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by • 25 novembre 2013 • Sogni & Progetti, UncategorizedComments (0)1738

La Storia di Lidia da New York a nonsolofood.com

 

Perché una ragazza che sta da sei anni a New York, ha un bel lavoro e sta bene, decide di lasciare questa città magica e tornare in Italia? Me l’hanno chiesto in tanti e me lo sono chiesta anch’io, ma per me andare nella “Melona” era un’esperienza da provare e non avevo pensato di rimanerci. Sei anni mi sono sembrati un tempo sufficiente per conoscere la città e vivere questa opportunità a 360 gradi. Nel mezzo di quest’avventura, è suonato un campanello dentro di me e ho pensato che era il momento di provare a tornare per capire se volevo vivere a New York o in Italia. Dopo sarebbe stato troppo tardi. Sì, lo ammetto, per tutti quelli che mi dicono “ma chi te l’ha fatto fare?”, il ritorno in Italia non è stato facile. Sono nata a Cesena, ma ho deciso di trasferirmi a Milano, pensando che avrei potuto trovare più occasioni di lavoro adatte a una che nel curriculum può vantare una buona esperienza all’estero. E invece non è stato così: sono arrivata a Milano senza avere un lavoro, nel pieno della crisi due anni fa, e quello che trovavo erano impieghi distanti dal mio percorso. Il punto è che per me il lavoro è passione, ci metto tutta me stessa e se non mi piace neanche un po’, non riesco a lavorare bene. Così ho deciso di essere freelance e propormi come consulente per le aziende.

A New York lavoravo occupandomi di eventi e immagine per un gruppo di ristoranti, e qui veniamo al nocciolo della mia storia e a come è nato il blog nonsolofood.com. Da sempre le mie passioni sono la cucina, l’arte dell’ospitalità e il fai da te. Quando a Milano tra un lavoro di consulenza e l’altro mi sono ritrovata con del tempo libero, ho deciso di aprire il blog e organizzare occasioni di social eating. A New York e poi anche a Milano mi piaceva ospitare gli amici a cena, i quali a loro volta invitavano altri amici, così mi sono detta che avrei potuto aprire la mia casa a tutti.

Per prima è nata La colazione della Domenica. L’insieme di una prima colazione e un pranzo, perché inizia alle 11.30 e continua finché si vuole, i posti sono otto e quello che offro è una coccola mattutina con il cibo preparato e curato da me, con i fiori e i giornali. Un momento di relax che ci si concede sempre meno e che io offro a casa mia. Chi viene deve solo godere dell’ospitalità e della compagnia degli altri ospiti. È un’occasione per conoscere gente nuova, è un modo di vivere la domenica in maniera diversa e all’estero è molto usato, ma io cerco di calarlo in una realtà italiana con brioche e cappuccino, tanti dolci e anche qualcosa di salato. E per questo non mi piace chiamarla brunch perché voglio che abbracci la tradizione e il rito italiano dell’ospitalità. La colazione è il mio pasto preferito. Amo la mattina perché mi piace vivere il giorno e da sempre lo prediligo come momento della giornata.

Alla colazione però ho unito anche una social dinner speciale, a base di hamburger. I miei hamburger sono preparati a metà tra la tradizione romagnola che mi porto dietro e quella americana che ho apprezzato vivendo a New York. Burger Night si è aggiunta così alla proposta della mattina. La faccio in settimana, di giovedì con hamburger fatto da me, patatine e birra artigianale. Anche in questo caso ogni ingrediente è scelto con cura, come se dovessi mangiarlo io, e la tavola è apparecchiata pensando anche ai piccoli dettagli in modo da rispecchiare uno stile allegro e piacevole.

In quest’avventura dell’ospitalità, della cucina e del blog non sono sola. A casa con me ho il mio fidanzato che mi dà una mano e condivide la compagnia degli ospiti, mentre per quanto riguarda il blog ho l’aiuto di Ilaria, la mia cara amica di Cesena che da Copenaghen, dove si è trasferita con il suo fidanzato, gemello del mio, mi supporta come esperta del fai da te.

 

 

 

 

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