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by • 22 febbraio 2017 • Life & CultureComments (0)436

Narrate, donne, la vostra storia

Jessica Sabogal Narrate donne la vostra storia

All’indomani di San Valentino, cammino per la strada verso la stazione e vedo che le vetrine hanno già messo da parte cuori e cioccolatini per far spazio a mimose e scritte rosa. Rifuggo dalla commercializzazione di ogni festa e, in questo caso, vorrei che non ci fosse bisogno di una festa per ricordare le conquiste, le lotte ma anche le discriminazioni e le violenze cui le donne sono state e continuano ad essere.

Arrivo al binario e mi guardo intorno: vedo signore, ragazze, bambine, di ogni nazionalità. Salgono sul treno con le loro valigie, contenitori talvolta enormi, quasi più grandi di loro. Mi viene in mente la canzone di Noemi che fa “la borsa di una donna pesa come se ci fosse la sua vita dentro”. Penso a quante donne sono il nostro punto di riferimento, ci ispirano ogni giorno con il loro esempio, siano esse a noi vicine o personalità pubbliche. Ed è allora che decido di celebrarle, con tante vite, con proposte di lettura che raccontino di storie, tutte al femminile.

(grazie a Jessica Sabogal per la foto)

AUTOBIOGRAFIA DI UNA FEMMINISTA DISTRATTA – Laura Lepetit (Nottetempo)

“Raccontiamoci le nostre storie, per non vivere di riflesso, per non dover scegliere di essere sempre Madame Bovary o Giovanna d’Arco”

L’ispirazione al titolo di questo articolo l’ho trovata alla fine di questo libro. L’autrice, Laura Lepetit, si rifà, a sua volta, al titolo di un romanzo di Alberto Savinio, sostituendone il soggetto. In questa autobiografia, la fondatrice della casa editrice “La Tartaruga”, che pubblicava unicamente donne, e che ha diretto per più di vent’anni, racconta con levità e understatement l’esperienza del femminismo militante, la scoperta dell’autocoscienza, il gruppo di Rivolta femminile, Radio Popolare, la Libreria delle Donne, il circolo delle donne Cicip. Parla anche di amiche, amici, conoscenze, gatti, cavalli. E libri: afferma che Thomas Mann abbia fatto crescere in lei la ferma convinzione che leggere un libro sia un’esperienza di vita e che sia fondamentale incontrare il libro giusto al momento giusto. E al momento giusto, proprio questa certezza l’ha spinta a fondare La Tartaruga, per “riempirla di libri importanti e necessari”.

Questo centinaio di pagine sembrano nate per caso, mescolando pensieri e ricordi di vita, di letteratura e di incontri, solo all’apparenza discontinui. L’invito alla confessione, libera e senza preoccupazioni di dover dire qualcosa di giusto o sbagliato, è l’esortazione che Lepetit fa a tutte le donne, affinché prendano a benvolere le loro storie, fatte di grandi piccole cose, tutte finalizzate a darci il senso di un disegno, quello della nostra esistenza.

DOVREMMO ESSERE TUTTI FEMMINISTI – Chimamanda Ngozi Adichie – Einaudi

“Passiamo troppo tempo a insegnare alle ragazze a preoccuparsi di cosa pensano i ragazzi, mentre il contrario non succede”

Chimamanda Ngozi Adichie, scrittrice nigeriana, nel 2012, viene invitata a tenere una conferenza TEDx. Si tratta di un incontro in cui gli oratori si esprimono su diversi argomenti con l’obiettivo di ispirare e far riflettere il pubblico partecipante, in questa occasione dedicato all’Africa.

Adichie aveva già partecipato qualche anno prima ad un TED, parlando di stereotipi e di quanto limitino e plasmino il nostro modo di pensare. Ora decide di parlare di femminismo, partendo proprio dalla considerazione che la parola “femminista” e l’idea di “femminismo” siano limitate dagli stereotipi. Riportando esperienze personali, Adichie racconta cosa significa essere una donna oggi.

L’intervento è stato riadattato e ne è nato questo saggio breve ma potente, un appello sul perché dovremmo essere tutti femministi. Uomini e donne non sono uguali biologicamente ma lo sono in quanto a probabilità di essere intelligenti, creativi, innovativi. Le idee sul genere non si sono evolute molto, e in tutto il mondo il genere conta: secondo Adichie, dovremmo cominciare a pensare a un mondo diverso e più giusto, di uomini e donne più felici e fedeli a se stessi, senza aspettative legate al genere. Il genere stabilisce come dovremmo essere invece di riconoscere come effettivamente siamo: la soluzione può essere un’educazione che si concentri sulle capacità e sugli interessi.

GOOD NIGHT STORIES FOR REBEL GIRLS – Elena Favilli, Francesca Cavallo (copyr. Timbuktu Labs)

“When girls see other women doing this job, they will see that they can do it, too.”  (Xian Zhang)

Good Night Stories for Rebel Girls ha una storia esaltante. E’ un libro nato come progetto lanciato con una campagna su una piattaforma on line per raccogliere fondi. L’obiettivo era di raccogliere 40mila dollari in un mese per trovare una casa editrice, coprire la pubblicazione delle prime 1000 copie, pagare le artiste, e poco altro. La cifra stabilita viene raggiunta in 40 ore, in un mese si arriva a 455mila dollari. Al momento è disponibile in inglese ma sta per uscirne la versione italiana.

E’ un libro di favole della buonanotte, illustrato da sessanta artiste di ogni nazionalità, per accompagnare sogni senza limiti perché “il genere non definisce quanto puoi sognare”. E le favole sono cento storie vere di altrettante meravigliose donne di ogni tempo che possano essere modello positivo e ispirazione per le bambine, per decidere di coltivare il proprio talento, senza giudizio, stereotipi, paura. E illuminanti pure per i bambini. Di ogni età.

Da Ada Lovelace fino a Zaha Hadid si alternano stiliste, partigiane, guerriere, pilote, musiciste, scrittrici, navigatrici, rockstar, regine: commoventi, reali, coraggiose, bellissime, ci insegnano che la vita presenta ostacoli ma nessun ostacolo può essere considerato insormontabile.

SANTE DONNE – Silvana Annichiarico – (Corraini edizioni)

“Mi piace pensare alle sante come a supereroine [...] esprimono forza sovrumana e determinazione estrema” (Nicoletta Ceccoli)

Realizzato nell’ambito di W. WOMEN IN ITALIAN DESIGN, nona edizione del Triennale Design Museum, Sante Donne, mette in luce il legame molto forte esistente nella iconografia tradizionale italiana tra santità e oggettualità. Dieci sante vengono raccontate da illustratrici italiane attraverso gli oggetti che, “certificano” la specializzazione protettiva di ognuna di loro.

La prima parte di questo piccolo libro, che ricorda un breviario, presenta le illustrazioni a forma di santini, accompagnate da una breve descrizione della santa e dallo strumento con cui è rappresentata. Nella seconda parte invece troviamo una presentazione delle artiste e una breve intervista dove rispondono a tre domande, per tutte uguali, che riguardano la preparazione, l’ispirazione, le tecniche scelte nella reinterpretazione della santa assegnata.

Così santa Marta, protettrice della casa, ci appare con un grembiule da cucina, chiavi e mestolo in mano; santa Caterina, condannata alla tortura con una ruota dentata e poi alla decapitazione, ci appare con un abito dove la spada che l’ha uccisa sembra ricamata e con una collana di design che allude al sangue; santa Cecilia suona l’organo attorniata da animali che la ascoltano in adorazione come un’eroina Disney.

Un volume curatissimo e prezioso come tutte le edizioni Corraini, dove le sante possono essere donne d’ispirazione per la forza e la determinazione nell’affermare i principi in cui credevano senza scendere mai a compromessi.

 

Anna De Pascalis

Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e la braga di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

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