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by • 31 maggio 2013 • UncategorizedComments (0)2074

Social innovation: quando il lavoro c’è e fa bene

Social innovation: quando il lavoro c’è e fa bene

Dare una possibilità ai soggetti svantaggiati di uscire dall’emarginazione e diventare autonomi, per passare dallo status di assistiti a quello di cittadini attivi, partecipi della vita della comunità: è questo lo scopo delle imprese sociali. Si tratta di un nuovo approccio al lavoro innovativo, che fa due volte del bene: da un lato aiuta chi ne ha bisogno, dall’altro crea posti di lavoro, e offre dei servizi.

È un argomento di cui avevamo già parlato e che si sta diffondendo sempre di più anche qui da noi. Per gli scettici, ecco i dati delle imprese sociali in Europa: 11 milioni sono i posti di lavoro creati, e 2 milioni sono le imprese che operano in questo settore. Non sono certo numeri trascurabili.

Ve ne parlo perché per chi sta pensando al piano B, oppure, a crearsi delle nuove opportunità professionali può essere uno spunto interessante, da non trascurare. Anche perché, cominciano a esserci bandi e concorsi che offrono finanziamenti e incubazioni in questo settore.

Fra questi, vi segnalo Il più bel lavoro del mondo”, un concorso promosso da Make a Change , associazione che sostiene la diffusione dei social business e che mette in palio 30 mila euro per il miglior progetto. Giunto alla sua terza edizione, premierà oggi le migliori idee per start up a finalità sociale. La premiazione si terrà durante il Wired Next Fest , il primo festival dell’innovazione organizzato da Wired Italia. L’edizione dello scorso anno è stata vinta da EyeAssist, una start up che ha sviluppato un dispositivo per consentire a persone affetti da disturbi motori di comunicare con chi li circonda e interagire con l’ambiente circostante.

Ma impresa sociale non deve per forza far rima con innovazione tecnologica e start up hi-tech. Qualunque realtà può avere una finalità sociale. Ed ecco la seconda storia che vi segnalo: la polpetteria Ciccilla , un locale aperto a Milano, in zona Garibaldi. Ciccilla è stata aperta da Anni Versati, una cooperativa sociale “di tipo b”: ovvero, una cooperativa che ha l’obbligo di avere al proprio interno almeno il 30 per cento di soci lavoratori svantaggiati.

Anni Versati è stata costituita per creare opportunità lavorative per persone in difficoltà, che normalmente vengono rifiutate dal mondo produttivo. Ed effettivamente ci sono riusciti: Ciccilla dà lavoro cinque persone, tutte assunte a tempo indeterminato. E quanto

all’offerta gastronomica, è a tutti gli effetti una start up foodie. L’ingrediente base sono le polpette, preparate in tantissime varianti: a base di carne, pesce, verdure, formaggio, alghe… Realizzate con prodotti bio, nel rispetto della stagionalità.

Il nome? Deriva da quello di una zia di uno dei soci fondatori, ispiratrice dell’idea, in quanto esperta cuoca di polpette!

Loredana Saporito

 

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