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by • 11 marzo 2013 • UncategorizedComments (0)1520

Voglio vivere la mia vera vita

Vi raccontiamo la storia di Katia, che con l’aiuto del coaching sta riscoprendo le sue passioni. Fino a questo momento ha vissuto una vita “temporanea”: in attesa di trovare la sua vera strada e scoprire cosa volesse fare da grande, ha seguito il volere dei suoi genitori. Ora, sta iniziando a vivere la sua vera vita.

Da tempo ero alla ricerca di qualcosa che mi aiutasse a fare chiarezza in me. Mi sentivo molto confusa, non capivo quali fossero le mie priorità e mi chiedevo ancora cosa volevo fare “da grande”. Tutte le strade che avevo percorso finora non mi convincevano ed ero arrivata a un punto in cui non sapevo come andare avanti.

Stavo cercando delle risposte, ma gli strumenti che mi si erano presentati non mi sembravano adatti. Avevo preso in considerazione anche la psicologia cognitiva, ma temevo che per avere dei risultati utili avrei dovuto aspettare troppo tempo. Io volevo qualcosa di più concreto, più rapido. È stato allora che un amico mi ha parlato di Accademia della felicità e del coaching: sono andata a vedere il sito e mi ha convinto subito. Gli obiettivi da raggiungere e i percorsi da fare erano chiari, non c’era  confusione. Certo, ero consapevole che non mi avrebbe rivoluzionato la vita (e infatti, non era quello che volevo), ma l’approccio easy e low cost mi permetteva di provare questa esperienza senza prendere troppi rischi. Così ho iniziato il primo ciclo di coaching.

Il percorso fatto con Francesca è stato incentrato sulla riscoperta delle mie passioni: mi ha portato a esplorare i miei interessi, i miei hobby, i miei gusti. Ma l’abbiamo fatto in un’ottica professionale, per capire quali di questi poteva trasformarsi in un lavoro, e come possono evolvere in futuro, integrandoli con le mie capacità e le mie attitudini, come ad esempio il problem solving.

Non ho mai capito cosa volessi fare davvero nella vita. Come tante altre persone, ho seguito il percorso imposto dai miei genitori, che  nel mio caso voleva dire: università – laurea – impiego fisso. Ma ho sempre avuto la sensazione che fosse una soluzione temporanea, in attesa di capire cosa volessi fare “da grande”. Ora, dopo il coaching, sto assaporando l’idea di fare qualcosa completamente diverso, di fare qualcosa con le mani, di creare qualcosa. Non ho ancora le idee chiare, ma voglio cominciare dal food: farò dei piccoli corsi di cucina, per iniziare ad attivarmi. D’altronde, se non provo e non inizio da qualche parte, non saprò mai come andrà.

E poi, l’altra tematica che abbiamo affrontato è stata quella della sicurezza interiore, dell’autostima, su cui abbiamo lavorato tanto. Finalmente ho fatto mia la frase di Eleanor Roosvelt: “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”. Ho riflettuto su questa frase per tutta la mia vita, ma senza capirla veramente fino in fondo. Ora sì, perché ho capito che scegliamo noi come affrontare le reazioni delle altre persone. Non importa se qualcuno cerca di trattarci male, quello che conta è la nostra reazione. Decidiamo noi che importanza dare alle parole e alle azioni degli altri: possiamo offenderci, o rimanerci male; o ancora, semplicemente sorridere e non farci caso. Ed è questa, scegliere come reagire, la libertà più grande che abbiamo. Alla fine, ho capito, che dipende molto da come guardi le cose, da come le leggi. E ora ho più coraggio di agire, ho voglia di fare e di cambiare. E sono più sicura di me, nelle relazioni con gli altri, con i miei superiori. E sono più serena: mi sono data degli obiettivi da raggiungere. Sono ancora all’inizio, ma ora ho una strada da percorrrere.

 

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