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by • 13 aprile 2016 • Master, Sogni & ProgettiComments (0)1811

Mettersi in proprio e vivere felici

mettersi in proprio

 

“Se volete mettervi in proprio per essere felici… non mettetevi in proprio!”

Ho iniziato così il mio intervento alla scorsa Happiness Week, ma prima ho avvertito le persone presenti che avrei detto qualcosa che probabilmente avrebbe fatto alzare e uscire la metà di loro. Fortunatamente, invece, non si è alzato nessuno, e io ho continuato a spiegare cosa intendevo dire con questa frase un po’ provocatoria…

Mettersi in proprio non può essere la soluzione al malessere che sentiamo il lunedì mattina quando dobbiamo andare a lavorare. Se il nostro lavoro non ci piace, non sarà certo facendo la freelance o aprendo un’azienda che risolveremo il problema. O almeno è davvero poco probabile. Molto spesso durante i corsi che teniamo in Accademia della Felicità o i percorsi di business coaching, abbiamo a che fare con persone che esprimono il desiderio di mettersi in proprio, ma che non hanno ancora ben capito che cosa significa veramente. Per questo sconsiglio vivamente la vita da freelance se è solo una via di fuga a una quotidianità noiosa e poco appagante.

Quando ci mettiamo in proprio dobbiamo farlo dopo aver pensato e analizzato tutte le variabili, mettendo un po’ da parte l’idea romantica che lavoreremo in pigiama, secondo i nostri orari, senza fare alcuna fatica, e guadagnando un sacco di soldi… Non dico che non sia possibile, anzi. Ma questo scenario fantastico si avvererà solo se avremo prima costruito delle fondamenta solide, che per un’attività in proprio si chiamano Business Model e Business Plan, e che sono la mappa che ci guiderà nella nostra attività indipendente.

Detto questo, se avete ancora intenzione di mettervi in proprio, il primo consiglio che mi sento di dare è… fatelo! Continuare a pensarci su, a programmare, ad analizzare scenari futuri, a studiare, vi allonterà sempre di più dal vostro obiettivo. Si tratta di attività che sono assolutamente necessarie e sacrosante, fino a che non si tramutano in una scusa per non fare mai il passo successivo. Continuare a procrastinare dovrebbe essere un campanello di allarme, che dovrebbe farvi ragionare su quanto davvero pensate che il vostro futuro sia quello della libera professione. Quando qualcuno mi domanda delle aziende che ho aperto o dei progetti che ho portato avanti negli ultimi anni, mi sento dire spesso – che coraggio! Ma in realtà io non penso che aprire una startup o mettersi in proprio sia una questione di coraggio. E’ qualcosa che fai perché è nella tua natura e non potresti fare altrimenti. E se non puoi fare altrimenti, a un certo punto smetterai di studiare e prepararti, e passerai all’azione spontaneamente.

C’è sicuramente un momento per analizzare e studiare, ma c’è anche un momento per agire, che non significa lanciarsi nel vuoto senza preparazione. Ma mettere bene in ordine tutti i passaggi intermedi che mi porteranno al mio obiettivo finale, e iniziare a fare il primo passo in quella direzione. Non preoccupatevi di essere perfetti, di avere tutto in ordine. Ma partite!
Aprire una startup o mettersi in proprio richiede imperfezione. E’ un percorso fatto di tentativi, per quanto tu possa prepararti prima. Troppo spesso pensiamo che ci siano solo due facce della medaglia: il successo o il fallimento. Ma non è così! Da imprenditori o freelance dovrete aggiustare ogni giorno i vostri piani, fare modifiche, accelerare o rallentare. Fa tutto parte del gioco. Ma è movimento, è qualcosa di fluido. Mentre continuare a studiare alla ricerca della massima perfezione prima di partire, significa stare fermi, e non concludere nulla. Sta a voi decidere.

Per capire se davvero volete fare gli imprenditori o le imprenditrici potete farvi alcune domande.

1. Siete passati da un lavoro a un altro ma non avete ancora trovato l’ambiente che vi consente di “splendere”? E’ brutto da dire, ma anche se le aziende per cui avete lavorato finora fossero davvero tutte pessime, il comune denominatore di una situazione che non ha funzionato siete voi! Quindi se non vi siete trovati bene in nessuna azienda, se vi siete trovati a disagio con i processi di lavoro, le HR ecc. probabilmente avete bisogno di creare il vostro ambiente di lavoro ideale, di scegliere voi le persone con cui lavorare e i progetti da sviluppare.

2. La libertà e la flessibilità sono vostre priorità? Se i vostri obiettivi per i prossimi anni sono trascorrere più tempo con la vostra famiglia, viaggiare di più, o semplicemente dormire di più, sarà difficile farlo seguendo i ritmi e gli orari di qualcun altro. Non sarà facile farlo nemmeno quando vi metterete in proprio, ma almeno sarete voi a decidere e a capire come volete vivere. Probabilmente i primi tempi non viaggerete, non dormirete e i vostri familiari andranno alla polizia perché vi avranno dati per dispersi… Ma un vantaggio del mettersi in proprio è quello di potersi organizzare secondo i propri ritmi e le proprie necessità, e pian piano imparerete…

3. Vi piace essere responsabili del vostro lavoro e anche dei risultati? Quando vi mettete in proprio e qualcosa non funziona nella vostra organizzazione, c’è poco da fare. La responsabilità è vostra. E questa cosa vi deve piacere. Perché da una parte sarà bello e gratificante prendersi tutti i meriti dei progetti di successo, ma dovrete essere contenti anche di prendervi la responsabilità delle cose che non funzionano.

4. Volete essere coinvolti nell’intero ciclo di progetto? Come imprenditore non ti puoi limitare ad avere la “Grande idea”… Devi anche occuparti dell’esecuzione e della distribuzione. Insomma, di tutto il ciclo di progetto. Preferite essere coinvolti solo nell’esecuzione oppure nella fase di brainstorming e poi non occuparvi più della cosa? Allora forse è più sensato per voi un ambiente di lavoro tradizionale, dove le responsabilità e i ruoli sono più ben definiti. Se invece volete essere coinvolti in un progetto dall’inizio alla fine, e “indossare diversi cappelli”, allora la vita da freelance o imprenditore fa per voi. Il che non significa che dovete fare tutto voi (potete, e anzi dovete imparare a delegare), ma che dovete seguire con attenzione tutto il ciclo di vita di un progetto.

5. Siete capaci di dire di no a qualsiasi altro impegno per dire di sì al vostro business dei sogni? Questo non significa che si debba rinunciare completamente alla propria vita sociale per avere un business di successo. Ma non potete neanche pensare che il tempo libero necessario a lanciare la vostra attività vi cadrà dal cielo. Dovete cercarvelo e crearvelo. Se c’è sempre qualcosa di più importante del mettervi a lavorare alla vostra idea imprenditoriale, probabilmente non è così pressante come pensavate… Vi è concesso essere stanchi, potete guardare la tv per rilassarvi, ma se amate davvero l’idea di mettervi in proprio, ogni minuto del vostro tempo lo dedicherete a quello. Perché non ne potrete fare a meno. Non pensate che per dimostrare motivazione dovete soffrire… Semplicemente se siete motivati, non sentirete il peso del lavoro necessario a mettere a punto la vostra attività, e vi verrà naturale dedicarle del tempo. Anche quando siete stanchi.

6. Siete capaci di sentirvi a vostro agio sentendovi a disagio? Un’impresa è fatta di finanze che salgono e scendono manco fossimo sulle montagne russe, networking, presentazioni agli investitori o ai clienti, vendite ecc. ecc. Queste cose vi mettono a disagio? Anche se è così pensate di poterle affrontare? Se tutto questo non vi allontana minimante dall’idea di mettervi in proprio, andate avanti!

7. Ti pentirai se non lo farai? Come dicevo all’inizio di questo articolo io non sono coraggiosa. Faccio quello che devo, per assecondare la mia natura. Chiedetevi qual è la vostra natura, cos’è che desiderate veramente. Se pensate a voi stessi tra 10 o 20 anni da oggi, vi vedete dietro una scrivania, nell’azienda di qualcun altro, o siete a capo della vostra impresa? Come vi sentite?

Dopo che avrete capito se avete un po’ di spirito imprenditoriale oppure no, c’è un modo per assicurarvi felicità una volta che vi siete messi in proprio? Io penso che ci siano alcune cose che possono farci affrontare con più serenità le inevitabili difficoltà a cui una attività in proprio ci espone. Perciò, se volete mettervi in proprio e vivere felici:

1. Siate felici: la qualità di una startup è valutata non solo per l’idea di business, ma anche per la qualità delle persone che ci lavorano; un team felice è un team che funziona e lavora bene

2. imparate a gestire meno cose contemporaneamente e a gestirle meglio: il multitasking può essere utile a volte, ma non deve diventare la regola

3. imparate a dire di no alle richieste che non sono strategiche per la vostra crescita

4. imparate a gestire il fallimento, perché non è la fine del mondo, perché non vi distruggerà la vita, ma probabilmente vi mostrerà una strada migliore

E infine, non rincorrete il successo a tutti i costi, perché probabilmente non sarà il successo a rendervi felici. Sarà la felicità a trasformarvi in imprenditori e freelance di successo.

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