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by • 10 aprile 2013 • UncategorizedComments (0)1767

Come gestire i soldi (se sei una start up)

Oggi parliamo di soldi: come amministrarli, investirli, e farli fruttare nei primi anni di vita di un’impresa. Ecco i consigli di Francesca Zampone e Marco Bonora, che festeggiano in questi giorni il 2° compleanno di Accademia e sull’argomento hanno una certa esperienza.

Concludiamo il nostro percorso dedicato alle start up, affrontando un argomento importantissimo, ma complicato e delicato: come gestire i soldi i primi anni di vita, per non trovarsi irrimediabilmente in rosso, per recuperare un investimento sbagliato, oppure per affrontare una spesa non preventivata.

Tira la cinghia

Eh, già! La prima regola si rifà a un celebre detto popolare, quanto mai attuale. Se hai deciso di aprire qualcosa di tuo, preparati a fare dei sacrifici: non prenderai uno stipendio per molto tempo. Dovrai usare tutte le tue risorse per finanziare e far decollare il tuo sogno. È molto probabile che il primo anno la tua impresa non sarà economicamente sufficiente, non vivrà di quanto riuscirà a guadagnare (che sarà poco), ma degli investimenti iniziali. Quindi, il primo consiglio è: risparmia più che puoi.

Starò usando bene i miei soldi?

È una domanda fondamentale da porsi. La risposta te la dà in parte la legge economica sul ritorno degli investimenti, che però non è in grado di cogliere tutte le sfumature non monetarie che ruotano attorno a un investimento. In generale, si può dire che se passati 3/6 mesi i soldi usati per un’attività specifica li percepisci come un peso per la società, c’è qualcosa che non va, c’è un errore di valutazione.

Ma attenzione: il primo anno non ragionare solo sul ritorno dell’investimento, ma su quanto hai in cassa effettivamente. Se hai previsto di darti uno stipendio, per esempio 1500 euro al mese, ma hai solo 5 mila euro in cassa, lo stipendio salta, oppure si riduce. Perché con quella cifra complessiva devi far rientrare tutte le spese.

Imprevisto: fai o non fai un investimento extra

Devi decidere se fare o meno una spesa non prevista dal tuo business plan. Che fare? L’istinto è quello di contenere tutti i costi, di rinunciare, ma fai attenzione a non incorrere nell’eccesso opposto. Ovvero, non investire in un’attività che potrebbe migliorare il tuo business, anche se non ti dà un ritorno economico immediato. Potrebbe darti dei vantaggi su altri fronti, che non sono quantificabili, ma sono comunque importanti: immagine, attenzione, credibilità, contatti sui social network.

La regola base, in questo caso, è non farsi prendere dall’impazienza (o peggio, dal panico) e cercare di valutare la validità della spesa a mente lucida. Meglio prendere tempo e sforzarsi di trovare delle soluzioni alternative più economiche. Per esempio: il sito non funziona? Non pensare subito di rifarlo, prova a rimediare creando un blog, creando un profilo Facebook, Twitter, Pinterest.

Se fai un errore

Può succedere, per inesperienza, che si facciano delle scelte sbagliate. Con i fornitori, con i partner, nella scelta dei servizi. E sempre per mancanza d’esperienza, può capitare di non sapere come comportarsi in questi casi. Il nostro consiglio è anche in questo caso non farsi prendere dal panico,  verificare molto bene l’accordo con il fornitore, e fare immediatamente presente la vostra insoddisfazione. Se, la situazione non migliora, e continua a non rispettare gli accordi presi, interrompete la relazione, e contestate le fatture.

Scegli partner fidati

Se sei in start up, non puoi tener tutto sotto controllo. Se deleghi dei compiti, fallo con delle persone di cui ti fidi, perché non avrai il tempo di verificare il loro operato. Dovrai essere certo che lo facciano al meglio e come tu desideri. Se ti accorgi che non è così, devi intervenire subito: o richiami all’ordine, o cambi partner. Il modo migliore per verificare l’andamento della società è fare dei check settimanali, sia dal punto di vista economico che operativo.

Fai da te (in modo creativo)

Fai una partenza graduale, accontentati dei tuoi mezzi, usa gli strumenti che hai a disposizione in modo intelligente e con fantasia. Non investire troppi soldi per avere il meglio. Trova delle alternative economiche, ti perfezionerai con il tempo. Per esempio, se non lavori in ambito comunicativo, non avrai bisogno di un Macintosh super potente e di un grafico che lavora per te. Inizialmente il tuo vecchio computer basterà.

Il segreto è non banalizzare. Ragiona fuori dagli schemi, vai controcorrente. Sforzati di trovare delle soluzioni nuove, delle formule originali. Proponiti in modo nuovo, osa, il tuo prodotto/servizio deve avere un elemento di novità, che non è determinato dall’ultimo device hi-tech, ma da quello che ci metti.

Adattati

Rinuncia ai benefit: non avrai più il telefono aziendale, i ticket, la sede in centro. Ma puoi benissimo sopravvivere senza. Trova un ufficio in coworking, oppure, adibisci una stanza di casa a ufficio. Portati la “schiscetta” e non mangiare al bar tutti i giorni. Rileggi il primo consiglio: tira la cinghia!

Gratis si, gratis no

Viviamo nell’era della condivisione, ma non esagerare con i servizi gratuiti per attirare i clienti: rischi di non riuscire più a invertire la rotta. Le persone si abitueranno al gratuito e quando dovrai cominciare a farle pagare, si rifiuteranno. È meglio selezionare subito e in modo strategico le cose da far pagare, e quelle gratuite. E poi, non aspettarti un ritorno di cassa dagli eventi gratuiti. Spesso non vanno di pari passo.

E ora, investi in…

Quello che ti aiuta a creare la tua identità, che ti rende riconoscibile, che comunica subito chi sei. Noi lo chiamiamo il “calcetto in più”, ed è quello che ti differenzia dagli altri, e fa sì che i clienti sceglieranno te. Può essere la comunicazione, la qualità, l’innovazione. L’importante è che ti renda unico e sia coerente con i tuoi valori.

 

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