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by • 9 settembre 2013 • UncategorizedComments (0)15333

La storia di Francesca

 

Non so quando sia iniziato il mio amore per i libri. Mi verrebbe da dire da sempre. Da quando ho imparato a leggere e a scrivere e della lettura e scrittura ne sono sempre più affascinata. A Torino ho frequentato la facoltà di Conservazione dei Beni Culturali e durante la Triennale ho seguito un corso sul restauro cartaceo e del libro. È stato così emozionante che ho deciso di proseguire i miei studi con una laurea Specialistica in Restauro del libro a Bologna. Ho conseguito la laurea nel 2011 e dopo l’Università, sempre a Bologna, ho vissuto un’esperienza di lavoro durata un anno in una biblioteca antica. È stata la realizzazione di un sogno, era esattamente quello che desideravo fare nella mia vita: essere circondata da libri di altri tempi e prendermene cura. Avere ogni giorno tra le mani libri del Cinquecento e del Seicento è un’emozione che non si spegne nella quotidianità o nella ripetitività del lavoro. Per me non sono solo oggetti da restaurare, li guardo con stupore, con ammirazione: non capita così frequentemente di maneggiare oggetti di tale valore. Nel frattempo, però, oltre al restauro, mi sono appassionata alla creazione dei libri nuovi, così ho iniziato a rilegare libri sui cui gli altri possano scrivere. Quando è scaduto il contratto nella biblioteca bolognese, ho cercato subito un lavoro nello stesso ambito. Volevo continuare per quella strada pur sapendo che le possibilità non sono molte, ma i luoghi dove poter lavorare sono prestigiosi oltre che affascinanti. Per un po’ di tempo mi sono trasferita all’estero e sono volata in Israele per sostenere un colloquio come restauratrice nella Biblioteca Nazionale di Gerusalemme. Stando sul luogo ho avuto modo di conoscere l’ambiente, rendendomi conto presto che non era esattamente il posto giusto per me. Continuavo a sognare di voler fare la restauratrice, mi ostinavo a cercare lavori in questo campo, poi all’improvviso, come quando ti svegli da un sogno in una bellissima giornata di sole, mi sono accorta che avevo il mio lavoro tra le mani: creare libri da zero. La mia passione poteva diventare il mio lavoro e ho capito che era quello che volevo.

L’estate scorsa sono rientrata a Biella, la mia città, e ho iniziato a studiare il modo di trasformare il “passatempo” nella mia professione. Molte persone mi dicevano che stavo perdendo tempo ma per fortuna la mia famiglia mi ha appoggiata. Ho aperto un sito di e-commerce e un blog, Rilegato a mano, dove oltre a conoscere il mio lavoro è possibile acquistare o ordinare i libri da me creati. Da subito ho avuto un grande riscontro dall’estero: America, Francia, Singapore… poi piano piano anche dall’Italia. I miei clienti sono soprattutto appassionati di rilegatura. Le prime mail, come quella di un rilegatore serbo, mi hanno sorpreso e convinta che stavo facendo la cosa giusta. Tanta gente oggi mi scrive ed è bello per me confrontarmi con chi vive in altre parti del mondo ma coltiva i miei stessi interessi. Ricevere questo riscontro positivo è stato il motivo che mi ha spronato a continuare per la mia strada. Il lieto fine della favola o, mi auguro con tutto il cuore, l’inizio del mio futuro è coinciso con la partecipazione a maggio di un concorso locale per giovani artisti. Il primo premio è un anno di affitto pagato per una bottega a Riccetto medievale di Candelo, un borgo storico a dieci minuti dal centro di Biella, uno tra i più belli d’Italia, dove l’amministrazione locale sta creando un borgo per far rivivere l’artigianato e gli artigiani anziani stanno dando spazio ai giovani.

Il 14 settembre ci sarà l’inaugurazione della mia bottega. Lì farò il mio laboratorio, dove mi piacerebbe tenere anche i corsi. È un momento molto frizzante e sto ricevendo un grande supporto da parte delle amministrazioni per dare spazio a questa iniziativa. Ma non mi fermo qui, sto studiando anche come social media manager per implementare tutte le attività legate ai social network. Mi piace l’idea di unire vecchio e nuovo, il mio lavoro è antico, ma allo stesso tempo sono riuscita a far rinascere i libri rilegati a mano attraverso la tecnologia. Non nascondo poi, che è stato soprattutto grazie all’aver incontrato una persona che ha preso sul serio e ascoltato i miei sogni, che sono riuscita a prenderli sul serio pure io. Forse da sola non ce l’avrei mai fatta, o avrei impiegato molto più tempo.

Direi che la parola giusta per quello che sto vivendo è soddisfazione! Dopo un anno di instabilità sia economica e lavorativa sia emotiva, perché non sapevo bene che cosa fare, sto concretizzando ciò che desidero. È la mia stella che brilla, non so ancora dove mi condurrà ma ho deciso di seguirla.

 

 

 

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