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by • 11 gennaio 2016 • Life & CultureComments (0)849

Grumpy coach

grumpy coach2

 

Chi è il “Grumpy coach”? Ce ne sono parecchi, come in tutte le professioni, in tutti gli uffici, in tutti i luoghi di lavoro.  Non fa differenza l’ambiente dei coach, all’interno del quale esistono varie tipologie di personaggi. Marco ne ha incontrati parecchi, tutti con caratteristiche assolutamente diverse gli uni dagli altri e stili, quindi, inconfondibili.
Attenzione, però: la loro unicità non dipende dalla tipologia o dallo stile di coaching che praticano, possono essere business coach, spiritual coach, orecchiette coach o stratosferic coach, ma non è questo che li distingue l’uno dall’altro, ma altre, insospettabili, caratteristiche.

Oggi Marco ci parla di un altro “esemplare”.

 

Il Coach “in formissima”

Tu dal coach in formissima non ci vuoi andare, ma ti capita, e la tua vita non sarà più quella di prima.

Tu che capiti dal coach in formissima hai delle difficoltà ad accettarti, delle flessioni di autostima e probabilmente non ti piaci. Questo si riflette sul tuo fisico ed il tuo obiettivo è quello di superare tutto questo ed arrivare a piacerti per quello che sei, con qualcuno che ti aiuti a migliorare non solo l’aspetto ma anche la tua autostima. Ed è per questo che cerchi un coach motivazionale che si occupi di benessere: un wellness coach.
Eccolo, è li che si nasconde il coach in formissima, mimetizzato come nella savana ti aspetta pronto a far tracimare la sua energia positiva su di te.

Tu, cinquantenne, in crisi di mezza età, che fai la fisarmonica a seconda che ti senti bene o male, che hai bisogno di un armadio a 8 ante solo per te per tenere tutti i vestiti dalla taglia L alla XXL, che passi da fare l’attività in palestra per un periodo a fare solo lunghe passeggiate notturne verso il frigorifero, arrivi al primo appuntamento col tuo coach in formissima (chiamiamolo CIF da qui in poi)  che già sei un pò in imbarazzo e sai che non sarà come mangiare delle mozzarelline alle 2 di notte tornato dal pub.
Entri nel suo studio e la prima cosa che ti colpisce è che le pareti sono ricoperte di una quantità di diplomi, attestati, patentini, trofei, riconoscimenti, certificati, abilitazioni, brevetti, lauree, licenze, maturità, patente, pergamene, tessere punti e calendari dei carabinieri dal ’45 ad oggi.

Che il CIF sia uomo o donna non importa: è sempre abbronzato, con una pelle perfetta, ambrata, nella quale i pori dilatati sono stati banditi da un decreto ministeriale ad hoc. Non importa se è gennaio o giugno il CIF ha sempre le braccia scoperte, braccia sulle quali si intravedono delle vene modello oleodotto tra la pelle dorata e il muscolo guizzante. Il CIF ti sorride, sempre e comunque, non si sa se è perché sta allenando i muscoli facciali o per un eccesso di serotonina procurata dall’attività fisica unita alla dieta bio pio, super energetica che stimola le endorfine – anche quelle che avevi dimenticato nel cassetto della casa di campagna. La stretta di mano è energica, (chiaro), e dopo i convenevoli ti fa accomodare.

Sempre sorridendoti ti chiede di te. Tu cominci a raccontare il perché sei lì, perché hai preso questa decisione, cosa ti aspetti e via così.

Attenzione, in questa fase, MOLTO MOLTO importante:  non fate battute goliardiche tipo “la ginnastica che preferisco è portare la forchetta alla bocca”, “lo sport lo guardo in tv” oppure “ho un rapporto stretto con la salumiera del Super”. Il gelo, un gelo artico potrebbe calare nella stanza, paragonabile alla temperatura del margarita frozen che vi siete fatti la sera prima all’aperitivo.
Il CIF non vi dice nulla, ma il suo sguardo vi trasmette tutto quello che voi non vorreste sentirvi dire: “Spilungone, pingue e deturpato ti sembra il caso di scherzare? Guarda come sei conciato”. La tua autostima a quel punto sprofonderebbe nel sottosuolo ad un livello che potreste incrociare la metro 3 senza pagare il biglietto.

Comunque, il colloquio va avanti, tra programmazione di attività fisiche ad hoc, seitan al posto del filetto, bacche di açai e gingseng. Alla fine tu ti senti anche motivato, per la prima volta hai programmato qualcosa che potrebbe farti bene e non solo l’uscita invernale del Club del Cotechino.

Sembra finita, ma invece no. Ora tocca a lui. Il CIF inizia a parlare, per rivelare quello che con fatica ha trattenuto dentro sé fin dall’inizio dell’incontro: ti racconta di sé stesso. Da qui in poi scoprirai tutto sulla sua vita, che può essere di due tipi:
Tipo A) persona di estremo successo che è arrivata ai vertici della vippaggine ma poi ha deciso di cambiare vita perché i valori sono da un’altra parte.

Tipo B) anche lei/lui era uno sfigato come te (autostima a livelli bunker supersegreto dell’area 51,  livello -45), ma poi ha riscoperto se stesso e la forza che c’è in ognuno di noi e la sua vita si è trasformata.

A questo punto si erge in piedi e dicendoti “Anche tu ne hai la forza, anche tu dentro di te hai la forza per diventare così, per essere così!”, e mentre le parole escono dalla sua bocca si alza la maglietta/camicia a livello degli addominali, rivelando una tartaruga che se la vedessero quelli di Greenpeace organizzerebbero un’azione per liberarla e riportarla nei mari della Papuasia. In quel momento la sua serotonina è cosi alta che ti sembra che lieviti circondato da un aurea fatta di lampade abbronzanti.

Lo/La saluti, esci per strada trascinandoti e cercando di richiamare la tua autostima dalla fossa dove è stata buttata, e alla fine decidi che, per l’ultima volta – per carità, vai a farti due Guinness, che stasera c’è anche la partita di Premier League.

 

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