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by • 23 novembre 2015 • Life & CultureComments (0)1209

Se chiudo gli occhi e penso al Natale…

christmas tree

 

Se chiudo gli occhi e penso al Natale non ci sono le mille luci della città, il grande albero al centro dello spartitraffico, le vetrine scintillanti e i Babbi Natale che si aggirano nei centri commerciali a caccia di selfie…

Se chiudo gli occhi e penso al Natale… sono in campagna.

Pochissime luci, tante quante in un antico presepe napoletano, le rocce ricoperte di foglie brune ed erba ispida e bagnata, e fumi che provengono dalle case in lontananza. Ritorno bambina e ho gli occhi incollati alla finestra, con i vetri appannati dal caldo del camino, mentre fuori la natura è avvolta in una coltre di umida oscurità, nota e inoffensiva, ma con quel pizzico di mistero tipico del clima d’attesa, alla vigilia delle festa. Da dove arriverà Babbo Natale? Quali sentieri percorrerà? E la Befana non avrà paura di sorvolare gli immensi boschi di castagni che ricoprono le colline intorno?

Se chiudo gli occhi… sento ancora sulle mani i graffi acuiti dal freddo di quando si andava a cogliere il pungitopo – una specie di agrifoglio selvatico con le stesse bacche rosse, ma senza il fil di ferro che le tiene artificialmente attaccate ai rami – e poi il bottino di legnetti, muschio, pigne e sassi per il presepe; le mani sporche di terra, gli stivali di gomma lasciati fuori dall’uscio.

La casa si riempiva dell’odore dell’abete di Natale (vero, naturalmente!) su cui appendevamo tutto ciò che avevamo di rosso, comprese piccole mele, nastri e candeline (vere anche quelle, rischiando l’incendio); di cestini pieni di frutta secca, che si recuperava dalla cantina: noci e nocciole, castagne e fichi; e poi arance e mandarini. Profumi su profumi e tanta febbrile attesa.

Ed ecco che finalmente arrivava la sera del 24 dicembre e, ben prima di Babbo Natale, bussava alla porta di casa Anna, la mia amica del cuore, con Rosa, la sua mamma, munite di torcia e con in mano un piatto di zeppole fritte ricoperte di miele … io correvo a prendere il regalino per lei sotto l’albero e… la magia aveva inizio!

Simona Manacorda

Simona Mana

Storica dell’arte medievale per formazione e passione, lavoro nell’editoria da anni, dalla divulgazione storico-artistica ai collezionabili da edicola, cercando di mettere insieme il testo e l’immagine, il dentro e il fuori, perché credo che “più bellezza per tutti” aiuti a cambiare il mondo. Amo leggere, fare (piccole e grandi cose) e sognare… in compagnia della mia famiglia allargata, gatti compresi. Attualmente frequento il Master in coaching di ADF.

 

PS: Il Natale si avvicina e anche noi di ADF ci prepariamo proponendovi i post di alcuni masterizzandi Christmas addicted. Se lo siete anche voi, seguiteci: ne pubblicheremo altri nelle prossime settimane, e poi… stiamo preparando una sorpresa per voi, stay tuned!

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