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by • 21 novembre 2012 • CuoreComments (0)1761

Donne che hanno smesso di amare troppo

Come imparare a volersi bene, così intensamente da non voler più soffrire per amore

«Ho sempre avuto un rapporto complicato con gli uomini», racconta Annalisa, 42 anni. «Il mio primo amore è finito per colpa di mia suocera. Mi ero trasferita a Milano per andare a convivere con il mio fidanzato. All’inizio sembrava tutto perfetto, poi però ho scoperto che lui aveva un legame non risolto con sua madre. Ho resistito per un periodo, ma quando lei è venuta a vivere con noi, ho detto basta. Il mio secondo amore è finito perché in fondo lui non mi amava. A quante donne è successo? Aveva tutte le classiche caratteristiche delle storie sofferenti: più grande di me, sposato, e che non avrebbe lasciato mai sua moglie. La relazione è durata cinque anni, ma nonostante mi facesse soffrire, non riuscivo a staccarmi. Ero ossessionata, per me era una droga. Non mi rassegnavo, non potevo accettare che non mi amasse».

Un’altra strada è possibile

Quante donne, come Annalisa, vivono storie d’amore così difficili e travagliate? Sono consapevoli che il partner  non le ami abbastanza (non ancora!, si ripetono), ma non riescono ugualmente a lasciarlo, a separarsi. Aspettano, afflitte e tormentate, che lui cambi, che si ricordi dei loro appuntamenti, che passino i problemi (di lui) in ufficio, che forse sono loro che hanno sbagliato. Che, che, che… «L’elenco degli alibi e delle scuse è lunghissimo. Ma la verità è solo una: sono donne che stanno amando troppo», afferma Francesca Zampone, life coach di AccademiA. «Ovvero, sono donne che amano oltre il limite di un rapporto sano e costruttivo. Perché sono convinte che questo sia l’unico modo di amare e di essere amate. Nel dolore e nell’insicurezza». Riproducono modelli già visti: lo hanno fatto le loro madri, le amiche e le sorelle. E prima di loro, è stata la letteratura romantica a creare un immaginario fatto di amori sfortunati, impossibili, ma assoluti. Ed eterni. «Eppure non è così. C’è un’altra modalità per volersi bene. Ma per scoprirla, queste persone devono imparare ad amare così tanto se stesse, da non voler più soffrire. È solo questa la strada che conduce a relazioni salutari, positive e piacevoli», prosegue Zampone. Sembra facile, ma è una strada lunga e tortuosa, che mette in discussione certezze e verità.

Prima scava, poi ricostruisci

Attenzione: per sofferenza d’amore non si intende la tristezza data da una storia finita o da un amore non corrisposto. Quella è più che legittima e va vissuta fino in fondo, per elaborare la separazione. «Qui stiamo parlando di una forma di sofferenza che sfiora la patologia», precisa Francesca Zampone. «Che non permette alle donne di essere fino in fondo se stesse, consapevoli e padrone della loro vita. Sono dipendenti: e come tutte le ‘addicted’ vanno curate. È per questo che spesso è necessario fare un percorso introspettivo per capire dove si annida il fuoco che alimenta il rapporto di dipendenza». Questa è la fase più dolorosa è difficile, perché è come se ci guardassimo in uno specchio che mostra solo i difetti. «Ma non dobbiamo demoralizzarci. Perché poi useremo uno specchio che rende visibile la bellezza autentica. E dopo aver scavato, e fatto pulizia, passeremo alla ricostruzione. A partire dall’autostima: se c’è sofferenza in amore, quasi sempre c’è mancanza di fiducia in se stesse e di amor proprio. Significa che abbiamo concesso all’altro di trattarci male, gli abbiamo permesso di calpestarci. Non siamo state capaci di mettere un argine». «Quando ho preso consapevolezza che da sola non ce l’avrei fatta, mi sono iscritta al corso Donne che amano troppo di Accademia. È stato molto importante. Mi ha fatto capire che prima di tutto ci sono io, che devo imparare a volermi bene. E solo dopo, ci sono gli altri. Il cambiamento è arrivato dopo sei/otto mesi. L’ho sentito in me: non volevo più soffrire per amore. Ho capito che posso stare bene anche da sola, che posso essere felice lo stesso. Ho acquisito una nuova consapevolezza, una nuova forza interiore e ho imparato ad accettarmi, cosi come sono. Senza affidare agli altri i il mio valore: oggi mi dico da sola che valgo, e merito di più di un bugiardo seriale. Fino a questo momento avevo messo in cima alle mie priorità l’amore di turno. Ora basta, ci sono io», continua Annalisa.

E ora mettiti in viaggio

Per uscire dalla sofferenza amorosa è importante ridefinire la propria identità e individuare il tipo di donna che si vuole essere. «Facciamo degli esercizi che aiutano a immaginarsi, a proiettarsi nel futuro, per capire chi si vuole diventare e che stile di vita si desidera condurre. E poi definiamo un percorso per rendere concreti quei desideri e trasformare quelle immagini in realtà. È un futuro possibile, a portata di mano. Bisogna solo crederci e mettersi in viaggio per arrivarci», conclude Francesca Zampone. «Ora sono certa che il mio mutamento è stato profondo e duraturo. Infatti ho appena troncato una relazione con l’ennesimo mentitore, senza soffrirne troppo. Mi aveva fatto credere che si stava separando, per convincermi della sua sincerità mi aveva addirittura portato un finto certificato di separazione!, ma era tutto falso… Quando l’ho scoperto, ho chiuso. Penso che sia stata una prova messa sul mio cammino, per verificare se avevo imparato la lezione!», finisce, serena, Annalisa.

 

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