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by • 27 giugno 2013 • UncategorizedComments (0)1386

La Settimana di Rita

Volevo completare il racconto dedicato alle grandi donne di Milano, con due delle più note ambasciatrici dei salotti dell’ ottocento.

Percorrendo Via Manzoni incrociamo una nobile strada via Bigli; al numero 21 c’è Casa Olivazzi dove un’ effige ricorda Clara Maffei donna bellissima e amatissima, il cui salotto divenne uno dei più importanti di Milano.

Sposa di Andrea Maffei poeta, più anziano e meno nobile, la introdusse all’ambiente degli artisti, fu così che cominciò ad ospitarli nella loro casa, nomi altisonati dell’epoca, quali: Verdi , D’Azeglio, Hayez.

La fama del suo salotto cominciò a diffondersi anche al di fuori delle mura di Milano.
Si separò consensualmente dal marito e andò ad abitare  la casa di via Bigli 21,  si dedicò con assiduità al suo grande talento, l’arte del ricevere.

Balzac venne accolto al suo arrivo a Milano con tutti gli onori e divenne suo amico intimo. Disse di lei : avrei dato 10 anni della mia vita per essere amato da lei per 3 mesi”

Il clima di Milano diventava sempre più pesante e nel suo salotto si riunivano anche molti patrioti; si è fatta la patria in questo salotto.

Entrate nel portone e guardatevi intorno, nel cortile lo sguardo si posa su una fontanella con putto e sullo sfondo un trompe l’oeil che vi proietta in un giardino

In questa casa ci abitò anche Einstein da bambino, ospite con il padre.

Proseguendo per la via ci fermiamo al numero 11 dove si trova Palazzo Bigli Ponti, qui il portone non e’ aperto, quindi se volete dare un’occhiata al cortile dovete aspettare di trovare una persona di buon cuore che vi permetta di curiosare per un attimo. Questa e’ la casa più antica della zona, il portale è originale del Rinascimento, il cortile con portici su tutti i lati completamente affrescato.

Al numero 1 abitò un’altra donna del Risorgimento, Adelaide Bono Cairoli, ebbe cinque figli e tutti  parteciparono alla lotta per l’indipendenza italiana e 4 di loro persero la vita in battaglia.

All’altezza del 25 esiste un passaggio ”nascosto” che porta in Via Montenapoleone, qui e’ rimasto il muro 2 finestre e un ingresso, di una chiesa medioevale che non esiste più, San Donnino alla Mazza

 

 

Di fronte al muro il primo posto di ristoro:

CHIC & GO Panini italiani

Ingresso nel passaggio
Qui potete gustare un panino sfizioso e molto chic. Piccoli ma sinceri , con ingredienti ricercati


 

Immersi nell’atmosfera dell’ ottocento non possiamo non parlare della

Pasticceria Cova

Via Montenapoleone, 8 – Locale storico
Fu fondata nel 1817 da Antonio Cova soldato di Napoleone a lato del Teatro alla Scala. Luogo di incontro dell’ aristocrazia. Protagonista delle cinque giornate di Milano.

Bombardata nel ’43 risorge ne 1950 in via Montenapoleone.
In pausa pranzo, mi piace bere un caffè e deliziarmi con un pasticcino ( al banco ), qui si respira un aria elegante.


Corsia del giardino

Via Manzoni, 6
Affacciato al meraviglioso giardino di uno stupendo palazzo neoclassico, questo elegante bistrot, dove fermarsi per ogni occasione della giornata, dalla colazione all’aperitivo


 

Dalle donne vere alle donne dei fumetti da non perdere la mostra dedicata a Guido Crepax e alle sue ”donne”

Guido Crepax: ritratto di un artista

Palazzo reale – fino al 15 settembre
Dieci stanze dedicate all’ opera del disegnatore, fumetti, design, scenografie, riviste.
Una sala un colore, Nella sala blu Valentina e le altre. Le vestiva all’ultima moda, aspettava che arrivassero le riviste con le ultime novità da Parigi e gliele faceva indossare.

Gli ambienti erano pieni di particolari di design, la carta da parati giusta,
La ciliegina sulla torta, l’allestimento è tutto ecocompatibile e l’ingresso e’ gratuito.

 

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