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by • 13 marzo 2013 • UncategorizedComments (0)1981

Piano b: tutte le dritte per finanziarlo – Parte 1

Prosegue il nostro viaggio per aiutarvi a trasformare la vostra idea in un’impresa.

Finora abbiamo affrontato gli aspetti motivazionali e organizzativi, oggi tocchiamo un argomento fondamentale: come e dove trovare i fondi per finanziare la vostra start up. Ecco una guida con consigli e indirizzi.

Anche la migliore idea di business deve confrontarsi con il problema dei finanziamenti: un tempo bastava andare in banca e farsi fare un prestito, dando i propri beni come garanzia. Oggi, non è più possibile, la crisi ha reso l’accesso al credito più complicato. Per questo dobbiamo esplorare strade alternative. L’attività di cui vi parliamo in questo post si chiama Fund raising: si ispira alla cultura del non profit e non vuol dire semplicemente raccogliere i fondi. Ha un significato più ampio e si riferisce a tutte le attività da svolgere per far crescere la vostra impresa. Ecco una guida per orientarvi.

Fate crowdfunding

Ovvero, cercate persone che credono nel vostro progetto e coinvolgeteli, chiedendo loro un piccolo prestito. Parlatene a parenti e amici che si fidano di voi. Conoscete qualcuno che è appena andato in pensione o si è appena dimesso e ha preso la liquidazione? Raccontategli il vostro progetto e, business plan alla mano, dimostrategli che può fidarsi, che il suo sarebbe un investimento sicuro. Nel giro di qualche tempo, gli restituirete quanto prestato. Oppure, proponetegli di diventare socio di capitale della vostra nuova impresa.

Datevi al social lending

Se fra i vostri conoscenti nessuno è disposto a investire nella vostra idea, rivolgetevi alla community: è nato il social lending, un nuovo sistema di prestito tra privati. Molto diffuso all’estero, è arrivato anche in Italia e all’inizio del 2012 ha avuto il via libera dalla Banca d’Italia. Ecco le prime realtà che lo stanno facendo qui da noi:

Smartika è il nuovo nome di Zopa Italia, nato nel gennaio 2008 sul modello Zopa lanciato in Gran Bretagna nel 2005.

Prestiamoci promuove lo scambio di denaro tra privati, senza l’intermediazione di banche o altri istituti di credito per garantire ai partecipanti un maggiore guadagno.

Permicro società specializzata in microcredito che si è ispirata ai principi del premio nobel indiano Yunus. È nata con il sostegno di Oltre Venture , prima società italiana di venture capital sociale.

 

Ma ci sono anche realtà che fanno da vetrina alle impresa che stanno cercando finanziamenti da privati, perché troppo piccole per essere quotate in borsa.
Fra queste: Siamosoci , un marketplace online dedicato alle start up e alle imprese non quotate, che vogliono raccogliere capitali da investitori privati. Oppure, c’è Eppela , un portale dedicato prevalentemente ai creativi che devono trovare fondi per produrre la loro collezione di gioielli, tshirt, ceramiche.

Premete l’acceleratore

Sempre di ispirazione internazionale, stanno nascendo anche da noi gli incubatori di impresa, detti anche acceleratori: delle strutture che accolgono le start up e le aiutano a sviluppare la loro idea di business. In alcuni casi, danno un contributo economico alle realtà selezionate, nella maggior parte dei casi le sostengono nei primi mesi di vita, i più delicati, e mettono a disposizione uffici, postazioni, connessioni a internet, strumenti hi-tech, mentoring, assistenza manageriale e le guidano nell’attività di fund raising.

Monitorate i loro siti, perché periodicamente istituiscono dei bandi di concorso per accedere alle loro strutture. E ricordatevi, che per essere selezionati è fondamentale presentare un business plan fatto bene, di 20/30 pagine, che descriva il core business, i conti previsionali e che dimostri che la vostra idea ha un futuro economico.

Ecco i siti da tenere d’occhio:

 

HFarm

Incubatore che coltiva talenti e si occupa di web, digital e new media. Opera a livello internazionale, e oltre la sede storica a Cà Tron (Italia), ha uffici a Seattle (USA), Londra (Regno Unito) e Mombai (India).

Digital Magics

incuba startup innovative, ad alto contenuto tecnologico. Finora ha investito circa 10 milioni di euro e creato 30 start up.

Make a cube

Incubatore di idee innovative ad alto valore sociale e ambientale. Sono stati promotori del concorso Change make for Expo 2015 : 10 idee per cambiare la vita a 10 milioni di persone.

Dpixel

Società di venture che si occupa di innovazione digitale.

Working Capital Accelerator

Acceleratore promosso da Telecom Italia che sostiene l’imprenditoria digitale. Ha finanziato 80 progetti di ricerca e pre-incubato oltre 50 start up.

Nuvolab

Seguono tutto il processo, trasformano potenziali idee di business valide in start up, fino alla chiusura dei primi contratti con i clienti.

Talent garden

Incubatore-coworking un po’ particolare: il suo obiettivo è creare un ecosistema di relazioni virtuose per il decollo di una start up digitale.

CONTINUA…

Loredana Saporito e Francesca Zampone

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