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by • 23 febbraio 2015 • Sogni & ProgettiComments (2)1737

Dire No (Aloha)

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Episodio #1
Sei li nel tuo ufficio, oberato di lavoro, hai così tanto da fare che hai portato il sacco a pelo perché campeggerai tra la stampante e il boccione dell’acqua. Fai mail, ricevi mail, chiami, vai a riunioni, cerchi di portare a casa l’affare, insomma ti fai un discretissimo “culo”. Arriva lui/lei, sorriso stampato, modi gentili, al primo complimento i tuoi sensi sanno già. L’animale che c’è in te già ti dice che questo/a vuole qualcosa, che tu non gli puoi dare perché non hai tempo, se gli concedi del tuo tempo dovrai scordarti una delle due pipì programmate per la giornata e uno dei due pasti si trasformerà in un pacchetto di taralli al sapore di cartone. La richiesta arriva e tu dici “Si”, no dovevi dire “No”, lo sai che dovevi dire “No” e invece dici “Si”. Benvenuti taralli.

Episodio #2
Stai andando a fare la spesa, è una giornata piena, devi saltare da una parte all’altra della città e meno male che sei in Wespa. Se ce la fai avanzi il tempo per tagliarti i capelli che ormai hanno assunto l’aspetto dei ramen che ti fai a casa pensando di essere diventato improvvisamente di Kyoto e invece sei di Borgarello. Nello scafale Creme/Schiume da Bagno/Deodoranti/un pezzettino di roba da uomini trovi la tua vicina. E’ inevitabile, anche lei è davanti alle schiume da barba, (facciamoci delle domande), attacca bottone alla velocità di un neutrino. “Sai volevo dirti che mi piacerebbe che venissi oggi pomeriggio al comitato di quartiere sull’abbellimento dei balconi di zona con fiori per la processione del santo aristide di calvairate, sai so che hai studiato agraria”. Ecco, non hai tempo, il santo aristide ti interessa come i ricami al tombolo, pensare alla vicina seduta vicino a te per più di 3 minuti ti fa venire un rush cutaneo , il tuo balcone è pieno di cactus e poi che c#@]§ centra se ho studiato agraria. Quindi rispondi “Si”, no dovevi rispondere “No”, e invece rispondi “Si”. Adesso va a cercare uno shampoo che tenga i capelli compatti.

Episodio #3
Arrivi a casa, stanco, ma stanco così stanco che ai semafori verdi ti fermavi a prendere fiato. Giornata infernale, riunioni, discussioni, gente che va e viene, caos, problemi. Ma finalmente sei a casa, già sogni del comfort food, non so qualche kilo di purè, un bicchiere di vino, la poltrona, un libro, la tranquillità. Andare a nanna presto oppure un bagno caldo, non so due coccole, insomma devi riposarti, ricaricare le pile che domani è un altro giorno duro. Infili la chiave nella toppa, apri la porta, entri, dal piccolo corridoio, (ma che in quel momento ti sembra quello che conduce all’ufficio papale in vaticano), ti viene in contro lei, tutta sorridente e baldanzosa, con un ciao che può fare da richiamo per cani, ti da un bacino tutta felice ma tu sai già cosa vuole, è un incubo ma lo sai, nel momento che sei entrato è come se ti si fosse rivelato il terzo segreto di fatima. La sua voce allegra e suadente ti arriva alle orecchie “Tesoro stasera “la” Teo, (per chi non è lombardo qui si fa così, si mette l’articolo davanti ai nomi, è sbagliato lo so), ha organizzato una cena polinesiana a casa sua ti va di andare ?”. Sei un morto che cammina, “la” Teo abita a due giri di tangenziale, ti sta antipatica lei e tutto l’entourage e poi che c#@]§ si mangia in polinesia? Quindi rispondi con un chiaro e limpido “Si”, no dovevi rispondere “No”, e invece rispondi “Si”. Aloha

Ecco questi sono tre esempi banali, nella vita reale quelli importanti sono altri e molto più pesanti, di come non si riesca a dire no.
L’ho fatto io per primo e adesso che faccio il coach è un argomento che torna spesso con i miei clienti.
Il non riuscire a dire “No” ci affligge la vita, ci porta via energia, ci fa perdere tempo, ci nega momenti piacevoli, fa in modo che per dare qualcosa agli altri non riusciamo a fare cose per noi stessi, ci mettiamo in secondo piano, non ci gratifichiamo ed in più molte volte sappiamo che abbiamo sbagliato a fare così, per cui il lavoro che dovevi fare lo farai male, al comitato di quartiere non dirai nulla e alla cena sarai il solito orso silente.

Ci sono molte ragioni per cui facciamo fatica a dire no.
Si vuole Aiutare in pieno spirito “Crocerossina”, si vuole evitare il conflitto, si ha paura delle occasioni perdute, si ha paura di bruciare dei contatti, non si vuole sembrare scortesi perché a dire no ci si sente in colpa. Tutte ragioni che possono spiegare la propensione al “Si” ma io, sia per me stesso che per altri, ho notato che il più delle volte è una questione di accettazione. Diciamo “Si” perché pensiamo che in questo modo gli altri ci accettino di più.
La nostra autostima è legata all’accettazione sociale, al sentirsi apprezzati, al sentirci utili agli altri e sposta a volte la nostra capacità di scelta o di “auto-conservazione”.
Questo però rimanda un immagine di noi che non siamo noi, un immagine più debole, più accondiscendente, più “sfruttabile”.
A questo punto però l’equazione ci porta al fatto che noi vogliamo essere accettati talmente tanto che ci mostriamo per quelli che non siamo.

Ok, è vero, non si può sempre dire “No”. Ma una giusta misura che ci permetta di far venir fuori la nostra forza e il nostro essere deve esserci. Ci sono molti modi per rispondere gentilmente no, “Non posso aiutarti mi spiace ma ho un sacco di cose con una priorità alta in questo momento”, “Guarda mi farebbe veramente piacere venire e sicuramente in un altra occasione lo farò ma oggi non ci sono mi spiace”, “Tesoro scusa ma stasera io sono a pezzi rischio di addormentarmi a casa, se vuoi tu vai non ti preoccupare”.

L’importante è smettere sentirti in colpa perché stai pensando a te, perché devi fare piacere agli altri anche se danneggi te stesso. Prosciugarsi per non essere noi stessi è assurdo, fondare la nostra autostima non su quello che valiamo, non sui nostri talenti, non sulle nostre potenzialità ma solo su quello che potrebbero pensare gli altri se diciamo “No” non può durare, non è vero è un fake che prima o poi ci danneggia.

Quindi armatevi di coraggio, prendetevi il tempo per pensare, pensate a voi, sorridetevi e tenete a mente che ogni persona, appunto perché è una persona, ha un valore che non dipende per forza dagli altri. Avrete delle illuminazioni, su di voi e sugli altri.
Aloha

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2 Responses to Dire No (Aloha)

  1. virginia scrive:

    Sapessi com’è strano aver imparato a 41 anni a dire di no ! Ed è fantastico , e non ha prezzo!
    Aloha

    V.

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