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by • 24 ottobre 2016 • Sogni & ProgettiComments (0)536

Obiettivi: come smettere di girare in tondo

Obiettivi

Nel mio precedente post vi avevo parlato dell’importanza di scrivere nero su bianco i vostri obiettivi, per renderli reali e per visualizzare meglio il percorso necessario per raggiungerli.

Se avete preso i vostri obiettivi autentici e li avete “spacchettati” in modo da avere un elenco di piccoli passi da fare per arrivare dritti-dritti alla meta, eppure siete ancora qui a girare intorno, che cosa potrebbe essere andato storto?

A volte per quanto desideriamo (o ci sembra di desiderare) qualcosa, non riusciamo a darci da fare, e abbiamo la netta sensazione di essere sempre al punto di partenza. C’è qualcosa che ci blocca, che ci afferra per le spalle e ci trattiene. Potrebbe essere qualsiasi cosa: non ho abbastanza tempo, non frequento le persone giuste, non vivo nel posto giusto, la mia famiglia mi tarpa le ali, i miei amici non capirebbero… Sapete cosa sono queste? Scemate (per non usare la parola con la C).

Se prendiamo tutte le scuse che ci raccontiamo e le scriviamo su un quaderno, avremo un lungo elenco di sciocchezze che ci diciamo in continuazione per non andare avanti, per non raggiungere i nostri obiettivi. Ammettetelo: quando siete in coda alla Posta o sul tram che vi porta al lavoro, quando state per addormentarvi o quando state facendo pausa alla macchinetta del caffè, e iniziate a pensare ai vostri progetti, vi ripetete mentalmente la vostra lista di scuse. E poi non vi sentite terribilmente meglio? Già, perché avete dato una spiegazione logica – si fa per dire – al vostro immobilismo. Ma attenzione, perché questa sensazione di benessere è destinata a durare poco. Giusto il tempo di bere il caffé o di una corsa in tram… Quindi inutile tergiversare: pensiamo a un modo per superare l’ostacolo, per riuscire a smetterla di accampare scuse e iniziare finalmente ad avvicinarci ai nostri obiettivi. Come facciamo?

Rendiamo reale la nostra lista delle scuse, la nostra “bullshit list”. Prendiamo un foglio e dividiamolo in due. Sulla colonna di sinistra scriviamo tutte le scuse che ci vengono in mente per non fare qualcosa che ci siamo prefissati di fare. I pensieri, i sentimenti, le sensazioni che in qualche modo ci impediscono di andare avanti con il nostro progetto. Di vita o lavorativo. Nella colonna di sinistra, in corrispondenza di ciascuna scusa, scriviamo perché è una scemata (o bullshit, se preferite). Un esempio? Nella colonna di sinistra potreste scrivere qualcosa tipo – Non sono abbastanza brava per portare a termine il compito che mi ha affidato il capo. E in quella di destra – Ricordi cosa ti ha detto quando ti ha assegnato il progetto? Che non ha avuto alcun dubbio su chi fosse la persona giusta per farlo, visto il successo che avevi raggiunto nel tuo precedente incarico. Oppure nella colonna a sinistra potreste scrivere – Non posso scrivere il mio romanzo perché tutto il mio tempo libero lo dedico ai miei figli – e in quella di destra – E il tempo che passi da sola ad aspettare i tuoi figli che sono a calcio o a danza?

Se fate la vostra bullshit list in modo onesto e trasparente potreste sentirvi vulnerabili, e magari anche un po’ stupidi. Ma sicuramente scriverla vi aiuterà a ridimensionare le vostre scuse e a capire se dietro al vostro girare intorno c’è molto di più di quello che avete il coraggio di dirvi. Prima realizzerete che cosa sta succedendo, prima potrete passare oltre e focalizzarvi sui vostri progetti.

E ora scusate, ma devo andare a scrivere la mia bullshit list!

Se nella vostra bullshit list c’è anche la frase “non ho tempo”, perché non provate a partecipare al workshop “Il tempo ritrovato“? Parte il prossimo 15 novembre, e avremo a disposizione tre serate per scoprire tanti trucchi utili a gestire al meglio la nostra agenda.

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