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by • 4 luglio 2012 • UncategorizedComments (0)877

STATUS ANXIETY

E’ successo. Era esattamente dall’8 aprile 2008 alle 18 che non ripassavo da là. Insomma dall’ultima navetta che da Famagosta M2 mi portava ogni giorno al lavoro.

E invece sabato per un motivo molto piacevole mi sono ritrovata sulla stessa banchina.

E’ incredibile come tornare in un luogo mi abbia richiamato sensazioni dimenticate: 4 anni di ansie mattutine, mal di pancia diffusi, emotività spropositata, conflitti con il management, shopping compulsivo di cose inutili e sopra a tutto una sensazione diffusa di disvalore personale. Insomma la Francesca esisteva solo se trovava candidati e contribuiva a mandare via persone per tutto il resto sembrava non esserci.

Inoltre una atmosfera aggressiva e testosteronica permeava l’ambiente (insulti in riunione, parolacce, mi ricordo un mitico “If HR works like shit is not my fault” urlato solo per salvarsi temporaneamente l’anima).

Tutto questo mi è tornato in mente alla fermata di Famagosta e mi sono detta “Ma come facevo? Come facevo a sopportare, a non cambiare?” mi ricordo che per anni ho pensato che il mio compito era quello di resistere che se io fossi stata sempre più brava, sempre migliore, sempre presente sicuramente tutto sarebbe cambiato io ne sarei stata l’artefice e tutti sarebbero vissuti felici e contenti.

CHIARAMENTE MI SBAGLIAVO.

Però altrettanto chiaramente sabato a Famagosta mi sono venute in mente le cose che ho imparato e ve le scrivo volentieri perché penso potrebbero servire a qualcuno:

-          Rispondere a una mail entro la giornata

-          Stare in riunione

-          Farmi ascoltare da una persona sotto stress

-          Andare al cuore della questione in un tempo minimo di 7 secondi  e massimo di 3 minuti

-          Negoziare

-          Capire i bluff dei candidati

-          La differenza fra decidere ed eseguire (molto importante ora in Accademia!)

Dopo avere fatto questa lista mentale sabato mi sono sentita così bene: ero riuscita ad essere grata anche a quell’esperienza finalmente!!!

E voi a cosa – del vostro lavoro – siete grati?

Cosa vi ha insegnato?

 

 

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