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by • 17 maggio 2017 • Life & CultureComments (0)469

Sì, staccare: i consigli di lettura di Anna

sì, staccare

Foto di Pierluigi Ortolano

Qualche giorno fa ho notato molte condivisioni di un articolo che riguardava una palestra londinese: aveva lanciato un nuovo corso fitness chiamato “Napercise”, l’esercizio del pisolino. 45 minuti di riposo a letto, in una sala di allenamento ad hoc, con musica rilassante, mascherina per il buio e temperatura adatta per far bruciare calorie.
Come altri, mi è venuto da esclamare: “Bello! Dove ci si iscrive?”. Poi, ho riflettuto che questi pagavano per andare a dormire quando potevano farlo gratis anche a casa loro. Da una lettura più approfondita, ho capito che l’offerta di un corso del genere rispondeva ovviamente ad un bisogno: dai dati della palestra, era emerso che l’86% dei genitori che accompagnavano i figli a fare sport entravano stanchi morti nella struttura. Desiderosi solo di riposare, cosa per la quale avrebbero dovuto attendere notte inoltrata e che, forse, non sarebbero pure riusciti a fare, logorati dai pensieri delle mille cose da fare il giorno dopo.
Non è facile autorizzarsi a rallentare, figuriamoci a staccare completamente.
Eppure è il riposo che restituisce energie ed è essenziale per il benessere fisico e mentale. Il letto, la poltrona, una panchina, ma anche una qualsiasi sedia a un tavolino di caffè, tutto può diventare uno spazio intimo, utile per fermarci e pensare, per fare attenzione al mondo intorno a noi. Anche un libro serve a scollegarci e a trasportarci in un tempo interiore, stimolando l’immaginazione. E le proposte di lettura di questo mese lo fanno ancora di più, perché ci parlano di dialogo intimo, di attenzione al trascorrere del tempo, ci parlano con calma e un po’ ci impongono lentezza, riconciliandoci alla fine con noi stessi.

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE – Kent Haruf (NNeditore)

“Il letto è una rosa, se non si dorme si riposa”, diceva mia zia. E, se non si dorme, ci si racconta, potremmo aggiungere, come nel romanzo di Kent Haruf. Due anime che si uniscono e le parole uniscono queste anime.
Siamo a Holt, piccola cittadina immaginaria del Colorado, dove già l’autore ha ambientato altre storie. Qui si parla di coraggio, quello di Addie Moore, che un giorno decide di fare una proposta inconsueta al vicino di casa Louis Waters, vedovo e in là con gli anni come lei: trascorrere le notti insieme.
Qualcosa di buono può sempre arrivare, se si rimane aperti agli altri e curiosi nei confronti della vita, permettendoci di sperare. I due decidono di aprirsi uno all’altro, di conoscersi e lasciarsi amare. La condivisione della propria camera e del letto, di quanto di più intimo ci sia in termini di spazio, diventa il pretesto per la condivisione di quanto ci sia di più intimo in termini di dialogo, dei propri ricordi e pensieri. Pagina dopo pagina, si entra anche noi nella camera dei due e si ascoltano le storie, si capiscono le scelte, si desidera a tutti i costi proteggere la libertà e la felicità di questa coppia dal “mondo che sembra non capire, solo impicciarsi”. Un romanzo breve ma che non si vorrebbe far finire. Delicato come una carezza, per abbandonarsi alla propria intimità e lasciarsi alle spalle tutto il resto.

L’ARTE ORMAI PERDUTA DEL DOLCE FAR NIENTE – Dany Laferrière (ed. 66thand2nd)

Dany Laferrière, autore haitiano-canadese, ha scritto questo libro qualche anno fa, tradotto e pubblicato in italiano nel 2016. Non è un libro sull’ozio, come farebbe pensare il titolo, ma sul piacere della contemplazione, del sogno, della fantasia.
In ognuno di noi, sostiene, esiste un tempo interiore e un tempo collettivo fatto di lavoro, appuntamenti e cose da fare: l’impressione è che tutto nella vita voglia sottrarci il tempo per noi e che, di conseguenza, non resti spazio per i sogni. Esiste anche un altro tempo, fluido, fatto di attimi di stupore vissuti. Sottolinea la bellezza dell’universo infantile, “sterminato perché intriso della poesia primitiva che ammanta quanto ci appare la prima volta”.
Sono molte le divagazioni su argomenti diversi, dalla politica, alla guerra, alla lettura, all’amore, in una sorta di autobiografia delle idee e delle emozioni dello scrittore. I suoi pensieri non seguono un filo narrativo preciso e i brevi capitoli sono intervallati ogni tanto da versi. Tutto fa, comunque, riferimento al tempo. Dove la vita assume un ritmo convulso e veloce, dove aspettare sembra essere diventato impossibile, l’autore ci invita non a isolarci dal mondo ma a guardare, di tanto in tanto, la vita che scorre. Bisogna esercitarsi a non far nulla di fronte all’agitazione e alla frenesia di quel che ci si muove intorno, per apprezzarne la vitalità ed essere più sensibili nei confronti degli altri, interessandoci finalmente a qualcosa di diverso da noi.

FIUME LENTO – Alessandro Sanna (ed. Rizzoli)

Un viaggio lungo il Po, ma soprattutto lungo la vita sul fiume, attraverso il tempo, le stagioni, le storie. Un racconto di sole immagini che raccontano quattro momenti diversi. Si parte con l’autunno, l’alluvione. La forza dell’acqua, madre dominatrice e imprevedibile, e, di fronte a lei, l’attesa, il fiato sospeso, l’impotenza. L’inverno arriva con la lentezza, il silenzio, la nebbia, ma, con impercettibili variazioni, si ritorna verso la vita. Primavera, tempo di piumini dei pioppi, dei colori definiti. Ma anche di sagre, danze e di amori che nascono. L’estate, intensa come i temporali improvvisi, come il sole che secca, ruggisce come una tigre: ed è un omaggio ad Antonio Ligabue, che visse sul fiume e dal fiume trasse ispirazione per le sue opere visionarie e sofferte.
Un silent book pieno di attimi, dove la delicatezza dell’acquerello è apparsa la scelta più naturale. Come dice l’autore, “per fare il cielo ci vuole acqua, per fare la terra ci vuole acqua, per fare tutto ci vuole acqua”. A parte la prima tavola che introduce il capitolo, le altre seguono una sotto l’altra, con una piccola pausa e variazioni talvolta minime, in un flusso continuo che si presta all’evocazione di sensazioni e sentimenti. Un libro poetico ed emozionante in cui riposare, facendo scorrere libero e lento il pensiero.

Anna De Pascalis

Anna De PascalisRodigina di nascita, veneziana per amore. E poi Bologna, Firenze e Londra nel cuore. Un’adolescenza negli Anni ’80, tra capelli cotonati, glitter e musica pop, spiega una perdurante predilezione per i colori accesi e la braga di pelle. Mi piace scoprire posti nuovi e organizzare piccoli viaggi slow. Il cibo cucinato con passione e presentato con cura è un dono che apprezzo tantissimo. Ottimista, ironica e diplomatica, cerco sempre di guardare al di là delle apparenze e di stupirmi delle cose di ogni giorno. Ho frequentato il Master in coaching di Accademia della Felicità per conoscermi meglio e per aiutare gli altri a creare la vita che desiderano vivere.

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