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by • 19 novembre 2012 • UncategorizedComments (0)1663

Skinny Chef: show cooking a domicilio. E che show!

Oggi vi raccontiamo la storia di un nostro cochee, che dopo il ciclo di coaching ha deciso di fare anche l’Ignition Project di AccademiA per definire meglio il suo nuovo percorso professionale.

Skinny Chef, all’anagrafe Alessandro Guglielmelli, non è un cuoco come tutti gli altri. Innanzitutto è magro, molto. Poi, non è sempre imbronciato. Anzi, è molto ironico, con la battuta pronta e non si prende mai sul serio. Ma è diretto e sincero, questo sì.

Non è un cuoco come tutti gli altri, perché prima del grembiule ha indossato una chitarra elettrica. E prima di cimentarsi ai fornelli, si è esibito sui palchi dei pub londinesi: Alessandro ha infatti un passato da rockettaro, che ha vissuto intensamente a Londra negli anni ’90, dove era volato per sfondare nella musica, accompagnato dalla sua Fender Jaguar bianca. La sua carriera da rockstar però non è decollata, ma nel frattempo ha (ri)scoperto la sua passione per la cucina, che ha scelto poi come professione quando torna in Italia, alla fine del decennio. Senza mai abbandonare il suo primo amore: è la stazione radio ascoltata in cucina dai suoi colleghi a determinare la sua durata in un ristorante…

Lavora in tanti ristoranti, cresce, impara, si affina come chef. Poi, lo scorso anno si fa strada in lui una nuova consapevolezza: «Se stai chiuso in una cucina per 12-14-24 ore, non hai tempo per esplorare altri gusti, altri sapori, altre ricette. Non puoi fare ricerca e non puoi crescere», afferma. Adora il clima che si respira dietro le quinte di un ristorante, il rumore delle padelle, le urla, lo stress, le scottature e la birra ristoratrice alla fine della serata, ma sente che quella routine sta soffocando la sua fantasia. È il momento di cambiare ancora, ma per fare cosa? Cambiare posto di lavoro o fare qualcosa di nuovo?

«Ero confuso, non sapevo cosa volevo fare, dove volevo andare. I primi mesi li ho dedicati a  me stesso, per recuperare gli anni che avevo passato in cucina. Concerti, amici, pub, nuove ricette… Ma non poteva durare in eterno, dovevo darmi una mossa. Come? Ho capito che da solo non ce l’avrei fatta. Ho scelto AccademiA, perché avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a individuare la direzione da prendere, e a fare chiarezza. Fare coaching con Francesca (Zampone) è stato fondamentale: mi ha portato a trovare il filo rosso che univa le mie passioni. Ho raccolto la cucina, la musica e la scrittura in un unico contenitore: Skinny Chef in The Box, un foodblog (http://skinnychefinthebox.com/) dove segnalo ricette accompagnate dalla musica giusta, mentre racconto pezzi della mia vita. Ma come renderlo economicamente autosostenibile? Le risposte le ho trovate partecipando al loro Ignition Project (http://www.accademiafelicita.it/business_coaching.asp), un incubatore per microimprese low cost, che mi è servito per definire la strategia, l’attività e gli eventi da organizzare».


Ed ecco cosa fa oggi Skinny Chef:

Skinny Chef at Your House, cuoco a domicilio. «Vengo a casa vostra e cucino. Voi mi dite cosa vi piace mangiare, quanto volete spendere, che mood volete dare alla vostra serata e io faccio la spesa e preparo. Unico vincolo: la musica la porto io».

Un esempio di menu? Hachis di zucca e amaretti con piccola fonduta di bella Lodi e tempura di salvia, risotto al profumo di rosmarino e limone, confit de canard laccata al miele con millefoglie di patate & carote, mousse di barbajada con ristretto di Bonarda.

 

Dine in Dine Out (https://www.facebook.com/SkinnyChefDineInDineOut), secret dinner. «È una cena organizzata in una location segreta, con persone che non si conoscono, e che si siederanno per la prima volta allo stesso tavolo quella sera. Prima dell’evento si conosce solo il menu e il prezzo. Per prenotare basta mandare una mail. Il prossimo evento si terrà il 29 novembre, ma è già tutto prenotato».


 

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