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by • 7 ottobre 2013 • UncategorizedComments (0)2383

Storia di Olimpia Zagnoli, illustratrice

 

Sono nata a Reggio a Emilia nell’84 e ho frequentato una scuola materna basata sul metodo Malaguzzi. Preciso questa educazione ricevuta sin dall’infanzia, perché ha fatto parte della mia crescita creativa. A Reggio Emilia ci sono molti asili che seguono gli insegnamenti del noto pedagogista, dove i bambini seguono laboratori e atelier.

Ricordo di quel periodo le molte attività manuali e produttive, per esempio si imparava a cucinare e si andava a vendemmiare, azioni che hanno permesso di sviluppare una grande capacità pratica e che davano spazio alla riflessione e alla creatività.

A sei anni mi sono trasferita con la famiglia a Milano per seguire il lavoro di mio padre, fotografo. Ho frequentato il Liceo Classico, ma ho sempre avuto tra le mani, in tutti gli anni di scuola, colori e matite con i quali disegnavo, costantemente e ovunque.

I miei genitori hanno sempre assecondato la passione irrefrenabile per i disegni perché sono entrambi artisti, mia madre è una pittrice, ed era naturale in casa avere a che fare non solo con gli strumenti come pennelli, carta, foto, ma anche familiarità con il processo creativo.

Quando si è trattato di scegliere il percorso di studi, non ho avuto dubbi e mi sono iscritta all’Istituto Europeo di Design per frequentare il corso di Illustrazione e Animazione.

Finiti gli studi mi sono concentrata sulla creazione di un portfolio che rappresentasse il più possibile il mio stile. Ogni artista, ogni illustratore ha il proprio tratto e io dovevo cercare e perfezionare il mio, perciò ho lavorato a lungo per individuare i miei elementi distintivi, ho sperimentato fin quando ciò che disegnavo corrispondeva a ciò che in effetti avevo in mente.

Poi ho messo insieme i lavori che consideravo migliori e mi sono proposta a riviste e committenti che ritenevo in linea con il mio lavoro. Ho fatto una lunga selezione, andando in edicola e sfogliando decine e decine di riviste italiane e straniere per capire a chi avrei potuto davvero proporre i miei disegni.

È stato un lavoro lungo e faticoso, molti non mi hanno ricevuto, altri sono stati aperti e disponibili e così sono nate le prime collaborazioni e le prime committenze, finché non ho sentito l’esigenza di provare un’esperienza all’estero e sono volata a New York. Qui ho fatto esattamente ciò che ho fatto in Italia: ho selezionato le riviste di mio interesse e le ho contattate per un colloquio. Il New York Times è stato tra i primi a ricevermi, e dopo solo due settimane dal nostro incontro ho ricevuto il primo incarico al quale con il tempo sono seguiti altri. Oggi posso dire che la collaborazione con una delle riviste più prestigiose degli Stati Uniti continua dal 2008.

In seguito sono arrivate altre collaborazioni con l’estero e poi con l’Italia, perché nel frattempo sono tornata a Milano. Ho avuto tanti committenti italiani che hanno creduto in me quando avevo un portfolio meno ricco e ne sono riconoscente, ma andare all’estero è stata un’occasione per accelerare la mia carriera. In qualche modo il processo per farsi conoscere e crescere oltreoceano è più veloce.

Ho deciso di essere freelance e sono soddisfatta della mia scelta. I primi tempi non è stato facile ma oggi, grazie a questo status lavorativo, posso valutare e accettare i lavori che mi piacciono, che meglio si accordano con il mio stile e allargare gli ambiti lavorativi includendo, oltre all’editoria, la  pubblicità e la discografia.

È stato un percorso quasi tutto lineare, anche se non sono mancati gli ostacoli per farmi largo in questo ambiente. È come se avessi scelto l’illustrazione e l’illustrazione avesse scelto me. Credo siano stati i tanti libri illustrati e i fumetti che ho letto sin da piccola a far nascere questa passione, ma anche, con il tempo, la valutazione dell’aspetto commerciale perché l’illustrazione, grazie al digitale e al disegno animato, ha grandi potenzialità nel mercato. Il lavoro è diventato più complesso e stimolante.

Oggi poi ho anche un negozio online, clodomiro.com, nato da una collaborazione con mio padre, insieme creiamo e produciamo oggetti, piatti, t-shirt, foulard con illustrazioni ironiche d’ispirazione erotica. Ogni anno aggiungiamo pochi pezzi alla nostra collezione.

 

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