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by • 30 novembre 2015 • Life & CultureComments (0)960

Natale ai tempi dell’analogico

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Molto tempo prima di Netflix, quando non esistevano ancora i Dvd, anche il videoregistratore era un oggetto misterioso che nessuno dei miei conoscenti possedeva.

A dire il vero, nei primissimi anni Ottanta io frequentavo la scuola materna ed ignoravo totalmente l’esistenza di un simile raffinato strumento. I programmi TV si guardavano quando c’erano, punto. E la Bibbia di ogni spettatore era il giornale dei programmi TV.

Durante l’anno scolastico trascorrevo molto tempo coi miei nonni, ma finalmente il 24 dicembre le scuole chiudevano ed io avevo ben quindici giorni da trascorrere con mia madre, senza lezioni, riunioni e compiti da correggere.

A differenza dei bambini milanesi, fino ai sei-sette anni per me Natale non era in alcun modo associato ai regali: vivevo in una fortunata enclave di cultori di Santa Lucia, quindi la mattina del 13 dicembre spacchettavo l’ennesima Barbie e la faccenda finiva lì.

Intorno al 20 dicembre, in genere, la sfortunata pin up aveva già i capelli dipinti di verde e mio padre cercava di recuperarne gli arti mancanti, scivolati dietro il calorifero del soggiorno.

Per me, quindi, la magia del Natale era altra.

A vedere ora il rampollo di due anni che reclama imperiosamente il Dvd di “Masha e Orso”, e con ostentata sicurezza lo inserisce nel lettore, calcolo gli anni luce che lo separano da una bambina poco più grande che, il 24 dicembre, si precipitava a cercare i suoi punti di riferimento sul giornale dei programmi TV.

Una volta trovati “Tutti insieme appassionatamente”, “My fair lady” e “Il piccolo Lord”, ritornavo confidente nell’immutabile ciclicità dell’esistenza ed ero pronta ad affrontare la cena della Vigilia con tutti i parenti.

Ciò che mi procurava un brivido di vero piacere, tuttavia, era scoprire che tra Natale e l’Epifania avrebbero replicato più di una volta i film di Asterix. Dunque, il romano occupante non aveva ancora sopraffatto gli orgogliosi Galli!

Potevo tirare un sospiro di sollievo, almeno per un altro anno tutto sarebbe andato bene.

Potevo accoccolarmi sulla poltrona, mentre mia madre sbrigava le due faccende in giro per casa, mangiare tanta cioccolata e spaccare gambe e braccia anche a Skipper e Ken: il mondo era ancora in ordine.

 

Vi avevamo promesso una sorpresa per Christmas addicted, ed eccola qui: se non potete fare a meno del Calendario dell’avvento, ne abbiamo pensato uno molto speciale, dolce come un cioccolatino (ma molto meno calorico!), da scartare direttamente dalla vostra casella mail ogni mattina da domani al 25 dicembre.
Se siete interessat* scriveteci a info@accademiafelicita.it.

 

Irene Facci

Irene FacciNata dalle parti di Mantova quando a Mantova c’erano solo zucche e zanzare, economista senza vocazione, sono approdata dopo variopinte avventure alle Risorse Umane di una grande azienda. Ho da sempre una grande passione per la leggerezza e quindi per i gatti, massimi esperti della materia. Sono un’inguaribile ottimista e penso che autoironia e humour siano strumenti imprescindibili di resistenza umana. Cerco di trasmettere tutto questo a mio figlio e anche a mio marito, il quale però essendo avvocato prende tutto molto sul serio.

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