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by • 14 luglio 2015 • CuoreComments (0)1625

“Diventa la ragazza che avresti sempre voluto essere” – La cura di sé

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L’appuntamento di questa serata è in un luogo misterioso, Francesca non ha voluto svelare nulla alle ragazze pronte a diventare “quelle che avrebbero sempre voluto essere”; e nemmeno si sarà tutte assieme, ma suddivise in due gruppi, in due orari diversi. Mistero.

Fa caldo, un caldo torrido, africano, e si suda, un sacco.

Forse per questo siamo tutte un po’ a disagio a entrare in questa piccola profumeria dall’aspetto di una bomboniera, in pieno centro, sicuramente d’elite, sudaticcie come siamo e non proprio appena uscite dalla doccia: ma tant’è.

Veniamo però messe subito a nostro agio dalla sua eclettica responsabile, Rosanna, che spalanca il viso in un sorriso contagioso, ci dà il benvenuto e comincia a raccontarci la storia di questi profumi.

Già, la storia, perché il capostipite di questa casa di profumi francesi nati verso la fine del 1700 era un guantaio (e che c’entra? Aspetta, aspetta…), insomma, dicevo, un guantaio e anche un attento osservatore della società in cui viveva: sapeva quindi bene che l’accesso all’acqua era una rarità, e il concetto di lavarsi ancor di più, e allora come superare il problema? Sì perché con i guanti, si sa, spesso si suda. E allora come fare? Come affrontare un possibile calo nelle vendite del suo prodotto?

Gli venne la geniale idea di inventarsi un profumo, una fragranza capace di evocare altri luoghi (un prato fiorito, un campo di grano…) rispetto all’interno di un guanto di pelle a fine giornata.

Ed ecco che, 300 anni dopo, siamo ancora qui a ringraziarlo per la linea di profumi di prim’ordine che si è inventato! Del resto non ci insegnano forse che i business nascono per risolvere i problemi delle persone?

E superato talmente bene che persino Napoleone chiamò a corte il nostro eroe per chiedergli di creare dei profumi su misura per le donne di corte, la moglie Giuseppina di Beauharnais, la sorella Pauline e chissà quante altre…

Nascono così questi profumi molto particolari, creati a partire da oli essenziali coltivati in Francia e venduti in pochissimi posti al mondo (Parigi, Dubai e Milano) e che stasera riempiono l’aria di questo negozietto in centro.

Ma la serata ha ovviamente uno scopo ben preciso che va al di là del profumo che aleggia nell’aria e che parte dal volersi bene, prendersi cura di sé, dedicarsi un po’ di spazio e di tempo per sé, decidere di investire su stesse le proprie energie per provare a trovare la propria strada, magari – perché no? – anche con un nuovo profumo, esattamente come accade con un nuovo taglio di capelli.

La domanda attorno cui ruota la serata è ben precisa, chirurgica: come ti vorresti sentire nei prossimi mesi? Leggera? Bella? Serena? Appagata? Spensierata?

Ognuna è costretta a fare delle riflessioni e tirar fuori qualcosa di sé, non sempre piacevole; il primo gruppo è più spensierato, più rilassato e a proprio agio (sarà forse anche l’aria condizionata che smorza il caldo torrido) e ride un sacco delle cose che emergono da ognuna, con una complicità che si fa sentire, forte e bella.

Il secondo è più cupo, comincia in ritardo e sembra più in difficoltà, forse c’è anche la stanchezza di questi giorni climaticamente terribili, ma ancora una volta come già in altre occasioni gli occhi si fanno lucidi e in gola c’è quell’uovo sodo “che non va né su né giù”.

Ma sono i profumi che rimettono le cose in ordine, rimescolano le carte e mentre chiudi gli occhi per sentire meglio la fragranza vieni trasportata davvero in quel prato verde e fresco, o in mezzo a un’aiuola di ortensie. O nei palazzi imperiali napoleonici. La mente corre, il cuore diventa leggero, gli occhi si riaprono e la realtà ci appare sotto un’altra prospettiva. Non servono forse i profumi anche a farci un po’ sognare?

I profumi come questi, creati a partire da oli essenziali, hanno poi una dote particolare che Rosanna, la nostra “profumiera”, tiene a sottolineare: è il “nostro” profumo, e non veniamo riconosciute per il nome del profumo che abbiamo indosso, ma per noi stesse, per ciò che siamo. Perché il profumo incornicia il quadro che siamo. Del resto cerchiamo un nuovo profumo quando vogliamo cambiare, dare una svolta, girare pagina.  Togliere via l’odore stantio dell’immobilità, dell’acqua stagnante che, si sa, puzza.

Ecco allora un buon profumo, che ci porta lontano, via dalle solite cose, aiuta a darci una scossa adrenalinica, una botta di vita insomma.

Ricordando che tocca sempre a noi doverci prendere cura di noi stesse, sotto ogni punto di vista, mettersi al centro, anche se è faticoso. Ma è l’unica strada.

E chi è qui stasera è già un passo avanti, sa di voler fare quel passo.  Ha bisogno soltanto di qualcuno che le indichi il cammino e che ciò che cerca non è “l’isola che non c’è” ma un “luogo” che esiste davvero. Che le ricordi di non darsi per vinta perché “chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancor più pazza di te…”.

In Ottobre parte la seconda edizione del percorso “DIVENTA LA RAGAZZA CHE AVRESTI SEMPRE VOLUTO ESSERE” con Francesca. Trovi tutte le informazioni QUI

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