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by • 25 marzo 2013 • UncategorizedComments (0)859

Ho deciso di non rassegnarmi

Oggi raccontiamo la storia di Cinzia, una donna coraggiosa, che non si è lasciata intimorire dall’età, e in pochi mesi ha cambiato la sua vita, in cerca della felicità. Fra i suoi nuovi progetti, San Polo 2165 , una maison de charme a Venezia.

Nell’ultimo anno ho rivoluzionato la mia vita. Mi sono licenziata, ho comprato casa in una città che non è la mia, ho aperto un’attività, ho iniziato un corso. Cosa c’è di particolare? Che non ho 30 anni, ma 53, un’età che ti porta a tirare le fila dell’esistenza vissuta fino a questo momento. Un giorno mi sono detta: “Gli anni passano, e io ho due alternative: stare seduta ad aspettare e vederli passare. Oppure, darmi da fare e cercare di tirare fuori ancora qualcosa di buono dalla mia vita”. Ho scelto la seconda. E ho deciso di non rassegnarmi.

Il cambiamento è iniziato quando ho cominciato a fare coaching in Accademia. Ho lavorato su due fronti, quello personale e quello professionale, e ho capito cosa non funzionava nella mia vita. Mi sono resa conto, che fino a quel momento avevo vissuto un’esistenza non mia: mi ero laureata in giurisprudenza, mentre io volevo fare veterinaria; ho lavorato in uno studio notarile, ma era un’attività che non mi piaceva; sono andata a vivere in una città bellissima, ma che non amavo… Avevo sempre soddisfatto le aspettative degli altri, mettendo da parte i miei desideri.

Con il coaching ho cercato di rimettere insieme tutti i pezzi, per trovare una dimensione professionale più appagante, e trovare il coraggio di lasciarmi alle spalle le cose che non andavano. Come il mio lavoro, da cui mi sono dimessa poco tempo fa. Ora sto cercando di costruirmi un futuro che risponda alle mie esigenze, e fare delle attività che valorizzino le mie qualità e le mie attitudini. E voglio farlo a tempo pieno, senza distrazioni o impegni.

Intanto, per affrontare serenamente questi cambiamenti, ho dovuto ingegnarmi per trovare delle risorse economiche. Ho iniziato trasformando una casa di famiglia, non abitata, in una piccola maison de charme. La location si presta benissimo: è un edificio del ’600, a Venezia, nel quartiere San Polo (da cui ho preso il nome, San Polo 2165). Per farlo, ho dovuto superare la resistenza dei miei genitori, contrari ai cambiamenti a priori. Ma finalmente, per merito del coaching, ora nessuno può più dirmi cosa fare e cosa è giusto.

Sto plasmando Sanpolo 2165 come desidero, a mia somiglianza. È una casa molto bella, a cui sono legata, con tre camere da letto e un bellissimo salone, per cui non voglio che sia solo un hotel per turisti, di passaggio. È perfetto per attività di gruppo, per eventi, cene, corsi. E chi viene deve sentirsi a casa, deve essere accolto con calore. Presto partiranno i Women Retreats, soggiorni per piccoli gruppi di donne che avranno a disposizione una coach per attività individuali e di gruppo. Ci sarà la formula weekend, oppure, quella settimanale.

Nel frattempo ho iniziato un Master in Coaching. Mi ha colpito molto l’esperienza fatta come coachee e ho voluto approfondire. Mi sta appassionando tantissimo e mi sta dando gli strumenti per capire fino in fondo il lavoro che avevo fatto con Francesca. Lo sto guardando con occhi nuovi. Farò la coach? Non lo so. Per il momento mi piace quello che sto facendo, le persone che ho conosciuto. Anche se mi sono posta degli obiettivi, la realizzazione è scoprire giorno per giorno il percorso fatto per raggiungerli. E mi va bene così.

Ma mi rendo conto, che, finalmente, si è chiuso un cerchio: quello che mi piaceva del mio vecchio lavoro era parlare con le persone che venivano in ufficio. Le ascoltavo, le facevo ridere se erano tristi, le rasserenavo se erano arrabbiate. Forse il mio futuro è in mezzo alle persone, ma con un altro ruolo.

 

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