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by • 3 dicembre 2014 • CuoreComments (0)1375

Quando lavori in mezzo alle donne e sei un signore ben oltre i 40 anni

tatoo-man

Quando lavori in mezzo alle donne ad un certo punto ti incastrano.

E non hai scampo, ti martellano come la propaganda Nord Coreana fino a che non cedi, e nel momento in cui cedi sei anche contento. Poi, a casa davanti allo specchio, ti guardi e ti dici : “Ma che c…o ho fatto di male?”

Comunque galeotto fu quel giorno che mi intromisi in una discussione al Master sugli uomini. Tutte dicevano la loro e ascoltando ad un certo punto ho pensato che o venivano da un altro pianeta o la mia vita era una specie di Matrix. Ho la malaugurata idea di dire “Ma guardate che per gli uomini non è così….”

Diverse paia di occhi pallati mi guardarono all’unisono, comprendendo all’improvviso la semplicità dell’animale uomo e la sua poca affinità con l’aspettativa.

Da lì la mia “dolcissima” socia Francesca lancia la sua innocente proposta: “Ma perché non fai una serata dove le donne ti fanno tutte le domande che desiderano sugli uomini?”. Il dado è tratto. La propaganda inizia. Le vie d’uscita si riducono.

Provi ad inventarti una missione all’estero per conto dell’Onu, ma non funziona, vai in giro in Vespa con la maglietta e i bermuda con all’esterno i monsoni pur di farti venire un malanno, ma anche i tuoi anticorpi sono stati assoldati dal “nemico” e non hai mezza linea di febbre.

Lanciamo l’evento, e tu pensi che, come al solito, il tutto rimanga circoscritto alle tue clienti, pubblicato su facebook e in newsletter. E invece no, ti invitano a Radio Montecarlo a parlarne in una trasmissione seguitissima. Quindi a quel punto pensi che è inutile lottare e ti rassegni al fatto che il 20 novembre alle 19 dovrai affrontare un gruppo di donne che potrebbero farti qualsiasi domanda anche le più improponibili. Il titolo dell’evento è esplicativo “Uno contro Tutte: Tutto quello che avreste voluto sapere da un uomo e non avete mai osato chiedere”

Ero pronto a snocciolare una serie di “No comment”, nei miei momenti di solitudine immaginavo le domande più turpi e cattive su quella sottospecie di essere monocellulari chiamati maschi.

E invece no.

E’ stata una bellissima serata, molto divertente, passata insieme a donne interessantissime e con tanta voglia di raccontarsi oltre che di ascoltare.

Tutte con argomenti non banali soprattutto.

La serata parete piano, le signore arrivano alla spicciolata. All’inizio nessuno parla. Cioè parlo io mi presento e dico un paio di stupidate tanto per rompere il ghiaccio. Che ovviamente non si rompe. Stavo per dare il via alla mia proverbiale iper-sudorazione da ansia da palcoscenico quando una bellissima signora mi pone una domanda interessante e quanto mai desiderata:

“L’invecchiamento in una donna può incidere sul rapporto con l’uomo? I difetti fisici che mi vedo, e che non ho il coraggio di mostrare al mio lui, possono essere fonte di allontanamento?”

Tutto può succedere, ma se succede sicuramente c’è qualcos’altro sotto. Tu ami una donna anche per i suoi difetti, è chiaro che se la conosci a 25anni avrà un fisico diverso a 40, cosi non si può pretendere che gli addominali dei 20anni si trasformino in un mono-addominale a 40 per quanto riguarda un uomo. Ma tu la ami, lei è consapevole di questo, e la donna consapevole e che si sente apprezzata è la donna più bella che esista. L’unico consiglio che mi sento di dare è di parlarne col partner, non nascondersi, non vergognarsi e non aver paura del giudizio che non ci sarà, ma questo farà bene sia al rapporto in generale che al rapporto fisico.

Il ghiaccio si è rotto e allora fioccano i commenti, le risate, le battute e le domande finalmente.

Ti è mai capitato di innamorarti al primo sguardo ?

No. Per un uomo innamorarsi è una questione di conoscenza, di empatia, di comprensione. Ti innamori di una donna che conosci, che hai già visto, con cui hai già passato del tempo e con cui hai già parlato e ascoltato. Magari posso incontrarti una sera, magari stiamo anche bene assieme la sera stessa, ma per innamorarmi devo uscire con te ancora, conoscerti.

La donna indipendente spaventa l’uomo ?

Normalmente no, però è una questione di cultura. L’uomo si porta dietro la “leggenda” del maschio alfa, capobranco e cose del genere. Al giorno d’oggi non ha senso.

Personalmente come uomo che viene da una famiglia matriarcale, che lavora con e per le donne (in maggioranza) l’indipendenza femminile è un dato di fatto e una condizione gradita. L’istinto maschile è (per motivi antropologici), quello di proteggere, questo può convivere nel 2014 con l’indipendenza femminile.

L’uomo preferisce la comodità all’amore?

No nei casi di maschio sano no. Altrimenti la sopravvivenza della specie sarebbe in pericolo. Il maschio generalmente è mammone, questa mammonaggine ha diversi livelli. Da una parte è sana ed imprescindibile, la mamma rimane la mamma, è la prima forma di amore è impossibile che si possa mettere da parte. Chiaramente più il livello sale verso il mammone cronico infettivo più questa “comodità” si fa sentire. Questo può arrivare sino alla richiesta di vivere insieme a mammà…una tragedia.

La serata mi è piaciuta molto, ho confermato la mia opinione positiva sulle persone che conoscevo già e quelle nuove sono state una piacevole conoscenza, tutte insieme mi hanno confermato tutto quello di bello che le donne mi hanno trasmesso sinora.

Ci si vede al prossimo evento

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