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by • 20 settembre 2013 • UncategorizedComments (0)2094

La storia di Vincenzo e di Ortomanager

 

Io e Antonio ci conosciamo da molti anni. Io mi occupo di comunicazione e marketing, in particolare, marketing digitale, mentre Antonio proviene da una famiglia che lavora nel mondo agricolo da diverse generazioni. La nostra amicizia, nata a Milano, ci ha subito portato a condividere riflessioni sul posto da cui entrambi arriviamo: la Puglia. Abbiamo discusso spesso dei suoi caratteri distintivi, delle ricchezze legate ai prodotti della terra, delle opportunità e dei limiti che questa regione presenta per chi, trent’enne come noi, la vive da sempre sia da lontano che da vicino. Da queste chiacchierate è nato il desiderio di mettere insieme le nostre passioni e le nostre competenze per creare qualcosa di nuovo che, partendo proprio dalla Puglia fosse applicabile a ogni regione. Nella nostra come in molte altre regioni italiane, l’agricoltura ricopre un ruolo importante sia dal punto di vista economico che culturale, ma questo non sempre è legato a dinamiche premianti per chi sta ai due lati della filiera, il coltivatore e il consumatore. Conosciamo bene la filiera agricola e il fatto che nei passaggi il primo, il contadino, guadagna poco e il secondo, tutti quanti noi, spesso deve accontentarsi di prodotti di media o bassa qualità.

Poi qualche anno fa c’è stato il boom di Farmille su Facebook e ci è venuta in mente un’idea. Ci siamo chiesti se non potessimo cavalcare l’onda del gioco per creare qualcosa di reale e avvicinare concretamente tutte le generazioni, soprattutto le più giovani, alla terra nel senso più ampio del termine al fine di viverla come un valore. Con Farmille la gente impazziva per un orto virtuale, allora perché non farle coltivare un orto vero?

È così che quattro anni fa è nata l’idea di Ortomanager.

Sul sito Ortomanager diventi un manager agricolo online, puoi assemblare a distanza il tuo orto, decidere che cosa coltivare e in quale regione tra quelle affiliate. I prodotti sono di qualità e peculiari di ogni regione perché il nostro desiderio non è solo fornire sulle tavole della gente un alimento buono da mangiare, ma una vera e propria esperienza, che comprenda il coinvolgimento dei sensi come il gusto, ma anche la vista e la conoscenza attraverso la cura diretta da parte del manager (l’utente online).

Il manager infatti è in contatto con il contadino, può fargli le domande che desidera sulla sua produzione, chiedergli del tempo, ricevere foto sulla situazione attuale della sua produzione. Periodicamente è informato di come procede il raccolto. Infine, può scegliere se avere frutta e verdura o il prodotto finito come conserve e marmellate.

Il percorso che ci ha portato a creare tutto questo non è stato facile. Siamo partiti a maggio con il sito online, ma erano due anni che cercavamo di costruire il progetto. Abbiamo anche vinto un bando per ottenere i finanziamenti, ma abbiamo rinunciato perché ci siamo resi conto che il bando risultava troppo vincolante per la nostra idea innovativa. Per esempio richiedeva necessariamente una spesa per l’ufficio che per noi era eccessiva, semplicemente perché non abbiamo bisogno di un grosso ufficio.

Avremmo preferito investire quei soldi destinati a scrivanie e archivi alla pubblicità o ad altri settori, ma eravamo appunto vincolati. Abbiamo rinunciato a malincuore e ci siamo resi conto di due cose: la prima che la nostra idea funziona perché non avremmo vinto il bando se non fosse stata valida e questo ci ha anche gratificati. La seconda che, anche se ci sono buone intenzioni, purtroppo la burocrazia è indietro rispetto alle idee imprenditoriali.

Ad ogni modo abbiamo fatto affidamento sul nostro tempo e sulle nostre possibilità economiche e anche se questo ci ha portato a concretizzare il nostro progetto in più anni, ci siamo riusciti e ne siamo soddisfatti.

Siamo soddisfatti anche del riscontro che stiamo avendo sia dai clienti sia da giornali e blog. C’è molto interesse in questa idea che in realtà non si limita a Ortomanager. Il progetto, infatti, fa parte di una società più ampia che si chiama Ortolandia, attraverso la quale vogliamo dare molte più esperienze da vivere legate alla terra. Per esempio offrire la possibilità al manager dell’orto di andare direttamente a vedere ciò che sta coltivando organizzando un tour specifico per ciascuno, che duri una settimana o un week end.

Quello che vorremmo è portare l’innovazione in ambito agricolo e unire due mondi lavorativi apparentemente distanti nel tempo: il digitale che crea i lavori del futuro e l’agricoltura, attività primordiale dell’uomo che è parte della nostra tradizione, un po’ come è successo per quell’amicizia da cui è nato tutto.

 

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