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by • 14 dicembre 2016 • Life & CultureComments (0)1115

Natale, che ci piaccia o no

Natale, che ci piaccia o no

Si dice strenna ed arriva Natale.

Si dice strenna e compare un libro.

Lo conferma pure Wikipedia: “In campo editoriale, nel XIX secolo, la strenna indicava una raccolta di componimenti in prosa e poesia che veniva posta in vendita a capodanno. Da questa consuetudine deriva la definizione strenne editoriali o libro strenna per le pubblicazioni poste sul mercato nella prima settimana di dicembre, al principale scopo di fungere da tradizionale regalo per le festività natalizie.”

Diciamocelo, la maggior parte di queste strenne sono specchietti per le allodole. Si tratta spesso di raccolte di racconti già triti e ritriti con una nuova copertina accattivante, oppure libri in edizione successiva con l’aggiunta di dvd, illustrazioni, foto. Delle volte semplicemente un formato più grande. E’ la legge del commercio: se in generale si vendono pochi libri, Natale è sicuramente il momento in cui ci sono buone possibilità che entri e acquisti chi in libreria non ha messo mai piede durante l’anno. E’ più facile perciò che le strenne siano un vero pacco e che i libri di Natale siano quelli che mai leggeremo.

Ho fatto l’allodola della situazione e mi sono lasciata catturare da quattro proposte natalizie. Alla fine le ho lette e ora vi racconto com’è andata.

(grazie a Sonja Marini per la foto)

The Little Book of Hygge: The Danish Way to Live Well – Meik Wiking (Penguin)

Denmark is often said to be the happiest country in the world. That’s down to one thing: hygge.

Quando ero più giovane appena sentivo Last Christmas sparata ad ottobre al supermercato iniziavo a sentirmi male: Natale si stava avvicinando. Poi ho acquisito parenti che vivono in Danimarca. Dopo la prima cena Julefrokost a Copenaghen sono stata posseduta dalla natalitudine e sono diventata tutta lucette, cuori e campanellini. I parenti mi hanno anche introdotta all’hygge, parola intraducibile che descrive un’atmosfera piacevole in casa o in un caffè, con luci soffuse, candele, tepore, chiacchiere tranquille. Per i danesi non è solo Natale ma Natale è sicuramente il momento più hyggelig dell’anno.

La ricerca dell’hygge ha buone possibilità di diventare uno dei trend 2017: gli inglesi stanno già impazzendo per lo stile di vita nordico, dando vita a blog sull’argomento e pubblicando libri su libri. La mia scelta è caduta su questo uscito da pochi mesi da Penguin (si trova comunque qualcosa anche in italiano), ed è dettata dal fatto che l’autore, Meik Wiking, è CEO dell’Happiness Research Institute di Copenhagen. In questo libro cerca di spiegare agli stranieri cos’è hygge e perché per i danesi è così importante da divenire una sorta di osservanza mentale. Che siano il popolo definito il più felice del mondo è perché hanno una sistema di welfare eccellente, una cultura del lavoro migliore e una migliore ridistribuzione della ricchezza. Ma alcuni suggerimenti hygge possono senz’altro essere riadattati per imparare a godere delle piccole cose, rilassarsi e sentirsi bene con se stessi e con gli altri.

UN DONO SPECIALE DI NOME BOB – JAMES BOWEN (Sperling & Kupfer)

E’ incredibile come le difficoltà a volte aiutino a fare chiarezza

La gattara che dorme in me non si è mai ripresa dal fascino malandrino del gatto di Shrek. Per questo non resisto ai gatti rosci e, infatti, la presenza micesca in copertina ha fatto spiccare ai miei occhi questo libro tra le varie strenne.

Chi non ha visto il film e non ha letto i volumi già usciti sulla storia vera di James Bowen e il suo gatto, può rimettersi alla pari con Un dono speciale di nome Bob. Il racconto utilizza alcuni flashback per riassumere le puntate precedenti: fino a qualche anno fa James era un suonatore di strada che cercava di uscire dal tunnel dell’eroina e di portare a termine il programma di disintossicazione. L’incontro con un micio ferito sull’androne di casa si rivelerà essere il punto di svolta della sua vita: occuparsi di qualcun altro sarà per lui la motivazione al cambiamento.

La narrazione parte da oggi, dove James e Bob sono divenute delle vere e proprie star grazie al best-seller sulla loro storia. In una Londra addobbata a festa, dove la gente corre alla ricerca del regalo perfetto, James sente risvegliare in sé emozioni e ricordi all’incontro con un venditore di Big Issue, la rivista dei senzatetto. Ci si sposta così a tre anni prima, a un Natale particolarmente duro e difficile che però, grazie alla vicinanza di Bob, diventa un banco di prova che verrà superato. Una lezione di vita che lo aiuterà a non dimenticare mai il vero spirito del Natale.

Lo stile è semplice e il libro non ha pretese da capolavoro letterario, ma la lettura è piacevole, e non risparmia l’emozione nel seguire la volontà di rialzarsi e mettersi in gioco senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà.

LA FIABA DEFINITIVA di Fabio Visintin (Comicout)

Non aprite quella porta!

Per chi si sente Grinch e per controbilanciare l’alto tasso di natalitudine del libro precedente ecco questo fumetto appena uscito per l’editore Comicout. Il protagonista è ancora un gatto, anzi, un adorabile gattino. Innamorato di una bambina caruccia caruccia che osserva dalla finestra e che sogna diventi la sua meravigliosa padroncina. Questa bimbetta ha una vera passione per i gattini, e cerca in tutti i modi di convincere i genitori a prenderne uno. Vuole chiederlo a Babbo Natale ma mamma e papà cercano di distrarla dall’idea.

Bando alle pucciosità: questa è un’ironica storia crudele dall’umorismo molto sottile, non è una fiaba per bambini. Chi ha un animo dark sarà conquistato dai disegni, dalla grafica e dall’intelligenza di questo racconto che mostra dove può arrivare un amore senza limiti.

Chi ha detto che a Natale bisogna essere per forza buoni?

IL NATALE DI MARGUERITE – India Desjardins e Pascal Blanchet (Bao publishing)

Avendo tanta paura della morte, aveva finito per essere spaventata dalla vita

Questo libro è una gioia non solo per la vista ma anche per il tatto e l’odorato: è un volume prezioso dove la carta profuma di carta buona, la copertina ha una texture a griglia piacevole da toccare e la grammatura delle pagine e il risguardo tartan rivelano una certa preziosità.

Altrettanta delicatezza e cura la rivelano i disegni e la grafica, dal gusto vintage, che accompagnano il lettore in una sorta di levità, come in una palla con la neve: questo racconto parla del tempo che passa, della solitudine e della paura della morte con dolcezza e poesia. Anche strappando più di un sorriso. La protagonista è Marguerite, una signora di ottantadue anni che non festeggia più il Natale. Non esce nemmeno più da tempo. Vive con le proprie abitudini nella sua grande casa che le dà sicurezza: fuori ci sono troppi pericoli e quel che non si conosce fa paura. Ma proprio qualcosa di inaspettato la notte della vigilia di Natale farà trovare a Marguerite il coraggio di uscire dalla propria comfort zone. Ritroverà così quella fiducia in se stessa e negli altri che credeva di aver dimenticato.

Un albo illustrato da regalare e regalarsi che insegna quanto è bello superare le paure che ci bloccano la vita.

Anna De Pascalis

Anna De Pascalis

Rodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e la braga di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

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