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by • 10 maggio 2017 • Sogni & ProgettiComments (0)331

Narciso io, narcisi tutti – Prima parte

Narciso io narciso tu

Quando si dice che le persone tendono sempre a metterti a tuo agio…

Sei lì che ti guardi in giro rilassato, in strada passano le macchine, tu sei seduto fuori dal pub che bevi la tua birra, lì sotto i portici, la temperatura è ottimale, di fronte a te scorre il Naviglio Pavese placido. Insomma relax.

Fino a che arriva qualcuno che non conosci neanche tanto bene, ci hai solo scambiato qualche parola, sai solo che lo hai soprannominato “Palla di neve” perché assomiglia ad un personaggio del film Clerks, e di punto in bianco comincia “Ma perché hai i tatuaggi?”, “Ma perché porti gli anelli?”.

Ma sei mia mamma? (NDR – alla Luigia non piacciono i tatuaggi).

Di primo acchito questa è la risposta, poi nei giorni successivi ragionando sulle domande e facendo associazioni con altri episodi, (sistemazione capelli in modalità “Fluent”, disperazione quando si ha un buco di cintura in più, gioia incontenibile per uno in meno etc etc), devi ammettere una cosa che hai sempre saputo : Sei vanitoso, almeno un po’.

Insomma ti piace piacere. E questo porta ad altre riflessioni, sul fatto che sei un po’ narciso.

Più o meno della media? Questo lo scoprirete solo nel prossimo post, perché se no poi non me lo leggete, adesso vediamo cos’è un narciso e perché penso che siamo in preda ad una società narcisista.

Il Narcisismo indica un disturbo della personalità dove la persona ha un esagerato investimento nella propria immagine (intesa come un io costruito ad hoc), a spese del proprio sé (inteso come realtà dell’essere).

I narcisisti sono preoccupati di come appaiono e non di cosa sentono, negano i sentimenti che potrebbero contraddire l’immagine che cercano.

Agendo senza sentimenti tendono ad essere seduttivi e manipolativi, aspirano a ottenere il potere e il controllo sugli altri.

Sono egoisti e presi dai loro interessi, mancano dei valori del sé e cioè espressione e padronanza di sé, dignità, integrità. Questo perché tendono a tenere lontano i sentimenti; senza di essi, la vita appare loro vuota e priva di significato. E’ veramente una condizione desolante, ma a pagare non sono solo loro.

Quello a cui voglio riferirmi in questo articolo è che viviamo ormai in una società narcisista.

A livello culturale il narcisismo può essere visto come una perdita di valori umani. Viene a mancare l’interesse per i propri simili, per la qualità della vita, per l’ambiente etc etc.

Una società che sacrifica uomini, donne , ambiente naturale al profitto, al potere (che sia personale, famigliare o pubblico) , rivela la sua insensibilità per le esigenze umane.

La sempre maggior importanza del potere, del controllo, dell’importanza delle cose materiali diventa la misura dell’evoluzione della persona e così viene automatico che l’uomo venga opposto alla donna, il dipendente al datore di lavoro, l’individuo alla comunità.

Quando la ricchezza occupa una posizione più alta della saggezza, quando la notorietà è più ammirata della dignità, quando il successo è più importante del rispetto vuol dire che la cultura stessa sopravvaluta l’immagine e quindi è narcisistica.

E in tutto questo non c’è ansia ne senso di colpa. La ricerca del successo a qualunque costo, il non preoccuparsi delle conseguenze che le proprie azioni possono avere sugli altri, non avere remore ad infrangere l’etica o a prevaricare, a vendere fumo o a fare il gioco delle 3 carte, ci fanno prendere atto di una condizione ben triste dalla quale sarà faticoso uscirne.

Se pensiamo che questo ha sdoganato comportamenti amorali nei rapporti, in famiglia, al lavoro, forse dovremmo pensare ad un cambiamento.

Di me narciso parleremo nel prossimo articolo, tranquilli.

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