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by • 10 ottobre 2012 • UncategorizedComments (0)1409

Effetti da Ignition Project – Silvia Ghini

Abbiamo intervistato Silvia Ghini, protagonista di un nostro Ignition Project sulla PSICOEDUCAZIONE

Parlaci di te prima di tutto – come ti racconti?

Mi chiamo Silvia Ghini, ho 34 anni e nel 2003 mi sono laureata a pieni voti in “Tecnico dell’educazione e della riabilitazione psichiatrica e psicosociale”; purtroppo, si sa, una volta usciti dall’università non sempre è facile trovare il lavoro dei propri sogni e per il quale si è tanto studiato, così per i primi tempi mi sono dovuta adattare facendo cose un po’ diverse da quelle che immaginavo nel mio futuro…poi però, piano piano, ho lasciato la sicurezza di posti di lavoro stabili ma non gratificanti per potermi finalmente dedicare al settore di mio interesse: ho lavorato sia in ambito privato che nella sanità pubblica in diversi settori, da quello educativo scolastico a quello riabilitativo sanitario(in psichiatria e neuropsichiatria infantile),  mettendomi alla prova ogni volta e riadattando le mie competenze a seconda delle richieste e del bisogno.

Ad un certo punto, però, ho iniziato a provare un certo malessere che mi accompagnava costantemente ma che fingevo di ignorare perchè il mio senso del dovere è sempre stato molto sviluppato e, nonostante non ricevessi più stimoli né gratificazioni dal mio lavoro ma fossi anzi sempre piu’  frustrata e senza energie, continuavo a mandare giu’ e far finta di niente perché era quello che dovevo fare per non deludere gli altri e forse anche me stessa, dal momento che mi dicevo: “Sei gia’ fortunata che un lavoro cel’hai!”.

Fino a che sono scoppiata e ho mollato tutto.

I sensi di colpa mi hanno assalita ma sono andata avanti lo stesso, non potevo più sopportare di sentirmi così frustrata e ho deciso di buttarmi a capofitto nel progetto di realizzare il lavoro giusto per me, che mi permettesse di vivere una vita più serena  e soddisfacente e mi desse nuovi stimoli. Ci è voluto molto coraggio e, a volte, placare l’ansia è stato difficile, ma adesso che  vedo nascere la mia start up sono soddisfatta e piena di idee per il futuro.

Come hai conosciuto Accademia?

Ho conosciuto Accademia sfogliando la rivista Glamour: la mia attenzione è stata subito attirata da un articolo che parlava di giovani che, anche in un momento di crisi come questo,  sono riusciti a guardare al futuro con fiducia e spirito d’iniziativa per  inventarsi/reinventarsi nuovi progetti nel mondo del lavoro, sfruttando le proprie passioni e competenze. Lì ho scoperto la possibilità di mettere in pratica l’idea che girava già da un po’ nella mia testa con l’aiuto di professionisti competenti che mi avrebbero accompagnata nella creazione della mia start up.

Perché hai deciso di seguire un percorso in Accademia?

Volevo rivoluzionare la mia vita professionale  ma avevo bisogno di qualcuno che mi supportasse in questo difficile percorso, che mi consigliasse sulla fattibilità del progetto e soprattutto, mi aiutasse a capire come poterlo mettere in pratica attraverso un buon piano di marketing e comunicazione.  Il prezzo per il pacchetto dell”Ignition Project” mi è sembrato buono e così ho contattato Francesca Zampone per avere un primo incontro e conoscere meglio Accademia.

Come hai vissuto il percorso?

Il percorso per me è stata una continua scoperta e rivalutazione delle mie capacità e potenzialità, ho capito come riadattare le mie conoscenze professionali al progetto che stava prendendo forma per poter meglio rispondere alle esigenze del mercato pur restando fedele a ciò che più mi appassiona.  Il poter investire tempo e risorse  per creare il mio futuro come lo desidero mi ha dato carica e motivazione. Anche se un po’ di insicurezza e paura di non farcela in fondo c’è sempre, cerco di affrontarla mettendo in pratica i vari step del percorso.

Quali sono stati i migliori benefici ottenuti?

Ho imparato molto su come creare un buon marketing e come ottenere una comunicazione efficace per la propria attività.

In cosa sei stata supportata nello specifico da Francesca e da Marco?

Nella valutazione sulle possibilità di crescita della mia start up e sulla sua fattibilità, nella creazione del sito web, del piano marketing e finanziario, ma anche con consigli e incoraggiamenti perchè , anche se la motivazione è  stata sempre molto forte, ho avuto anche momenti di sconforto dovuti al continuo bombardamento di notizie negative riguardanti l’economia e l’occupazione che in questo periodo non lasciano molto spazio all’ottimismo.

Ci racconti del tuo progetto?

Durante le mie esperienze professionali ho conosciuto tante e diverse situazioni di disagio profondo e di sofferenza, del singolo ma anche delle famiglie che sono la risorsa primaria e più importante per un individuo, anche nel momento di difficoltà.  Spesso, anche a causa della carenza di risorse, viene trascurato o sottovalutato dalle istituzioni  il carico emotivo che la famiglia si trova a sopportare, ed essa si ritrova di fronte a difficoltà e sentimenti che non sa come affrontare, esclusa dai trattamenti, incompresa e non supportata.

Il mio progetto si propone appunto di sostenere, attraverso tecniche specifiche e scientificamente validate quali la psicoeducazione, sia il singolo con un disturbo emotivo o comportamentale, sia quelle famiglie che si trovano a dover affrontare il disagio o la malattia di un loro caro e necessitano di informazioni e supporto specifico.

La psicoeducazione è un’attività socio-sanitaria ed educativa che consiste nell’esporre in modo chiaro e interattivo tutte le informazioni necessarie a prevenire e affrontare  appropriatamente il disagio di natura psicologica, psicosomatica e medica. È inserita in svariate Linee Guida di trattamento ed è promossa da vari organismi ed istituzioni internazionali.

Il mio progetto prevede, per la maggiorparte dei disturbi, un affiancamento domiciliare oppure, dove previsto o per chi lo preferisce perché più economico e fruibile anche a distanza, un percorso on-line e, periodicamente, offro la possibilità di partecipare a gruppi di supporto.

L’obiettivo finale del percorso  è quello di imparare ad autogestire la propria salute emotivo-comportamentale e poter quindi vivere una vita  più autonoma, serena e soddisfacente, per se stessi e per i propri cari.

I tuoi tre testi di Psicoeducazione preferiti?

1.       “Intervento psicoeducativo integrato in psichiatria” (Ian Falloon)

2.       “Manuale di psicoeducazione per il disturbo bipolare” (Francesc Colom, Eduard Vieta)

3.       “Terapie familiari e psicoeducazione” (Paolo Bertrando, Massimo Clerici, Carlo Lorenzo Cazzullo)

I tuoi tre romanzi preferiti?

1.       “Siddartha” (Herman Hesse)

2.        “Il gabbiano Jonathan Livingston” (Richard Bach)

3.        “Il maestro e Margherita” (Michail Bulgakov)

 

Silvia presenterà il suo progetto con un workshop gratuito in Accademia il 25 ottobre 2012 alle 19 il tema saranno Ansia ed Attacchi di Panico.

 

 

Ecco come ce lo racconta Silvia:

“Guarda in faccia la paura, ed essa cesserà di turbarti”.

Proverbio indiano

 

Chi di noi può dire di non aver mai provato emozioni quali l’ansia o la paura o di aver attraversato un periodo di forte stress? Lo stress è ormai diventato il male del secolo, molto diffuso, spesso sottovalutato ma, talvolta, causa di vere e proprie malattie. Probabilmente molti di noi sperimentano situazioni di tensione, nervosismo, ansia ogni giorno, sul posto di lavoro o in famiglia, a volte scatenato da situazioni sgradevoli, altre apparentemente senza un motivo. A volte l’attacco d’ansia o di panico può scatenare sintomi fisici e psichici molto spiacevoli e limitanti per la vita di tutti i giorni.

Forse pochi sanno però che l’ansia è una delle emozioni primarie più importanti e più utili per l’essere umano…ma allora perché ci fa stare così male? Cosa la può causare e come dobbiamo comportarci per prevenirla o per curarla? Qual’è la differenza tra ansia e attacchi di panico e quale tipo di approccio funziona meglio in un caso e nell’altro?

In questo incontro parleremo delle varie forme che l’ansia può assumere, dei sintomi che caratterizzano questo tipo di disturbi ma, soprattutto, di come affrontarli e imparare a convivere con essi se necessario, riducendo e migliorando però l’impatto negativo che hanno sulla nostra vita e nelle nostre relazioni.

Per iscrizioni

info@accademiafelicita.it

 

 

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