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by • 19 gennaio 2015 • CuoreComments (0)1688

Non farsi angosciare dal tempo che passa: tre suggerimenti antipanico.

time of your life

Il mio 2014 si è chiuso con un compleanno di quelli cosiddetti “importanti”: i fatidici –anta, non miei ma di colui con cui condivido piadine serali e puntate di serie tv.

Mi pare che lui sia uscito indenne – e identico a prima – dalla temuta mezzanotte: quindi forse si può fare! E non credo dipenda dalla famigerata frase che tante volte ci ha fregate “Ma per gli uomini è diverso”: credo che la paura di invecchiare agisca in modo molto democratico su ambo i sessi.

Soprattutto ho ascoltato nei racconti delle persone e sperimentato in prima persona quella sensazione di “troppo tardi” che è spesso sconnessa dall’oggettiva questione anagrafica: e ogni Capodanno – o compleanno – finisce con il portarsi dietro proprio quel gusto amaro, quella cucchiaia di panna che non va né su né giù e che ti taglia un po’ il respiro mentre di fianco a te tutti brindano.

C’è un agguerrito manipolo di negazioniste che ha deciso di affrontare la cosa evitando in maniera assoluta ogni tipo di festeggiamento: nessun amico, nessun brindisi, passerò la giornata a stirare guardando le repliche de “La vita in diretta”, perché tanto non succede niente. A Capodanno non mi muovo da casa, magari ripasso un po’ le ossido-riduzioni, che sai mai che nella vita mi tornino utili.

Per qualcuno funziona: c’è chi ha la fortuna di conoscersi molto bene e di sapere qual è la formula esatta per scampare alla malinconia del tempo che passa.

Se appartieni a questa categoria, difendi con chiarezza e orgoglio il tuo diritto al non-festeggiamento: niente feste a sorpresa, niente ricatti morali della serie “ma io ti avevo preparato una torta con tanto amore”.

Per qualcun altro invece funziona meno: c’è poi l’ora del pentimento, il rimpianto per non aver fatto una bella festa, il sospirone a fine serata, quando ti viene in mente che almeno un aperitivo con le amiche potevi concedertelo.

Se ti è successo, il consiglio migliore che posso darti è: recupera subito! Celebra il tuo compleanno/anniversario/capodanno cinese/giorno della marmotta il prima possibile.

Scegli con cura le persone con cui farlo: quelle che saranno sinceramente contente di alzare i calici e festeggiarti, per il semplice fatto che sei tu, che ti vogliono bene, che hanno piacere di passare del tempo con te. Se poi ci dovesse scappare anche un regalo, perché no?

In alternativa, regalati una giornata tutta per te, una serata a teatro, una cenetta in quel ristorante carissimo in cui non hai mai cuore di andare, insomma: datti la precedenza per un giorno all’anno, anche se non coincide esattamente con quello che, nei registri anagrafici, dovrebbe essere il “tuo” giorno.

E se invece quest’anno non hai ancora deciso che cosa farai, ma già ti viene l’ansia al solo pensiero, e sei ancora in bilico tra la voglia di fuochi d’artificio e il richiamo del piumone, ecco tre cose che puoi fare – e che valgono sempre – per ricordarti che la tua vita è un buon posto in cui stare, e tu una buona compagna di strada per te stessa.

1.Un album fotografico: setaccia il telefono, la fotocamera e i social – tuoi o altrui – alla ricerca di un po’ di foto scattate nell’ultimo anno, in cui ti piaci, in cui non ci sei ma che hai scattato a persone che ti piacciono, che ti ricordano dei bei momenti: falle stampare – che è una cosa che ci ripromettiamo sempre di fare in epoca digitale e non facciamo quasi mai – e raccoglile. Se sei una brava crafter, puoi farti un album; se sei negata per i lavori manuali, puoi comprarne uno. O, in alternativa, trova uno spazio sul muro in cui metterle tutte, incorniciate. Averle – fisicamente – sott’occhio ti ricorderà le cose migliori capitate nei 365 giorni passati, le sensazioni felici provate: il tempo non è volato, è trascorso, e tu ne hai fatto buon uso!

2.Una lista di traguardi già ottenuti: spulcia l’agenda dell’anno scorso, fai mente locale e cerca di ricordare tutte le volte in cui sei stata brava a fare qualcosa, nella tua vita professionale e personale. La chiusura di un progetto importante, il colloquio affrontato a testa alta, quando hai finalmente chiarito una situazione che ti faceva star male, la prima volta che a yoga sei riuscita a fare la posizione dell’aratro senza capottarti, insomma: vale tutto! Se non ti ricordi la data esatta, ma hai idea del periodo, scegli una data rappresentativa, e segna tutto sul calendario – e/o sull’agenda – di quest’anno, e, in quella giornata, stabilisci una celebrazione privata, in cui ti dici “brava” e ti concedi un piccolo lusso.

3.Un libro: “Il collo mi fa impazzire”, di Nora Ephon. Con garbo e ironia, una delle donne migliori che abbiano scritto per noi nell’era moderna affronta le frivolezze e le cose importanti del quotidiano, con un occhio di riguardo a tutto ciò che è crescere – e invecchiare – mantenendo intatto lo spirito indomito e dissacrante che l’ha sempre contraddistinta. Se non l’hai mai letta, è ora di cominciare: forse come raccomandazione è abbastanza dire che ”Harry ti presento Sally” l’ha sceneggiato lei?

Affrontare in maniera allegra e propositiva il tempo che passa è un argomento che ci sta parecchio a cuore: è per questo che in Accademia il 31 gennaio abbiamo pensato ad un workshop incentrato su questo tema. Si chiama Time Of Your Life e tutti i dettagli li trovi QUI.

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