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by • 25 ottobre 2013 • UncategorizedComments (0)1157

La storia di Silvia. La libertà di essere se stessa.

 

«Ma come faccio a scegliere la persona giusta se prima non ho conosciuto tutti gli uomini del mondo?». Questa era la risposta che davo fin da piccola alle zie noiose che mi importunavano con la favola del principe azzurro (sì, le stesse che mi hanno regalato il libro ‘Signorina Tu?’). Il desiderio di scoprire il mondo è sempre stato nel mio dna. Si dice che fino all’età di sette anni ci comportiamo nel nostro modo naturale, senza subire nessun condizionamento.

Ma poi cosa succede?

La vita segue le sue tappe. Laurea? Presa. Master? Preso. Impiego stabile in multinazionale? Preso.

E se a quel punto ci fermiamo a pensare e scopriamo che in realtà non ci interessa districarci nel labirinto delle politiche aziendali per raggiungere posizioni manageriali? Se ci rendiamo conto che non siamo sicuri di voler creare la famiglia tradizionale, con tanto di marito, figli, cane, gatto e canarino? O, peggio, non facciamo i salti mortali per avere l’ultimo modello di suv, I-phone o borsa MK?

E se, invece, volessimo soltanto fare il nostro lavoro con passione? Avere un cavallo per correre felici nei prati e un biglietto aereo di sola andata con destinazione “tutto il mondo” ? Lato finestrino ovviamente! C’è chi si rassegna e si lascia inconsapevolmente trascinare nella routine della vita quotidiana e sceglie di seguire una vita più convenzionale, e chi cade nel vittimismo da genio incompreso. In entrambi i casi prima o poi arriva la sensazione che manchi qualcosa.

Mi trovavo nello stato d’animo da “fermate il mondo, voglio scendere”, quando la voce di Francesca che presentava Accademia della Felicità mi è arrivata attraverso radio Rtl, durante una giornata lavorativa da encefalogramma piatto. Un evidente segno del destino che io ovviamente non ho colto. Affetta, senza volerlo, dalla sindrome di Lady Oscar, sentivo che avrei potuto benissimo continuare con il mio auto-coaching, avendo io tutte le carte in regola per farlo. Dopo un anno di “fatti una domanda, datti una risposta” ho realizzato che avrei avuto bisogno di un punto di vista esterno per mettere a posto giusto qualche piccolo tassello e concludere così la mia ricerca della felicità. È qui che mi è tornata in mente la voce di Francesca. E questa volta l’ho contattata.

Le chiacchierate con lei sono state una vera boccata d’ossigeno e mi hanno dato una prospettiva innovativa e intelligente; ogni volta che uscivo da un incontro mi sentivo pronta a spiccare il volo, ma anche carica di nuovi spunti di riflessione che hanno smosso il mio substrato di sicurezze. Ho così imparato a liberarmi dei condizionamenti inutili, dal bisogno inconscio di compiacere tutti e dalle relazioni che non mi danno nulla in cambio; ho anche smesso di allontanare le persone che mi vogliono bene per la paura che possano invadere troppo la mia vita.

Ho cambiato atteggiamento, questa è stata davvero la mia svolta. Oggi so chi sono, una donna collaborativa e non competitiva, una persona libera e curiosa. E voglio continuare a essere me stessa!

 

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