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by • 4 febbraio 2013 • UncategorizedComments (0)1504

Ho messo ordine nella mia vita

Ecco la storia di Claudia, una donna che passa i weekend in macchina, divisa tra responsabilità familiari e amore. Il coaching le è servito per fare ordine nella sua vita, per capire le priorità e cosa desidera veramente. Anche facendo un piccolo gesto azzardato, che le ha aperto nuove prospettive…

Da quando ho 18 anni (oggi ne ho 33), ho vissuto in tante città diverse: prima Teramo, poi Roma, poi Torino e ora Novara, dove mi sono trasferita per lavoro. Tre anni fa ho iniziato uno stage in un’azienda di abbigliamento, e poi mi hanno assunto a tempo indeterminato. Ho lavorato così tanto che ora sono diventata Responsabile Marketing.

Raccontato cosi sembra tutto perfetto, ma vi assicuro che non lo è: la mia vita è molto complicata e il 2012 è stato un anno molto difficile. Ho dovuto affrontare delle prove dolorose: ho perso mio padre, per una malattia, e poi ho perso anche mia nonna. E ora, sento la responsabilità di lasciare mia mamma da sola, per cui, almeno una volta al mese vado a trovarla, anche se viviamo in città diverse. Sono sempre stata una persona nomade e dinamica, ma ora questa mobilità comincia a pesarmi, perché anche il mio fidanzato vive in una località distante, e io per stare con lui, passo i weekend in macchina. Con evidenti problemi e difficoltà.

Ho conosciuto Francesca per caso, non sapevo fosse una coach. Ci siamo incontrate a un pranzo organizzato da un’altra persona. Mi sono trovata benissimo, feeling perfetto. E mi ha fatto molto piacere poter parlare con lei di questioni intime e delicate, senza imbarazzo.

Ho deciso di affidarmi a lei, di farla diventare la mia guida. Troppe cose non stavano andando nella mia vita, e io non riuscivo più a gestirle. Mi sentivo persa e confusa.

Il coaching mi ha aiutato a mettere a fuoco i problemi, ad affrontarli uno per uno. A non mischiare tutto in un unico calderone. Amore, lavoro, denaro. Abbiamo affrontato tutte queste tematiche. So che ho ancora del lavoro da fare, ma ora mi sento più serena perché so che posso affrontarle, gestirle e risolvere. E ho scoperto tante cose su di me che non conoscevo.

La parte emotiva è stata quella più entusiasmante. Ho una relazione da cinque anni con una persona che amo tantissimo, ma vedo solo nei weekend e durante le feste, e sicuramente lui non si sposterà mai. E questo non ha reso facile la nostra storia. Sarò io a doverlo raggiungere, lo so già. Io sono più adattabile, ho chiamato casa tante città. È un uomo complicato, ha le sue regole, e le devo accettare così, se voglio stare con lui.

Abbiamo avuto tanti problemi, tra alti e bassi, e quando ho cominciato a fare coaching eravamo in un periodo di pausa (che in realtà non rispettavamo…). È stato proprio sull’argomento città che Francesca mi ha portato a metterlo alla prova, per capire se il suo era un alibi: un giorno gli ho comunicato che nel corso del 2013 mi sarei trasferita a vivere da lui. Avrei lasciato il lavoro, e sarei andata nella sua città. Volevo scoprire la sua reazione: sarebbe fuggito? Mi avrebbe rifiutata? Niente di tutto questo. Era felicissimo. E anche io. È stato davvero inaspettato: nel momento stesso in cui ho pronunciato quella frase, ho cominciato a crederci e a volere che accadesse. E il nostro rapporto ha subito una metamorfosi: tutti i litigi, le incomprensione, le recriminazioni sono sparite. Io ho cominciato a cercare lavoro lì, ma non è cosi facile. E oggi la quotidianità si sta di nuovo insinuando nel nostro rapporto, per cui qualche difficoltà c’è ancora. Ma ora entrambi sappiamo cosa desideriamo e voglio provarci.

A questo si collega la tematica professionale: sono molto soddisfatta di quello che ho raggiunto finora, dei risultati ottenuti e del lavoro che faccio. È molto stimolante e mi dà molte gratificazioni. Ma sono rimasta delusa dalla mia azienda, che non valorizza i miei sforzi, e non premia il mio impegno né economicamente, né come qualifica. Anche se vengo presentata come responsabile marketing, la mia retribuzione e il mio contratto non sono adeguati. Non ho le trasferte pagate, né gli straordinari (e spesso lavoro nei weekend), né il recupero dei festivi lavorativi. Il coaching mi ha aiutato a vedere il problema e capire che le mie richieste erano legittime. E ho avuto il coraggio di chiedere un incontro al mio responsabile per fare presente le mie esigenze. Finora le mie richieste sono rimaste inascoltate, ma non ho intenzione di mollare. Dopo, posso anche licenziarmi. E iniziare a vivere la vita che veramente desidero. Con il mio fidanzato, in montagna, cercando di creare qualcosa di mio, un’attività che mi assomigli. L’ho soprannominato il Salotto dei sogni: non so bene ancora cosa sarà, è ancora in fase embrionale, ma voglio cominciare a lavorarci concretamente. Fare il progetto, realizzare il business plan, e renderlo concreto. Certo, per riuscire a farlo, dovrò cambiare la mia gestione dei soldi… che finora è stata un po’ libertina, sopra le mie possibilità concrete. Ma anche su questo il coaching mi sta aiutando: con mia grande sorpresa, ho scoperto che le mie giornate più belle, in cui sono più felice, sono quelle in cui non spendo assolutamente nulla. E da adesso in poi, vorrei che ce ne fossero tante di giornate così, senza acquisti compulsivi. Perché vorrà dire che ho trovato finalmente il mio equilibrio.

 

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