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by • 24 maggio 2013 • UncategorizedComments (0)3316

Upside down – da freelance alla quattordicesima

Seguo Accademia da oltre due anni, i loro consigli uniti alle storie di chi ha fatto un passo avanti, grande o piccolo, definitivo o provvisorio, hanno scandito questo periodo di grandi cambiamenti.

Cambiamenti nella mia vita, nel mio lavoro, e anche nel modo in cui leggevo le loro storie.

Eh si, perchè il self-employment è sempre stata la mia filosofia di vita – trasmessa dalla famiglia quasi come una religione – e leggere degli impiegati incatenati a scrivanie prive di significato faceva apparire un ghigno beffardo sulla mia faccia: di cosa avranno paura, mi chiedevo.

E così dopo 8 anni di libera professione e dopo aver rifiutato ben due contratti come proposte lesive della mia libertà personale ecco che mi trovo a sposare un principe azzurro che con il suo bel contratto mi ha preso una bella casa (beh un po’ di casa e un po’ di mutuo, non era di quei principi col castello in dotazione) e mi ha dato un bel bambino. Il più bello del mondo, potete credermi sono obiettiva su questo argomento.

Dopo aver scelto accuratamente quali clienti mantenere in questo periodo di minor lavoro ho avuto il mio bellissimo congedo maternità di 10 giorni, giusto il tempo di smettere di camminare come Clint Eastwood nei western. L’Inps? Ah, l’inps mi ha detto che guadagno troppo poco per avere diritto alla maternità. (Trova l’errore in questa frase, se non sei un impiegato dell’inps dovresti metterci qualche secondo).

Che a lavorare con le no-profit non si faccia molto profit, beh questo lo sapevo da qualche anno. Ma era quanto basta per campare (e i miei malanni dimenticar, come insegna Baloo). Ma ho presto imparato che le mie tasse di autonoma senza associazione di categoria non valgono come le altre, e ho meno diritti. Almeno, spero di averne qualcuno.

Nonostante io abbia completato tutte le attività a me assegnate (una “cosuccia” come un festival da qualche centinaio di migliaio di euro di budget da organizzare) divergenze personali con il capo, cioè col cliente, mi hanno portato a lasciare anche questo lavoro e concedermi finalmente quella tanto sospirata e attesa pausa di maternità (3 mesi, non pagati of course, più o meno intorno all’anno di mio figlio).

Oh, la casa non è mai stata così pulita. Intendo come le prime due settimane, poi è tornata il solito allestimento scenico da fallout nucleare contaminato dalla coabitazione di tre bipedi e tre quadrupedi. Il conto in banca che iniziava a riprendersi dopo “la Grande Spesa” della casa – ovvero finalmente il saldo indicato sui versamenti era una somma diversa da quella versata! – ha iniziato a volgere mestamente verso il basso, come un tulipano lasciato troppo nel vaso. Infine gli sguardi dubbiosi di Marito-Principe, che forse ha intuito la mia scarsità di doti domestiche anche se non ne ha fatto parola, si sono trasformati in sguardi interrogativi e poi esplicitamente supplici.

A quel punto stavo già cercando leggendo due volte al giorno i siti di inserzioni lavorative, soprattutto nella vicina Svizzera, eldorado dal cambio favorevole e il mercato del lavoro in impennata (eccerto, sono le nostre aziende che riaprono tutte lì!).

Ecco che entra in scena Francesca di Accademia. Dopo aver letto, seguito commentato ogni articolo e ogni post, peggio di una stalker virtuale, mi rivolgo a lei perchè ritengo che la presentazione del mio curriculum abbia un sapore eccessivamente artigianale, il che unito alla mia giovane età non mi aiuta a far passare l’idea che sono 8 (otto) anni che faccio questo lavoro e quindi non mi interessa uno stage formativo gratuito. Grazie, no.

Su suo suggerimento, un suggerimento che a dire il vero mi ha dato due anni fa ma che ho sempre sottovalutato e rimandato ho aperto linkendin e per la prima volta mi sono trovata a stendere un vero portfolio clienti. C’è qualcosa di liberatorio nel ripercorre per intero tutta la tua vita lavorativa, come a prendere congedo da essa.

E questi clienti si ricordavano di me, eccome! Ecco la prima richiesta di consulenza, poi un’amica nel marketing mi raccomanda per seguire un suo cliente nella promozione. Allo stesso tempo mi unisco a gruppi e rispondo ad annunci…

Non voglio farla facile, lo so che uno su mille ce la fa. Ma io a Luglio per la prima volta sarò pagata per il lavoro svolto a Quattordicembre. Ma non ci credo finchè non lo vedo.

E la mia libertà? Beh diciamo che ultimamente non è il lavoro ad influire sulle mie possibilità di autogestione del tempo… e poi ho contrattato un part-time 60% flessibile, che mi permette di seguire un paio di progetti secondari e continuare con le eventuali consulenze alle associazioni.

E no, anche se sono assunta non sono ancora incinta di nuovo.

E si, anche per me è stata dura lasciare tutto e buttarmi in un’attività… non in proprio!

 

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