c’è un problema di Business plan che non funziona, correggete il tiro. Non abbiate paura di ammetterlo. Cercate di capire qual è il problema e intervenite in modo mirato. Prendete anche in considerazione di andare da un consulente, che vi aiuti.

 

Qualche lettura utile

Chris Robson, Mi metto in proprio, A. Vallardi.

Guy Kawasaki, L’arte di chi parte bene, Etas

Brendon Burchard, Ricco non per caso, Corbaccio

Douglas C. Merrill, Manuale di organizzazione per gente disorganizzata, Sperling & Kupfer

Mirko Pallera, Create!, Sperling & Kupfer

Jason Fried, David Heinemeier Hansson, ReWork. Manifesto del nuovo imprenditore minimalista, Etas

Jeremy Rifkin, La civiltà dell’empatia, Mondadori

Seth Godin, La mucca viola, Sperling & Kupfer

 

 

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