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by • 20 maggio 2013 • UncategorizedComments (0)2086

Ora voglio dare la priorità alle mie passioni

Seguire le ragioni della mente e non quelle del cuore: per senso di responsabilità, dovere, per non deludere le aspettative altrui… A quante persone è capitato? Ma cambiare rotta è ancora possibile, anche dopo tanti anni. È quello che sta facendo Rita, che finalmente sta provando a dare la priorità al suo io più autentico, e trasformare le sue passioni in un lavoro.

Sono sempre stata una persona creativa, ma per ragioni familiari non ho mai potuto seguire i miei sogni. Mio papà è scomparso quando io ero molto giovane, e allora per la mia famiglia la priorità era che trovassi un lavoro. Non potevo certo permettermi di fare l’artista, avevo troppe responsabilità. Ho iniziato a lavorare finite le scuole superiori, per una società che si occupava di transizioni finanziarie: dopo pochi giorni che ero lì, mi hanno mandato a lavorare in Borsa. Non potevo crederci. All’inizio ero terrorizzata, ma entusiasta di tutte quelle novità.

Per un po’ di tempo, quelle novità hanno compensato il mio desiderio di fare e creare, ma dopo, quando tutto è diventato normale, quasi routine, la mia creatività ha cominciato a scalpitare. Per recuperare, ho cominciato a fare corsi di tutti i tipi: disegno e pittura, illustrazione, mosaico a Ravenna, giardinaggio, arredo d’interni. Sfogavo a casa la mia voglia di colorare, plasmare, disegnare; ho raccolto per anni, in quaderni e taccuini, pagine di riviste e giornali, spunti, idee, foto, tutto ciò che mi piaceva e stimolava la mia fantasia.

Era un divertimento personale. Non ho mai pensato di trasformare queste mie passioni in un’attività professionale, di renderle remunerative. La mia impostazione mentale, il mio senso del dovere le relegava a hobby. E così per molti anni ho condotto una doppia vita: da un lato quella responsabile, dall’altro quella creativa, ma senza darle un ordine, un fine. Seguivo le pulsioni del momento.

Poi, è arrivata Accademia. Da tempo ero incuriosita dal coaching, ma lo guardavo con un po’ di diffidenza, pensando fosse troppo filo-americano, come stile e approccio. Poco adatto a me. Per caso ho scoperto le attività di Accademia, e mi sembrava avesse un taglio più pratico. Così ho provato a fare un work-shop, ”Come trasformare la tua passione in lavoro”. Mi è piaciuto molto. E sono stati Francesca e Marco a vedere delle potenzialità e dei punti di contatto nei miei mille corsi diversi. Hanno davvero la capacità di tradurre in azioni anche i pensieri più confusi.

Per questo ho deciso anche di iscrivermi al Master, per fare un ulteriore passo in avanti, sia per una mia crescita personale che professionale. Con loro ho scoperto che potrei mettere al servizio di qualcun altro le mie competenze e la mia creatività. Potrei fare la consulente, occuparmi di restyling e di tutto ciò che riguarda il benessere degli ambienti dove viviamo. Adesso stiamo visionando tanti progetti, e uno si è già concretizzato: Rita’s week. Per il momento è una rubrica sul blog di Accademia: segnalo appuntamenti, indirizzi, cose da fare a Milano e dintorni. Ma potrebbe presto diventare qualcosa di diverso, di più articolato e strutturato.

E poi ce ne sono tanti altri. Ma quelli ve li racconterò prossimamente.

 

 

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