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by • 23 marzo 2016 • Cuore, MasterComments (0)846

Master in coaching e il tema dei temi: l’amore!

Master in coaching e amore

 

Oggi al Master si parla del tema dei temi, l’Amore, quello con la “A” maiuscola, con Giusi Ferrario, la responsabile dell’Area Relazioni di ADF.
Un tema scottante, complesso, che tiene dentro tante cose e che condiziona la nostra vita, che ne siamo consapevoli o no.
Forse per questo motivo l’atmosfera è un po’ tesa, diversa dal solito, forse non si sa bene cosa aspettarsi da questa due giorni e questo spaventa un po’ tutti i masterizzandi.

Ci pensa però subito Giusi a smorzare un po’ questo nervosismo di sottofondo presentandosi, raccontando per sommi capi la sua storia e la ragione della sua presenza qui in Accademia e come docente di queste due giornate.
Poi chiede alle partecipanti di presentarsi, ma con una presentazione che, visto il tema, comprenda non solo il chi sono e cosa faccio, ma anche raccontando, se lo si desidera e la cosa non mette a disagio, la propria situazione sentimentale.

Così il clima si distende, cominciano ad uscire le definizioni più strane, attaccano le risate e le battutine tra i masterizzandi, che oramai hanno fatto un bel pezzo di percorso assieme e sanno di essere in un ambiente protetto, tra amici e anzi, di più, supporter.

Le definizioni che escono da questo giro di presentazione sono varie e improntate ad un’altissima creatività:

  • Zitella
  • Single di lungo corso
  • Fidanzata con il marito – che è ancora in prova
  • Comincia a piacermi la mia fase del viandante dopo un rapporto di 30 anni interrotto bruscamente, ma mi vedo in coppia
  • Innamorata, convivo con il mio nuovo compagno e suo figlio da 1 anno – e sono anche una matrigna imperfetta
  • Convivo da 8 anni – ma anche nei rapporti lunghi bisogna lavorarci
  • Più anni con un compagno (marito/fidanzato) che senza
  • Situazione sentimentale complicata, e a distanza
  • Ho un fantastico compagno di viaggio ma anche un gran rompiballe (meriti e demeriti!)
  • Cerco casa con il mio fidanzato
  • Felicemente sposata
  • Instabile, ho qualche difficoltà nell’impegnarmi e mi chiedo sempre se c’è vita dopo il quarto appuntamento.

Poi anche Giusi si presenta più ampiamente, raccontando la sua storia, intensa e piena di emozioni forti, e per questo ricca di quell’esperienza personale, vissuta sulla propria pelle, che tanto aiuta nella pratica di coaching: se l’hai già vissuta, la sofferenza amorosa la riconosci al volo, così come la dipendenza, diciamo almeno più facilmente. Certo che è necessario anche lo studio, ma certamente se l’hai vissuta hai una marcia in più: si crea subito empatia con chi hai di fronte, che si sente compreso, ascoltato, accolto.

Le relazioni sentimentali, le sofferenze amorose, come riconoscerle e come affrontarle con i futuri coachee, ossia le persone, per lo più probabilmente donne, che si presenteranno da noi con queste tematiche. Ma anche come applicare questi concetti su noi stess* per essere preparate e per risolvere nodi che ci portiamo dietro.

Alcune cose importanti emergono pian piano dalle parole di Giusi, e sono da annotare e tenere ben presenti. La prima e forse la più importante è quella di tenere sempre presente che ogni crisi è al contempo un’opportunità, e ciò vale a maggior ragione nel caso delle sofferenze amorose. È un concetto che va passato in maniera forte durante le sessioni con coachee che portano temi amorosi, ed è una chiave di lettura estremamente importante.

Un altro passo importante è l’ascolto, che in queste sessioni più che in altre di coaching deve essere soprattutto all’inizio passivo, prolungato, senza domande. La sofferenza è talmente alta che le persone hanno in primo luogo il forte desiderio di liberarsi, di buttare fuori tutto quello che hanno dentro. Le domande potranno arrivare molto dopo rispetto alle normali sessioni di coaching.

Per capire ancora meglio quali problematiche girano nell’aria in questa assolata primavera del 2016, Giusi ci racconta quali sono le tipologie di clienti – ovviamente tutte donne – che arrivano in ADF per l’area Relazioni, e che finiscono quindi per lo più nelle mani di Giusi.

Eccole, dunque:

1)   donne che stanno vivendo una relazione ma la vivono male e vogliono capire se continuare o troncare la relazione + le amanti

Gli errori delle donne di Giorgio Nardone è un libro molto utile nel caso delle amanti, che sono le Penelopi dei nostri tempi, donne che spesso non riescono a capire che la loro relazione è complementare rispetto alla relazione “ufficiale” dell’uomo, e che, in quanto tale, rimarrà sempre così (= l’uomo non lascerà mai sua moglie, come già ci diceva a suo tempo Harry, ti presento Sally). Dall’una l’uomo ha certe cose, dall’altra certe altre e quindi: chi sta meglio di lui?
Per queste donne, un bellissimo libro: L’altra: storia di un’amante di Elvira Serra.

2)   Donne che si ritrovano sempre sole, perché hanno delle relazioni che o non decollano, o hanno durata breve, che fanno scappare gli uomini a gambe levate perché gli uomini le percepiscono come “soffocanti”, hanno l’ansia di costruire una relazione subito, al più presto possibile. Spesso il punto è che queste donne hanno un problema ad accettare di stare da sole, la solitudine le spaventa terribilmente perché la legano all’abbandono, al rifiuto. E pur di non viverla accettano qualunque cosa.
Per queste donne, il libro consigliato è Meglio sole di Ivana Castoldi.

3)   Donne che vogliono ricominciare dopo una storia d’amore, e vanno in crisi fino a quasi perdersi. Deluse, rabbiose, rivendicano tutto, si riempiono di sentimenti negativi che le trattengono nel passato. Si sentono travolte dagli eventi e non vivono davvero, non riescono a porsi nuovi obiettivi. L’aiuto consiste nel farle rinascere, nell’aiutarle a riconquistare la propria autonomia.

4)   Donne che amano troppo, come il titolo dell’omonimo saggio di Robin Norwood.
Quali sono le donne che amano troppo? Sono quelle che non riconoscono il proprio valore, la propria ricchezza interiore, non sono in contatto con il loro mondo emotivo, hanno dei vuoti affettivi molto grandi. Non si amano perché da bambine non è stato soddisfatto il loro bisogno di sentirsi amate.
Come si comportano queste donne nelle relazioni? Pensano sempre a lui, si occupano sempre di lui, accettano di essere vittime di un uomo con delle problematiche.
Se lui si allontana sentono un vuoto incolmabile, vanno in crisi. Ma nel contempo nella relazione ci stanno male.
Alcune risorse utili in questi casi:

Io non soffro per amore di Lucia Extebarria
La principessa che credeva nelle favole di Marcia Grad Powers
E un film, Adele H., sulla dipendenza affettiva, la storia di una donna che fa di tutto per tenersi un uomo fino a rendersi ridicola e perdere la propria dignità.

E una cosa importante da tener presente: finché non risolvi le tue problematiche, attirerai sempre uomini problematici.

 

Se ti sei identificata con una delle categorie qui indicate, ti potrebbe interessare il percorso di Giusi “Trasformare te stessa sviluppando la tua autostima”: un gruppo guidato da Giusi che in 6 serate ti aiuterà a ritrovare te stessa e riprendere in mano la tua vita.

Se invece senti di far parte delle Donne che amano troppo, puoi guardare questo video dove Francesca Zampone da 15 consigli utili per guarire dalla sofferenza amorosa.

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