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by • 28 ottobre 2013 • Sogni & Progetti, UncategorizedComments (0)977

LA NOSTRA SECONDA LEZIONE AL MASTER IN MARKETING DELL’UNIVERSITA’ CATTOLICA

Il 24 di ottobre siamo tornati in Cattolica per il nostro secondo intervento dall’Employee Branding al Self Branding. Marco ha fatto il nostro intervento sulla Felicità in Azienda, io (Francesca) ho raccontato la nostra storia e quello che facciamo in Accademia, poi, insieme, abbiamo risposto alle domande.

La nostra platea questa volta era formata da studenti più adulti, con già qualche anno di lavoro sulle spalle e molta voglia di fare e di cambiare. Il nostro modello basato sulla restituzione alla Comunità, la trasversalità delle risorse, la valorizzazione dei team e del singolo ha creato in ogni caso dubbi e stupore legati soprattutto al momento contingente ed al legame status/soldi.

Siamo però riusciti a dipanare la matassa e a fugare qualche dubbio proponendo il modello dei TRE SALTI di Lynda Gratton, alla fine ci siamo dilungati a parlare di musica, di modelli di business applicati all’entertainment ed, in generale, ci è sembrato di aver fatto accendere una scintilla di profondo interesse verso i nostri argomenti anche nei più scettici.

Vi riproponiamo un sunto del Modello della Gratton perché possa essere oggetto di riflessione anche per i lettori del nostro blog.

Lynda Gratton analizza le cinque forze che stanno cambiando la scena globale a livello economico, ambientale e sociale. Ogni forza di questo cambiamento ha aspetti positivi o negativi, il cui effetto dipenderà da molteplici fattori tra cui la nostra azione.

Le cinque forze sono

1. L’innovazione tecnologica:

Semplifica la vita ma consuma tutto il nostro tempo, ci “connette” e ci
permette interazioni a distanza, ma ci allontana e ci estranea dal mondo “reale”

2. La globalizzazione:

ci permette di lavorare ovunque ma ci obbliga a competere con persone di tutto il mond

3. La trasformazione demografica.

Nel 2025 la generazione dei “baby boomers” (i nati fra gli anni 1945-1965 circa), con l’enorme esperienza accumulata, sarà in pensione. L’aspettativa di vita si è ormai innalzata e questo pone la questione di come affrontare il problema di fino a quando lavorare e del pensionamento

4. I trend sociali:

Il progresso nel campo industriale e dei servizi, l’istruzione, la scienza stanno rapidamente cambiando gli stili di vita e il modo di lavorare; ma questi cambiamenti (molto rapidi) lasciano indietro chi è lento od incapace di adattars

5. La riduzione delle risorse naturali:

La Terra è un sistema “limitato”, sia nella quantità di risorse disponibili, sia nella capacità di “riciclo”; occorre quindi disegnare strategie di produzione che tengano conto dell’impatto ambientale. Nel futuro le imprese dovranno trovare nuove forme di cooperazione e perseguire scopi sociali e ambientali per evitare di far collassare il nostro mondo.

Cosa farà la differenza fra un esito disastroso o uno virtuoso dell’azione di queste forze? Cosa è necessario per utilizzare queste forze in modo da costruire uno scenario positivo?

L’autrice ipotizza che servano, in ogni persona e nella società in generale, tre “salti”, ovvero tre passaggi dall’approccio di oggi ad un nuovo modo di pensare ed agire.

I salti sono

1. Primo salto:

Abbandonare l’idea di competenze generaliste e sviluppare in maniera specialistica il proprio capitale intellettuale, con uno sguardo curioso che guarda al “complessivo”. Acquisire vera “maestria” per un’attività che abbia un interesse reale per la società in generale e per il mercato del lavoro in particolare, e svilupparne tutte le possibili connessioni con gli altri ambiti. Solo una competenza approfondita e capace di connettersi/applicarsi in modo innovativo a nuovi problemi, permetterà a chi la possiede di stare con soddisfazione e sicurezza sul mercato del lavoro futuro

2. Secondo salto:

Passare dall’individualismo ipercompetitivo del neocapitalismo alla messa in comune delle idee e delle capacità, coltivare un network umano e professionale fatto di condivisione della creatività, di impegno sociale e collaborazione. Così si mettono insieme le innovazioni, le risorse, le competenze, in sinergia invece che in competizione fra lavoratori di luoghi diversi. Ciò permetterà di lavorare in equipe/gruppi di lavoro sparpagliati in tutto il mondo, di essere coinvolti invece che esclusi dai processi di produzione attivi, superando lo svantaggio di essere residenti in un territorio arretrato od in recessione

3. Terzo salto:

Passare dal consumismo sfrenato alla sobrietà, ovvero privilegiare “l’essere” rispetto al “possedere”. Si tratta di individuare ciò che dà gioia e benessere, le situazioni e le persone piuttosto che le cose. Ciò permetterà di liberarsi dal circolo vizioso: più (desiderio di) consumo, più necessità di reddito, più necessità di lavoro, più fatica/frustrazione, più (desiderio di) consumo.

 

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