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by • 8 marzo 2013 • UncategorizedComments (0)1017

Lo gnocco in cucina: il modello si mette ai fornelli

Vi raccontiamo la due-volte Bella storia di Cecilia Minardi, creatrice del servizio di catering e animazione gastronomica Lo gnocco in cucina : un’impresa di chef a domicilio, dove i cuochi sono un mix tra Magic Mike e Carlo Cracco. Più bella storia di così!

Gli italiani sono un popolo di food lover: se c’è una ricetta di mezzo, quasi sicuramente è una trasmissione-blog-startup di successo. Eppure, oggi il mercato è un po’ saturo, e coltelli e forchette non sono più una garanzia di riuscita. Forse ci vuole qualcosa di più originale e creativo per sopravvivere in un settore così competitivo.

Cecilia Minardi, un passato da informatica multimediale per una multinazionale e grande amante della buona tavola, l’idea in più l’ha avuta. Ovvero, si è immaginata di regalare a ogni donna un Carlo Cracco tutto per sé, ma un po’ meno burbero dell’originale. «Abbiamo reinterpretato in chiave ironica il tradizionale servizio di catering a domicilio, che si sta diffondendo anche qui da noi», racconta la creatrice de Lo gnocco in cucina. «È un’idea che si rivolge prettamente al pubblico femminile, a quelle donne che vogliono passare una serata fra amiche, per un party, o per un addio al nubilato». Cosa c’è di particolare? La bellezza dei cuochi: tutti alti, carini e con gli addominali scolpiti. «Abbiamo volutamente giocato con il termine gnocco: da un lato, tipico alimento della cultura culinaria italiana, dall’altro, modo di dire per indicare un bel ragazzo. E il gioco è proprio l’elemento centrale del nostro servizio: chi si rivolge a noi può scegliere il menu e il cuoco che preferisce». E come è nata l’idea? «Per caso, chiaccherando  con un amico che poi è diventato uno dei cuochi, e che mi ha aiutato a realizzare il progetto. Mentre parlavo con lui, ho capito che c’era la possibilità di creare qualcosa di diverso, originale, e che coniugasse passione per il cibo, la ricchezza enogastronomia del nostro paese e un po’ di divertimento».

Ma attenzione: non si tratta di belli e stupidi, anzi. «Sono tutti professionisti, con un proprio lavoro, chi fa il modello di professione, chi lavora nelle pubbliche relazioni, ma sono appassionati di cucina. Lo scouting del team è stato lungo: il primo requisito era l’aspetto estetico, ma poi era richiesta una certa confidenza con i fornelli. Dopo, ci siamo occupati di perfezionare la loro preparazione con una formazione ad hoc. Non sono chef professionisti, ma sono preparati». Ed esperti lo devono essere, considerando che si recano a casa delle clienti portando la spesa (fatta in giornata) e poi lì devono adeguarsi alla cucina e agli strumenti che trovano. «Devono essere flessibili, rapidi e spigliati, perché l’intrattenimento delle ospiti fa parte del servizio. Quindi devono essere capaci di relazionarsi, di conversare, far divertire».

La squadra è composta da otto cuochi-gnocchi: Wesley, Donnie, Indy, Bryan, Sanji, Ambrogio, Massimo e Johnny (dopo essersi registrati, sul sito si può votare il proprio preferito). Mentre i menu fra cui scegliere sono 7, i cui nomi sono ispirati a spezie ed erbe aromatiche: cardamomo, maggiorana, timo, aneto, ginepro, sesamo e rosmarino.

Il costo? Una cena per sei persone, senza nessuna richiesta speciale o extra, è attorno ai 100 euro a testa, incluso una bottiglia di vino da cantina selezionata ogni due persone.

Loredana Saporito

 

 

 

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