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by • 9 novembre 2011 • UncategorizedComments (0)1563

Pane e Tulipani: quando le avversità si scoprono opportunità

Qualche giorno fa stavo parlando con Francesca e Marco di viaggi, cambiamento, imprevisti che scombinano i nostri piani e mi sono subito tornate alla mente alcune immagini di Pane e Tulipani, l’ormai datata (1999) ma sempre bellissima e attuale pellicola di Silvio Soldini,.

Ve la ricordate Rosalba? La casalinga pescarese in gita con marito e figli che viene dimenticata in autogrill? Dopo qualche attimo di smarrimento, la nostra protagonista non si perde d’animo e cerca un passaggio per tornare a casa. Ma nel suo cammino incontra tutta una serie di personaggi che la aiuteranno a fare scelte prima impensabili, a scorgere nuove possibilità. Arriva così a Venezia. Nella città lagunare la donna, rimasta presto senza denaro, è ospitata da Fernando, un cameriere islandese di un piccolo ristorante di periferia che parla però un italiano forbito e letterario, e stringe una tenera amicizia con Grazia, una massaggiatrice olistica vicina di casa di Fernando. Rosalba trova lavoro presso un piccolo negozio di fiori gestito da Fermo, un anziano e bisbetico anarchico che viene conquistato dai modi garbati della donna. Lontano da casa, la vita di Rosalba ritrova una dimensione nuova e la donna riscopre interessi, spazi, rapporti che sembrava aver dimenticato.

Sullo sfondo il marito Mimmo, infedele ma gelosissimo, che cerca di riportarla a casa grazie ad un investigatore improvvisato e la sua amante, amica di famiglia, che, stanca di occupare spazi e ruoli lasciati vuoti dall’assenza di Rosalba, piomba a Venezia per riportarla finalmente a casa. Rosalba torna a Pescara e ritrova un mondo per nulla cambiato, nel quale ognuno è desideroso solo di riprendere la squallida routine interrotta dalla sua assenza.

Fernando, rimasto solo a Venezia, trova finalmente il coraggio di dichiararle il proprio amore: con l’aiuto di Costantino (il finto investigatore assoldato da Mimmo) e Grazia intraprende il viaggio per Pescara, viaggio che si concluderà con il ritorno definitivo di Rosalba a Venezia accompagnata questa volta dal figlio minore, l’unico con il quale la donna condivide affinità e sentimenti e che l’assenza materna aveva lasciato in uno stato di silenziosa sofferenza.

Pane e Tulipani. Il titolo del film deriva dal fatto che ogni mattina Fernando lascia a Rosalba la colazione (tra cui emerge in primo piano un’abbondante fetta di pane) e lei ogni sera gli porta un mazzo di fiori dal negozio. Gli ultimi che porta prima di tornare a Pescara sono proprio tulipani. I tulipani del titolo fanno riferimento a una frase detta dal fioraio Fermo, in cui spiega che tutti pensano che questi fiori provengano dall’Olanda, mentre in realtà sono persiani. Da qui il paragone con la protagonista, che appare a tutti in un modo, mentre la sua vera essenza è totalmente opposta e viene riscoperta solo dalle persone che veramente si interessano a lei.

A me Rosalba è sempre piaciuta tantissimo, mi ha ispirato simpatia e forza fn dalle prime scene! E’ la forza di una persona che di fronte all’imprevedibile non si perde di animo e, dopo un iniziale momento di umano spaesamento,riprende il cammino. La forza di una persona che riesce a trasformare le avversità in opportunità.

Quante volte ci accadono imprevisti che scombussolano completamente i nostri piani? Il più delle volte reagiamo con rabbia…oppure con ansia e paura che tutto ormai sia perduto…

eppure, anche quelli che consideriamo degli intoppi, se sappiamo accoglierli, possono rivelarsi l’occasione per guardare alle nostre cose con occhi diversi, scorgere nuove possibilità prima impensabili!

Vi è mai capitato un caso analogo? Sarei curiosa di conoscere le vostre esperienze!

Sara

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