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by • 30 marzo 2016 • Carriera, Sogni & ProgettiComments (0)1216

Prendere le decisioni giuste? Si può! Sul lavoro e nella vita

Prendere decisioni

Mi dicono i miei figli che sono bravissima a scegliere gli hotel per le nostre vacanze: non ne ho mai sbagliato uno. Ormai è leggendaria la mia capacità di trovare sempre location speciali, in pieno centro o sulla spiaggia più bella, chic o minimaliste, ma sempre con un tocco di personalità.
Tengo a precisare che non ho amici che lavorano a Booking e che ho limitazioni di budget, visto che pago per tre.

Saper trovare gli hotel giusti altro non è che una corretta applicazione del processo decisionale.
Ogni giorno ci troviamo davanti a tante decisioni da prendere. Alcune sono così ovvie che non ci soffermiamo nemmeno; altre sono più complesse, a causa del grado di incertezza intrinseca, della complessità del tema, della molteplicità di alternative possibili o della gravità delle possibili conseguenze.

Nello scegliere l’hotel per le ultime vacanze a Lisbona, ad esempio, l’incertezza derivava dal fatto che non ero mai stata prima in quella città, quindi non sapevo in quali quartieri si trovassero i monumenti e le passeggiate più belle, come fosse efficiente la rete dei trasporti pubblici, in quali zone si potesse girare a piedi la sera e quanto il centro distasse dall’aeroporto. Tutti fattori fondamentali per focalizzare la ricerca dell’hotel ad alcune zone soltanto.

La complessità risiedeva nel fatto che ci sono moltissimi aspetti da tenere in considerazione simultaneamente, oltre al prezzo e alla zona. Quindi ho fatto chiarezza sulle mie esigenze: l’edificio deve essere nuovo o ristrutturato da poco, il bagno deve essere moderno e pulito, la stanza deve essere arredata con gusto, devono esserci bar, ristoranti e taverne nelle vicinanze, la via non deve essere rumorosa, deve esserci il wi-fi (figlia adolescente whatsapp-dipendente) e la colazione a buffet inclusa (figlio perennemente affamato).
La conseguenza di una scelta sbagliata sarebbe stata di rovinarci le vacanze, cosa che naturalmente volevo a tutti i costi evitare (anche data la tendenza a lamentarsi dei due eredi).

Ho quindi cominciato a valutare le alternative che il mitico Booking mi proponeva, numerosissime, e naturalmente mi sono accorta che non era possibile soddisfare tutte le mie richieste insieme, ed a un prezzo ragionevole.
Per diversi giorni ho esplorato le alternative possibili, tenendo fissi i parametri imprescindibili e scendendo a compromessi sulle richieste meno importanti (ho dovuto convincere Filippo a fare a meno della piscina; dalla negoziazione è uscito guadagnandosi una giornata extra all’Acquaworld di Concorezzo) e alla fine ho scelto l’alternativa che immaginavo massimizzasse il piacere per tutta la famiglia e che era pure in offerta!
Il risultato è stato anche superiore alle aspettative.

Anche quando prendiamo decisioni al lavoro dobbiamo seguire lo stesso processo analitico ed esaustivo; questo ci consente di ridurre lo stress associato alla responsabilità di prendere una decisione. Seguire un processo strutturato, infatti, minimizza le probabilità di errore e, anche in caso di errore, ci avrà procurato il necessario consenso sulla base di un ragionamento razionale, evitandoci di giustificarci per una decisione “umorale”.

I passi da seguire sono:
1. Avere chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Non solo i nostri, ma quelli di tutte le funzioni/reparti coinvolti (quelli dei figli nel mio esempio). Gli obiettivi devono essere esplicitati e condivisi.
2. Investigare la situazione in dettaglio: cosa accade, chi è coinvolto, quali fattori sono correlati? (Io ho studiato la guida di Lisbona per giorni per conoscere le diverse zone prima di andare su Booking).
3. Generare alternative possibili ed esplorare tutte le opzioni. E’ fondamentale che in questa fase vengano coinvolte più persone/funzioni possibili, per esempio con sessioni di brainstorming, in modo da amplificare la creatività e incrementare gli output (nel mio caso: niente brainstorming, solo web).
4. Scegliere l’alternativa migliore sulla base dei parametri di riferimento identificati. Difficilmente esiste la soluzione perfetta, ma quasi sempre si trova un buon compromesso (Acquaworld).
5. Condividere la scelta, e il motivo razionale alla sua base, con i colleghi, per creare consenso. Si noti però che cercare il consenso non significa liberarsi della responsabilità di scegliere: la scelta è nostra e viene fatta prima; poi viene condivisa (alla fine ho optato per un Suite Hotel con la cucina ma senza la colazione a buffet; quando l’ho spiegato a Filippo gli ho raccontato che in compenso avrebbe avuto una bellissima terrazza su cui fare colazione con le sue adorate Macine portate da casa).
6. Implementare la decisione.
7. Verificare periodicamente le conseguenze della decisione presa, per i necessari “aggiustamenti”.

E voi, siete decisori nati o siete un po’ insicuri e spaventati dalla responsabilità di decidere?
Rispondete con sì/abbastanza/no alle domande che seguono:
- Sono in grado di coinvolgere altre persone (stakeholders) per generare alternative senza che questo complichi ulteriormente il processo decisionale né allunghi troppo i tempi
- Determino prima gli obiettivi cruciali e imprescindibili da raggiungere e successivamente valuto le diverse opzioni sulla base della rispondenza a tali parametri
- Uso un processo ben definito per strutturare le mie decisioni
- Sono consapevole che ogni previsione ha in sé un margine di errore e ritengo soddisfacenti previsioni con una probabilità del 70% di avverarsi
- Quando comunico la mia decisione, spiego anche il ragionamento che le sta dietro

Datevi 4 punti per ogni Sì, 2 punti per ogni Abbastanza, 0 punti per ogni No.

Se avete totalizzato più di 14 punti: complimenti! Seguite un processo solido e ben strutturato nelle vostre decisioni e non vi mettete in discussione.

Se avete totalizzato da 8 a 14 punti: siete ancora un po’ incerti in alcuni aspetti del processo decisionale. Se per esempio non coinvolgete abbastanza gli altri le vostre decisioni potrebbero essere boicottate. Se siete troppo perfezionisti, potreste essere molto lenti nel prendere decisioni perché aspettate di avere certezze (che non avrete mai). Valutate su quali degli aspetti del processo decisionale siete ancora deboli e lavorateci sopra.

Se avete totalizzato meno di 8 punti: non vi piace prendere decisioni e spesso vi lasciate guidare dalla “pancia”. A volte ci prendete, ma non vi sentite mai sicuri. Per incrementare la vostra sicurezza provate ad allenarvi seguendo i sette passi descritti sopra nelle piccole scelte di ogni giorno.

Se poi volete sapere dove sono stata a Lisbona, lasciate un commento!

Daniela Castegnaro
Daniela

Ingegnere, pesci, luna in capricorno e mamma preside, studentessa modello prima, seria professionista nelle vendite e nel marketing B2B poi, ora direttore di una divisione di business di un’azienda Fortune 500, ho portato tailleur, collana di perle e testa bassa fino a 47 anni. Poi mi sono felicemente separata, ho imparato a ridere e a comunicare autenticamente coi miei due figli, ho indossato i jeans in ufficio e pure le scarpe da milf, ho capito che le ansie da prestazione erano inutili e dannose. Guardandomi indietro mi sono detta ‘brava’ per la prima volta e guardando avanti ho deciso che, con la mia esperienza più le competenze del Master in Coaching di ADF che sto frequentando, posso aiutare le donne che lo desiderano a coltivare la loro leadership più autentica.

Il prossimo 5 aprile parte il percorso di Daniela Castegnaro e Veronica Dolce, NON SONO UNA SIGNORA: ALLENA LA TUA LEADERSHIP AL FEMMINILE, per capire quali sono i gap che impediscono alle donne di fare carriera come i colleghi maschi.

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