MENU

by • 22 settembre 2013 • UncategorizedComments (0)898

La storia di Enrica

 

Quello che è oggi il mio modo di pensare, lo devo molto all’anno trascorso a Copenhagen. Mi sono laureata alla Facoltà di Lettere di Torino con una laurea in Museologia. Dopo la laurea ho lavorato in un ufficio stampa, ma volevo provare un’esperienza di vita e di lavoro all’estero, così poco dopo mi sono trasferita in Danimarca. All’inizio ho lavorato come baby sitter, poi ho completato l’anno con un lavoro in una casa editrice, dove ho curato un libro sull’arte danese. Ho imparato aspetti del lavoro importanti che mi sono serviti in seguito, ma ciò che ho capito di significativo durante quell’anno è stato l’atteggiamento positivo che hanno i ragazzi lassù. Mi sono accorta con stupore che i giovani danesi sono propensi a fare progetti, sperimentano, provano a inseguire e realizzare i propri sogni perché, in qualche modo, gli viene insegnato dai genitori, dalla scuola e dalla società. Di base sono anche io una persona positiva e subito in quell’atteggiamento costruttivo mi ci sono ritrovata. Non c’entrano le possibilità economiche, si tratta di imparare ad avere fiducia nelle proprie idee e nella personale capacità di riuscire nei propri intenti, senza preoccuparsi troppo di fallire.

Vivendo in una famiglia, ho notato come i genitori dessero fiducia a loro figlio semplicemente ascoltandolo. Quando lui voleva intervenire in discorsi da grandi, i suoi genitori lo incoraggiavano a esprimere la sua opinione e, per quanto ingenua, le davano il giusto valore. In Italia, a volte, percepisco tra i ragazzi minore fiducia nella possibilità di fare impresa, dare concretezza alle proprie idee, forse perché non sono abituati ad essere ascoltati, non hanno imparato a credere in se stessi. Questo è stato l’insegnamento più prezioso, quello che mi sono portata al ritorno.

Tornata in Italia ho iniziato a lavorare di nuovo in un ufficio stampa, ma nel frattempo ho iniziato a occuparmi di social media. Contemporaneamente ho dato spazio a un mio progetto, il sito di Cervelli Fuori, nato quando cercando notizie su Copenaghen ho notato che i ragazzi che si erano trasferiti all’estero davano solo due tipologie di giudizi: che all’estero si stava meglio o che l’Italia mancava davvero tanto. In ogni caso percepivo un sentimento di delusione. Così ho deciso di aprire in rete uno spazio in cui i ragazzi che vivono in un altro paese possano raccontare la loro esperienza senza negatività e in modo oggettivo. Com’è davvero viere all’estero? Ecco, Cervelli Fuori risponde a questa domanda, con racconti, descrizioni, aneddoti scritti all’inizio da me e da altri quattro ragazzi dislocati nel mondo. Nel tempo le città sono diventate molte di più: Copenhagen, Londra, Barcellona, Ginevra, San Francisco, Dublino, Bangkok. Quando il sito si è ampliato, ho iniziato a scrivere meno e a seguire di più la parte organizzativa e della comunicazione. Quando ho avuto alcuni clienti e la voglia di mettermi alla prova, ho lasciato il lavoro da addetto stampa e ho aperto la partita iva per diventare una freelancer.

Dall’aprile del 2012 sono una social media manager, nulla di più lontano, ma solo apparentemente, dai miei studi. All’inizio pensavo che forse avrei dovuto approfondire gli studi in marketing, ma ho avuto fiducia nella mia preparazione sul campo, nell’esperienza e nella gavetta che ho fatto. Mi sono resa conto, poi, che gli studi in lettere mi consentono un approccio laterale con la materia. Conosco le dinamiche della comunicazione e, per quanto statistiche e numeri siano importanti, ho la fortuna di avere una mente creativa e aperta che mi fa lavorare con uno sguardo diverso.

Oggi credo che l’esperienza del primo sito Cervelli Fuori sia arrivata a maturazione. Si è arricchita di molti contributi, si è fatta conoscere dai ragazzi e io anche sono cresciuta lavorandoci costantemente. Così che ho deciso di fare un altro passo e provare a raccontare un altro territorio, quello di casa mia. Si tratta di Bonpàt un’applicazione dedicata allo street food torinese. Ci lavoriamo in quattro, tutti amici, ed è nata ad aprile 2013. È un progetto imprenditoriale in cui stiamo investendo idee e risorse e che, naturalmente col tempo speriamo possa espandersi oltre Torino.

L’idea nasce perché ci siamo resi conto che in rete trovi facilmente recensioni su trattorie o, al contrario, ristoranti di lusso, ma non ci sono altrettanto commenti e indicazioni per i locali dove mangiare cibo da strada. E non si tratta solo di cibo straniero: Torino è un rifiorire di tradizioni culinarie locali anche nel cibo da mangiare d’asporto, o per strada, ma senza perdere il gusto. Dunque, noi stiamo mappando questi luoghi, per il momento con un’applicazione per iphone. Siamo noi stessi che proviamo i locali e ne diamo una descrizione. Siamo i primi a metterci alla prova così chi ci segue e si fida del nostro gusto sa che quello che diciamo di un locale nasce dalla nostra esperienza. È come se fossimo gli amici che ti consigliano di provare quel posto lì perché si mangia bene, o perché trovi quel cibo etnico o tradizionale.

L’idea sembra funzionare e il riscontro è stato molto positivo. Noi abbiamo fiducia nella nostra idea, ci stiamo divertendo a farla e crediamo possa crescere anche economicamente. Sento che abbiamo il giusto atteggiamento, quello che hanno i ragazzi danesi e che dovremmo avere tutti: l’approccio positivo.

 

 

Related Posts

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>