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by • 19 aprile 2013 • UncategorizedComments (0)3981

Lo Fai: il primo bar dedicato all’handmade

Inaugura domani a Piacenza Lo Fai, il primo locale totalmente focalizzato sull’autoproduzione: uno spazio che sostiene i creativi emergenti, che mixa iniziative culturali e commerciali, e non dimentica la buona cucina (vegan) a km zero. Una bella storia che è anche una bella idea, e che condivide nuovi saperi e buone pratiche.

Un negozio di accessori moda, design e artigianali. Ma anche un bar. E anche un ristorante (vegan). E pure una location per eventi e per concerti acustici. Tutto questo è Lo Fai, il primo handmade bar che aprirà domani nel centro storico di Piacenza. Un locale su due piani che ospita al piano terra, la parte bar-ristorante, al piano superiore, la parte negozio.

«Lo Fai nasce da un percorso condiviso di due realtà distinte, entrambe piacentine: 29100 Factory , che si occupa di produzioni musicali indie, e A/mano Market, un mercatino delle autoproduzioni», racconta Nicola Curtarelli, uno dei i promotori del progetto e coordinatore di 29100 Factory. «Dopo diverse edizioni itineranti, molti makers hanno sentito l’esigenza di avere una sede stabile, dove esporre e vendere le loro creazioni. Ma non tutti possono permettersi i costi di un negozio, o avventurarsi nella creazione di una start up, senza la garanzia di un feedback commerciale positivo: abbiamo avuto quindi l’idea di creare un luogo che ospitasse designer emergenti, per dar loro la possibilità di confrontarsi con il mercato e valutare concretamente la potenzialità del loro prodotto. In questo modo, è Lo Fai che si assume il rischio di impresa». Un progetto racchiuso in un nome azzeccatissimo: che gioca con la voce del verbo fare e con il termine musicale lo-fi, per riferirsi al genere indipendente.

Per il momento sono 20 i brand ospitati, tutti del nord Italia, ma l’obiettivo è ampliare il raggio di azione e diventare uno dei punti di riferimento per i creativi emergenti di tutta Italia. E l’aggettivo emergente è fondamentale: infatti, ogni maker ha la possibilità di esporre le sue creazione per 5 mesi al massimo. «Sosteniamo i neo brand, nella fase di start up, per questo abbiamo messo un limite temporale, che garantisce anche una turnazione dei nomi e prodotti esposti». Per esporre le proprie creazioni, ogni maker paga un contributo mensile di 70 euro, ma i ricavi delle vendite sono interamente suoi e può decidere ogni mese se proseguire la collaborazione, o rinunciare.

Lo Fai è stato totalmente autofinanziato, ed è animato da circa 30 persone, tra i 25 e i 35 anni, che si occuperanno della gestione del locale, del ristorante e del negozio. «Siamo un’associazione no profit, ma abbiamo chiesto la licenza per la vendita dei prodotti e la somministrazione di bevande e cibo. La maggior parte di noi collaborerà come volontario, ma quando l’attività sarà a regime dovremo anche avere dei professionisti, soprattutto in cucina e per le aperture serali». E poi c’è la parte musicale. «Stiamo programmando anche dei piccoli eventi musicali dal vivo, di gruppi indie locali, lo-fi: vogliamo iniziare in modo soft, per capire che impatto abbiamo sulla città e regolarci di conseguenza». E soft sarà anche l’avvio di Lo Fai. Per il momento l’apertura è un work in progress: fino al 5 maggio, Lo Fai sarà aperto solo nei weekend, da lunedì 6/05 sarà aperto tutti i giorni, e finalmente dal 20/05 sarà anche possibile pranzare al ristorante vegan.

E ovviamente, ospiterà la prossima edizione di A/mano Market, il 25 maggio.

Ecco i primi 20 brand ospitati:

Dis Moi Oui (accesori e bijoux tessili sartoriali)

Mi+ed design (piccola cartoleria)

Maniloquio (borse, accessori)

Meike Everaarts (colletti design)

Messie Design-Recycle (borse e accessori riciclati)

Arte terre e colori  (accessori e oggetti in ceramica)

Maraconde (piccoli oggetti e disegni)

Baffi di latte (design artigianale per bimbi)

Algas (t-shirt serigrafate)

Bifranci ceramica (ceramiche design)

Bianconiglio (ceramiche e oggetti di arredo)

Larinani (accessori e bijoux)

Poiesis (oggetti di design hand made)

Trattofficina (oggetti di design)

Opificio San Bartolomeo (arredo e recupero)

Camilla (abiti e accessori)

Dejanas (gioielli in argento)

Nivule clothing (abiti e accessori)

Papiki (illustrations, handmade jewellery & accessories)

Pesci rossi (abiti e accessori)

LAMPinLAB (lampade)

Individuals (lingerie e costumi)

 

Loredana Saporito

 

 

 

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