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by • 17 maggio 2013 • UncategorizedComments (0)1685

Orto in tasca: uno smartphone a caccia di cose buone

Dalla voglia di comprare frutta e verdura a km 0 allo sviluppo di un’app dedicata: le Belle storie a volte nascono per caso. Ed è quello che è successo a Eva De Marco, che ha creato l’app Orto in tasca e l’ha finanziata con il crowdfunding.

7 mila euro: sono i soldi che Eva De Marco ha raccolto con il crowdfunding, per lanciare il suo progetto Orto in Tasca . «Si tratta di un’app per smartphone che permette di trovare aziende agricole che vendono i loro prodotti», racconta Eva. «Si basa sulla geolocalizzazione: l’app ti segnala i produttori locali che vendono al pubblico, vicini alla tua posizione. È un modo per fare acquisti a km 0. In più, rispetto alle app che sono già in commercio, Orto in tasca ti segnala anche i prezzi dei singoli prodotti e ti permette di fare acquisti consapevoli».

Eva ha creato il suo progetto in pochissimi mesi. «Ho iniziato a pensarci a settembre. A dicembre ho lanciato la campagna di crowdfunding, e ora sto aspettando la conferma di Apple per essere inserita nello iTunes store». Ma sarà disponibile anche su Android, gratuitamente.

Come è nata l’idea? «Da un’esigenza reale. Lo scorso anno mi sono trovata in difficoltà mentre cercavo di andare a un mercato di produttori agricoli: era segnalato male e non riuscivo a trovarlo. Mi sono chiesta se esisteva un’app per geolocalizzarli. Ho fatto la ricerca, e ne ho trovate diverse, ma impostate come degli elenchi statici, che non davano informazioni in tempo reale, se non l’indirizzo e la descrizione dell’azienda. Allora ho pensato di farla io».

Ingegnere civile di 35 anni, Eva sentiva il bisogno di dare una svolta alla sua vita. «Dopo 10 anni di libera professione, avevo voglia di cambiare, di aprirmi nuove opportunità professionali». Poi, il mercato in crisi e i cantieri edili fermi hanno fatto il resto. Ha sviluppato il business plan, per verificarne la potenzialità, creato il progetto e ha partecipato al tour di Working Capital , per trovare i fondi per finanziarla.

«Però non ho vinto. Allora, ho deciso di provare con il crowdfunding. Ho puntato su Ulule , una piattaforma francese: è multilingue e ci sono altri progetti di italiani. Ho realizzato un video per promuoverlo, i gadget per i sostenitori e ho cercato di comunicarlo il più possibile. Ho mandato email a tutti. Effettivamente in pochi mesi ho raccolto i fondi necessari. Penso che il merito sia del passaparola che sono riuscita a creare. E dopo, con i fondi raccolti, ho sviluppato il software e la piattaforma web».

Nel frattempo, è entrata nell’iniziativa Future Factory della Banca di Credito Cooperativo di Manzano che l’ha sostenuta nella promozione del progetto sul territorio.

Ora, Eva sta completando il data base delle aziende che Orto in tasca segnala. «La rete delle aziende coinvolte è nazionale. La base è costituita da elenchi pubblici, ma la sto integrando con le informazioni fornite dai produttori: prezzi, iniziative, descrizioni. Siamo in una fase di passaggio: la vecchia generazione sta lasciando il posto ai giovani, che stanno investendo sull’agricoltura, e hanno una maggiore dimestichezza con le nuove tecnologie. La rete e i social network fanno parte delle loro strategie di marketing. Per cui, sono felici di aderire al progetto e di segnalare i loro prodotti».

L’app verrà presto rilasciata sia su iTunes store che sul market di Android. È in versione beta, ma presto verranno aggiunte nuove funzionalità: «Come per TripAdvisor, gli utenti potranno lasciare commenti, e consigliare o meno un produttore. Voglio creare una community di persone che amano fare acquisti consapevoli, e vogliono mangiare in modo sano e genuino. E poi, gli utenti potranno creare dei carrelli virtuali, per fare acquisti condivisi e creare dei Gas».

Loredana Saporito

 

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